Berlusconistan Tv; a rischio RaiTre e La7, le ultime due “non allineate”
Da un articolo de L’Espresso punto per punto l’offensiva politico-mediatica per chiudere definitivamente i non allineati. Terrificante.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-8977.htm
Gabanelli e Santoro azzoppati:
Milena Gabanelli azzoppata. Sotto pressione per il tentativo di mandare in onda il suo ‘Report’ su Raitre senza rete di protezione legale da parte di viale Mazzini. Marco Travaglio in discussione. Ancora privo di contratto, a meno di essere trattato nel programma ‘Anno zero’ di Michele Santoro su Rai Due non da editorialista come gli anni precedenti ma da ospite all’interno di un contraddittorio…..
Ma si diceva, il terzo canale, zona franca della tv pubblica, a parte il recinto di Michele Santoro a Raidue (alla domanda: “Andrete in onda senza Travaglio?” Sandro Ruotolo risponde senza sbilanciarsi: “‘Anno zero’ è Santoro, Vauro, Marco Travaglio…”. Ecco, la terra libera di ‘Report’ (“Mi auguro che la cancellazione della clausola di manleva rientri “, commenta Gabanelli “In caso contrario sarebbe complicato fare un programma d’inchiesta dove la maggior parte delle cause sono pretestuose tanto che in 13 anni di vita, non ne abbiamo mai persa una”). La striscia di ‘Parla con me’ di Serena Dandini (gli scettici Rai escludono che manterrà la messa in onda dal martedì al venerdì).
La 7 comperata da un amico di Berlusconi:
La spada di Tarak, invece su La7. Ovvero l’aleggiare del tacito interesse di Tarak Ben Ammar, letto da molti come una sorta di diritto di prelazione da parte di un uomo potente piazzato nei cda della stessa Telecom e nella Mediobanca di Cesare Geronzi (un tempo era stato anche consigliere di Mediaset nonché testimone in difesa di Berlusconi nei processi di Mani Pulite) e allietato da un portafoglio di amicizie pesanti: dal Cavaliere a Massimo D’Alema fino a Rupert Murdoch….
Forse l’arrivo di un nuovo pezzo grosso su La7 che va già forte con l’informazione diretta da Antonello Piroso e poco ortodossa secondo il metro di giudizio berlusconiano, avrebbe aumentato troppo l’appeal della televisione? Forse gli appetiti sulla tv di Telecom hanno ragioni che escludono exploit? Fatto sta che i rumors di una possibile vendita a una cordata di imprenditori amici di Ben Ammar, nell’ombra vista la sua posizione all’interno del gruppo e la sua vicinanza a Berlusconi, continuano.
Guerra a Sky a SUON DI LEGGI
Per non parlare di Sky sotto tiro da dicembre, tra rialzo dell’Iva deciso dal governo e il divorzio non consensuale dalla Rai, a causa del suo successo italiano tale da portare James Murdoch, il figlio dello Squalo, a presidiare il territorio con una presenza sempre più assidua.
RaiTre consegnata a Minoli e Mentana
Il ticket perfetto per Raitre ci sarebbe: Enrico Mentana al Tg3 (nell’agenda del direttore generale Mauro Masi un incontro con lui). Giovanni Minoli alla rete con l’interim della sua Rai Educational, trasformata da lui in un gioiellino. Per carità, fior di professionisti. Ma soprattutto, nessuno dei due, un salto nel buio. Con qualità e difetti sia dell’uno che dell’altro ben noti ovunque, sia a viale Mazzini che a Palazzo Chigi visto il loro lungo cursus honorum.
Tra l’altro, un binomio impossibile da bocciare anche per l’opposizione. Che però, per il tg avrebbe il suo candidato con i quattro quarti: Bianca Berlinguer, sostenuta dai dalemiani e da Pierluigi Bersani, ma anche da Dario Franceschini e da Walter Veltroni. Non da Paolo Gentiloni o dal consigliere Rai Nino Rizzo Nervo, area quel che fu della Margherita, propensi, invece, a difendere lo status quo: non tanto Antonio Di Bella (al quale non dispiacerebbe cambiare) ma soprattutto Paolo Ruffini, direttore di rete da sette anni.

































































ma no ma pure la7??? Certo che lui non si accontenta di vincere, vuole proprio stravincere… ma non gli basta avere il paese ai suoi piedi e una miriade di scendiletto e leccatori? Vuole proprio tutto???? ma non si annoierà poi?