Scontro Fini-Berlusconi, sta per detonare una bomba?
Berlusconi: “Il Pdl non è una caserma”
Fini: “Riduttivo parlare di fraintendimento”
ROMA – “Il Pdl non è una caserma, ciascuno ha la libertà di potersi esprimere e sui temi etici c’è libertà di coscienza”. Ad assicurarlo è il premier Silvio Berlusconi, intervenendo a Roma all’apertura di “Atreju 2009″, la festa nazionale del movimento giovanile del Pdl, la “Giovane Italia”. Rispondendo a una domanda del ministro Giorgia Meloni, sulle recenti polemiche con Gianfranco Fini, Berlusconi ha ribadito che “Quando si va al voto alla Camera o al Senato ci sarà libertà di coscienza che è stata sempre riconosciuta ai nostri parlamentari sui temi etici. Il movimento ovviamente ha una sua posizione largamente maggioritaria ma riconosce il diritto a chi non è su questa posizione di essere se stesso e votare conseguentemente”.
Un’apparente apertura che però, poco dopo, il presidente della Camera dei Deputati ha definito “riduttiva”: “Per quanto l’ottimismo di Berlusconi sia proverbiale, definire ‘fraintendimento’ le tante valutazioni di carattere politico su cui nel Pdl è necessario discutere, è non soltanto riduttivo ma soprattutto rischia di non contribuire a risolvere i problemi”, ha scritto Fini in una nota.
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-varie-2/berlusconi-atreju/berlusconi-atreju.html
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Continuano gli scontri Fini-Berlusconi. C’è qualcosa che non va. Feltri che pubblica dossier contro il Presidente della Camera, Fini che oramai ha stretto un dialogo importate con Napolitano e fa il Vicepresidente della Repubblica, magari in attesa di una elezione prossima al Quirinale. Umh… Berlusconi, dicono alcuni, sembra tentato da elezioni anticipate 2010 per mandare a quel paese i finiani, cosa secondo me impossibile perche a quel punto rischierebbe di perderle le elezioni, visto che Fini non starebbe di certo a guardare. E tra poco potrebbe essere bocciato il Lodo Alfano, con annessa ripartenza delle inchieste contro il premier. Si preannuncia un autunno caldo, non a caso Berlusconi ha militarizzato Mediaset e Rai. Sa bene che una partita importante si giocherà anche tramite media.
In tutto questo contesto, rimane sempre assordante il silenzio e soprattutto la debolezza dell’opposizione.
Alcuni brani interessanti qui:
Fini non vuole tendere la mano. Al contrario, si dice pronto alla guerra totale. Chi gli ha parlato ieri ha raccolto propositi di sfida: «Sia chiaro sibila- che io non arretro di un millimetro». E lo dimostrerà domani, con un intervento molto poco diplomatico a Gubbio, alla scuola di formazione politica del Pdl.
L’ex leader di An non è rimasto sorpreso dall’intemerata del Giornale di Feltri. Da giorni erano arrivate anche al suo orecchio le voci che davano conto di un dossier politico-giornalistico già confezionato contro di lui (e quello uscito non sarebbe l’unico, a dirla tutta).
Non vuole enfatizzare l’episodio: «Feltri c’ha preso gusto, ma fa solo il lavoro che gli è stato chiesto», taglia corto. Piuttosto, insieme ai consiglieri più fidati, Fini sta cercando di capire se l’attacco è parte di una più ampia strategia e se, per esempio, può essere collegato all’eventuale tentazione del Cavaliere di anticipare le urne per spiazzare i suoi avversari interni ed esterni e chiudere la stagione del sexgate inseguendo un plebiscito elettorale.
Le parole alla Stampa del finiano Italo Bocchino, vicecapogruppo alla Camera del Pdl («Se gli interessi di Berlusconi e di Feltri sono così divergenti, forse sarebbe bene che Berlusconi rinunciasse a Feltri»), sono in questo senso una sorta di ultimatum: il giochino della dissociazione non sarà più tollerato da chi nel Pdl ne sarà bersaglio (durissima, peraltro, la reazione di Feltri: «Bocchino è un fascista»).
Soprattutto, Fini è convinto di avere in Casini una sponda importante. Non dà credito alla possibilità che il corteggiamento di Berlusconi riporti stabilmente l’Udc nel centrodestra: «Nell’avvicinamento di Berlusconi a Casini – ragiona coi suoi – non vedo una logica politica, ma mercantile. I sondaggi dicono che quel partito è decisivo in cinque o sei regioni. Tanto basta a Silvio. E comunque non credo che Pier sia così disponibile».
……
E poi ci sono i sospetti. Quello di un Fini che guarda al Quirinale, contando sull’appoggio della sinistra, come ha accusato Feltri, lo nutre anche il Cavaliere. Come molto fastidio hanno provocato al premier le voci insistenti dell’interesse di Fini a costruire una sorta di «Kadima» all’italiana, un partito liberale e gollista che guarda al centro cattolico al quale potrebbero essere interessati leader come Casini, Pezzotta, ma anche esponenti della grande imprenditoria come Luca Cordero di Montezemolo, che però ha spiegato come non sia nei suoi piani partecipare a «giochetti legati a fantasiose geometrie partitiche», perché il suo impegno è e resterà «civile».
Berlusconi però non si fida: «Non si capisce dove vuole andare Fini, cosa voglia fare, a cosa miri. E poi puntando su chi, se nemmeno i suoi colonnelli sono disposti a seguirlo come un sol uomo?».
In questo clima, gli appuntamenti dei prossimi giorni potrebbero far da detonatore a un’esplosione ma anche da silenziatore a un conflitto sotterraneo che minaccia di durare molto a lungo. Oggi infatti Berlusconi - che secondo alcuni vorrebbe incontrare il suo alleato per «chiarirsi» direttamente – parlerà sicuramente anche di Fini nell’incontro pubblico con i giovani del Pdl ad Atreju, la festa di cui è madrina la Meloni.
E le previsioni sono che i toni saranno fermi sui princìpi, ma concilianti con Fini. Che a sua volta modulerà il suo intervento di Gubbio anche in base a quello che dirà Berlusconi, ma importante sarà anche l’incontro di sabato sera a Roma al G8 dei presidenti delle Camere che Fini presiederà assieme al premier.

































































E’ chiaro che il “buon “Fini non accetta una direzione o la digerisce malvolentieri. Ed è anche evidente ,nonostante i suoi discorsi (scuola Almirante) che sta seguendo molte sirene ed imbonitori di idee di vario stampo. Forse vuole essere un condottiero di un carrozzone.? Ora,nonostante i buoni propositi ne vedremmo delle belle ed i distinguo finiani saranno all’ordine del giorno. Il dotto politico deve pur dimostrare di esistere.!!! Persone mature nell’età che ho incontrato hanno dichiarato :Fini vergognati!! Di certo la voce degli elettori non salirà mai alle orecchie dell’interessato. Troppo alto il piedistallo per i comuni mortali.