CensureRAI, i volti a rischio nella tv berlusconizzata
Piu di sei mesi fa, all’inizio di febbraio, pubblicai un articolo intitolato “Rai, il gioco delle carte”, in cui prendendo spunto dal famoso mazzo di carte dei criminali di guerra irakeni creato dalla amministrazione americana, avevo stilato una lista di volti noti della Rai che avrebbero corso il rischio dell’epurazione.
Qui l’articolo, che ripropongo di seguito:

Ricordate il “mazzo di carte” creato dagli Stati Uniti quando invasero l’Irak e che ritraeva i principali leader politici irakeni? Ecco, ora che Sergio Zavoli è stato eletto Presidente della Commissione di Vigilanza, stiamo per assistere alle nuove nomine per la azienda pubblica. Si vocifera di un Belpietro (si, proprio lui) alla direzione del TG1 ad esempio. In un momento come questo ho pensato di creare il “mazzo di carte della Sinistra” in Rai, quali di questi personaggi cadrà per primo secondo voi? Vediamoli insieme:

MICHELE SANTORO
Il Presentatore di Anno Zero è stato già censurato nel primo periodo berlusconiano (2002-2006) e la sua trasmissione è sempre nell’occhio del ciclone con varie polemiche. Santoro è tornato in video nel 2007 dopo aver vinto una causa contro la Rai, ma l’azienda di stato ha fatto ricorso, chissà che non sia lui il primo a SPARIRE.

FABIO FAZIO
Il presentatore genovese, tornato in Rai nel 2003, ha conquistato spazio grazie al successo di “Che tempo che fa” sulla terza rete rai. Ultimamente è stato accusato dal Centrodestra di aver dato troppo spazio alla Sinitra, gli interventi di Luciana Littizzetto da tempo indispettiscono Santa Romana Chiesa. Forse potrebbe sopravvivere alla “deriva PDL” ma non si sà mai, magari sarà costretto ad ingaggiare qualche comico di destra, se ce ne sono…

LUCIANA LITTIZZETTO
“Eminenzaaaa”, questo il “grido di battaglia” della comica torinese che ogni domenica allieta le serate dei telespettatori con i suoi pezzi satirici. Molte volte ha toccato temi etici sensibili e di recente la chiesa ha manifestato un notevole fastidio verso alcuni suoi interventi. Troppo “libertaria” per la Rai modello PDL?

Da 4 anni è in onda su Rai Tre con “Parla con me”, striscia in seconda serata che coniuga cultura e satira. Una piccola oasi “Radical-chic” che ora si è tramutata in una “riserva indiana” per i pochi sopravvissuti della Sinistra. Imitazioni delle Ministre Gelmini e Meloni, un esilarante Marcorè-Capezzone che invita la Dandini a “zompàre” nel centrodestra. Di vero c’è che, visti anche gli ascolti non esaltanti, la Dandini rischia davvero di zompare, fuori dal video.

MARCO TRAVAGLIO
Il bersaglio numero 1. La prima vittima predestinata. Quanto potrà durare la presenza in video dello “scomodo” giornalista liberale poco avvezzo alle logiche di potere? Poco, veramente poco.

ANTONIO DI BELLA
Il direttore del Tg3. Nominato nel 2000, ha resistito per quasi 9 anni dando al telegiornale della terza rete un taglio piu “americano”. Ha scommesso molto sul Tg3-linea notte che, partito da qualche mese, non sta purtroppo riscontrando il successo sperato. Secondo me sarà il primo a “saltare”, salvo grazia di Veltroni, che non arriverà…
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Purtroppo è di questi giorni la notizia che TUTTI i personaggi da me citati sono in predicato di lasciare o di essere quantomeno censurati. Non immaginavo che i killer dell’informazione arrivassero ad includere anche Milena Gabanelli ed il suo Report. Ma tant’è.
Qui di seguito un articolo de La Repubblica:
ROMA – Un editto soft, una goccia cinese che scava la roccia fino all’obiettivo finale: addomesticare la Gabanelli, Fazio, la Littizzetto, Bertolino, “Parla con me”, ridimensionare, cancellare forse. Silvio Berlusconi l’ha anche detto: quei programmi di Raitre non mi piacciono.
Senza i toni concitati di Sofia, ma l’ha detto. E da tempo il direttore generale Mauro Masi lavora per trovare un sostituto di chi Raitre la dirige con quei volti, con quegli artisti. Gioca di sponda, propone nomi su nomi, cerca professionisti dal curriculum impeccabile. Non spiega esattamente per quale motivo, ma va sostituito Paolo Ruffini, che gestisce la baracca da sette anni. Il resto, la normalizzazione dei programmi sgraditi, verrà da sé. “Dove lo vede Silvio tutto questo comunismo a Raitre, cosa c’è di anormale? Se il problema è che Fazio è un uomo e io una donna, ci operiamo. Così rientriamo nei loro canoni di normalità”, scherza Luciana Littizzetto, appuntamento fisso del week-end di Che tempo che fa, pubblico trasversale, risate a sinistra e a destra. Magari questo dà fastidio.
La Rai della nuova era Berlusconi non vuole mandare nessuno a Casablanca, ma qualcuno a casa sì. Il pressing sul Partito democratico per avvicendare i vertici di Tg3 e Raitre e incrinare un’identità non è solo un’indiscrezione. Comunque ci sono anche gli indizi, i dati di fatto: l’intenzione resa esplicita da Masi di togliere la tutela legale a un programma di inchiesta che giocoforza si porta dietro grane su grane come “Report”. E un giallo finora rimasto sottotraccia su “Che tempo che fa”. Il contratto tra Rai e Endemol, la produzione del programma, non è ancora stato firmato. Un ritardo che appare poco tecnico e molto politico a sole tre settimane dalla messa in onda (3 ottobre).
































































anche secondo me se gli riesce Di Bella perchè è il più pericoloso! ma forse riesce a resistere… ce l’ha fatta per così tanti anni…