Brunetta attacca i registi italiani e Michele Placido lo denuncia!

Dopo l’assedio alle tv ecco che parte l’assalto al Cinema, Brunetta critica i registi italiani, colpevoli di raccontare un paese che non va e non di propagandare ciò che dice il governo. Bene bene, continuiamo cosi…
Esiste in Italia un culturame parassitario vissuto di risorse pubbliche che sputa sentenze contro il proprio Paese ed è quello che si vede in questi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia».
Il consiglio: «Bene fai Sandro a chiudere quel rubinetto del Fus». Il ministro ha proseguito parlando di «registi che hanno ricevuto 30/40 milioni di euro di finanziamenti incassando in tutta la loro vita 3-4 mila euro. Questi stessi autori nobili, con l’aria sofferente, ti spiegano che questa Italia fa schifo…Solo che loro non hanno mai lavorato per avere un’Italia migliore». Applausi a scena aperta dalla platea «amica».
Che hanno portato ad un’altra stoccata, contro «i parassiti dei teatri lirici: i finti cantanti, scenografi che non si sono mai confrontati con il mercato, tanto Pantalone pagava. A lavorare…». E infine: «Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto ‘placida’ e questa Italia è leggermente schifosa». Dove la scelta dell’aggettivo pare tutt’altro che casuale dopo che Michele Placido, a Venezia con il suo film sul ’68, Il grande sogno, si è reso protagonista di una polemica che dalla casa di produzione Medusa si era estesa a Berlusconi.
Dalla stessa sede, poco prima, anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini aveva commentato: «Sono rimasta sorpresa nel sentire dagli attori della Mostra degli elogi sul ’68. Quella cultura dell’ugualitarismo e del sei politico ha danneggiato una generazione. Forse Placido non le ha vissute e non le conosce».
Ma, come prevedibile, le reazioni sono state tutte per Brunetta. Citto Maselli, al Lido con Ombre rosse, ha replicato: «Non è un caso che Brunetta usi la parola ‘culturame’ che è stata la bandiera di Mario Scelba negli anni delle peggiori repressioni nei confronti delle culture e della vita democratica del nostro Paese. Il tono, l’arroganza e il semplicismo di Brunetta parlano da soli».
Sempre da Venezia, Giuliano Montaldo, ex presidente di Rai Cinema, ha tuonato: «Ma di che stiamo parlando. Non è passata proprio al lido una ‘nuova’ attrice che si chiama Noemi? Non sanno cosa significhi la parola cultura».
Molte anche le reazioni politiche. Emilia De Biasi, deputata del Pd della commissione Cultura di Montecitorio: «Brunetta si commenta da solo. Sconcerta la volgarità e la gratuità delle sue affermazioni contro il mondo della cultura». L’ex ministro dei Beni Culturali Giovanna Melandri ha parlato di «furia iconoclasta e distruttiva con cui Brunetta, Bondi e company stanno mortificando il mondo della cultura italiana». Giuseppe Giulietti di Art.21 ha ribattuto: «Bondi non ha bisogno dei suggerimenti di Brunetta, ci ha pensato già lui». Ha condiviso «lo spirito» delle parole del ministro Gabriella Carlucci (Pdl), secondo cui «i soldi pubblici devono essere concessi a chi li merita».
Curioso che, solo qualche ora prima rispetto all’uscita di Brunetta, uno dei volti simbolo della protesta contro i tagli al Fus, Sergio Castellitto, fosse tornato sulla questione. Era anche lui alla Mostra per il film di Vincenzo Terraciano Tris di donne & abiti nuziali, peraltro realizzato con il contributo del Mibac, ed aveva dichiarato: «Dall’Excelsior di Roma a quello di Venezia, voglio ricordare che il problema dei tagli al Fus c’è ancora anche se, all’italiana, d’estate finisce un po’ tutto sotto l’ombrellone ». Lo deve aver pensato anche Brunetta.
Chiara Maffioletti
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LA RISPOSTA DI MICHELE PLACIDO:
Michele Placido ha deciso di querelare il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, che ieri da Gubbio aveva detto che al Lido c’è “un pezzo d’Italia molto rappresentata, molto ‘placida’, e quest’Italia è leggermente schifosa”. “Sono indignato, anzi indignati siamo io e i miei familiari perché ha usato il mio nome”, dice il regista presente in concorso alla Mostra con il film Il grande sogno.
Con una lettera aperta, Placido dice al ministro Brunetta: “Ha sbagliato persona per questo io la denuncio alla giustizia italiana. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il comune di Roma Teatro Tor Bellamonaca gratis da cinque anni, teatro di periferia signor Brunetta e sempre gratis con le risorse di pochi ha creato un teatro in Calabria per bambini in un posto di sangue e di ‘ndrangheta“.
Placido prosegue: “Per quanto riguarda il regista di cinema, i miei ultimi tre film, a proposito di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro più le vendite all’estero. Non voglio dilungarmi sulla mia lunga carriera come attore con premi internazionali e lavori con Monicelli, Rosi, Tornatore, Albertazzi, Strehler, Ronconi: fannulloni anche loro?
Molti film da me interpretati sono stati candidati all’Oscar, la serie La Piovra premiata e venduta nel mondo ha fatto incassare alla Rai miliardi di lire sul mercato estero. Non chiedo una percentuale, ma rispetto. Ho lavorato anche con Mediaset nel rispetto dell’azienda così come ho sempre lavorato lealmente con i funzionari dello spettacolo anche di questo governo. In Francia sarei un pezzo della cultura francese, qui invece sono un pezzo come ha detto lei leggermente schifoso. La denuncio per questo, ma forse vengo ingiuriato da lei, perchè ho dichiarato che non ho mai votato per il presidente Berlusconi?”.
“Ho sempre cercato di servire lo Stato pensando che cinema e teatro hanno una funzione civile importante, forse è questa una colpa? – conclude Placido – Ho fatto anche l’elogio degli uomini di destra quando era il caso, vedere la storia di Ambrosoli nel film Un eroe borghese. Insomma anche io credo che in Italia bisogna lavorare e fare la propria parte con onestà, come lei. Ma lei la denuncio – prosegue Placido nella lettera aperta – perché offende il mio nome, la mia dignità e non distingue come non ha distinto 40 anni di lavoro, per questo ci vedremo in tribunale”.
La lettera, per la quale Placido questa mattina si è consultato con il proprio legale, si conclude con un post scriptum. “Il mio prossimo film è prodotto dalla Fox e l’anno prossimo mi trasferisco con la famiglia in Francia per un contratto come regista già firmato con la Pathè cine, una delle maggiori società in Europa. Le voglio ricordare il titolo del film Miserere! e non è una battuta”.
































































non sarà che i registi italiani sono dei fannulloni?
Questo dannato nano non perde occasione per aprire la bocca e sparare stupide sentenze. Io sono uno scrittore che ha lasciato l’Italia per realizzarmi e lavoro nel Cinema appunto all’estero. Farebbe bene a dare una strigliata agli editori italiani invece di prendersela con gli autori. Il miserabile forse nemmeno sa che gli editori italiani fanno pagare la stampa dei libri agli autori.
Per quanto riguarda il cinema che andasse a rompere le scatole al monopolio dei distributori che stanno disintegrando il cinema italiano altro che prendersela con tutti quegli idioti che ancora ci credono e lavorano come cani. Perchè non sa nemmeno quello che ci vuole per realizzare un film e quanta gente ci lavora.
Andasse invece a lavorare lui, ma in un circo come attrazione perchè dall’estero ogni volta che lo vedo mi si rizzano i capelli sulla testa. È possibile che dobbiamo sempre fare figuracce? Uno così per la miseria non lo si vede in nessun altro paese in ruoli del genere.
Sono un Professore d’Orchestra,ho passato la mia gioventù fra i libri e il mio strumento musicale per conseguire un titolo accademico e un master all’estero e mi scuso se puntualizzo il mio titolo visto che il caro Brunetta ci ha volgarmente definiti orchestrali parassiti,evidentemente parla di cultura ma in effetti è solo un fallito che ha tentato all’infinito di fare il docente di ruolo a Tor Vergata e grazie alla raccomandazione politica alla fine ci è riuscito ma a Teramo.
Detto questo vorrei ricordare al tanto amato ministronzo che chiunque lavori nel mondo dell’arte e della cultura si deve confrontare ogni giorno con un pubblico,critico e spesso competente e che per fare ciò deve lavorare e studiare continuamente,alto che fannulloni.
Non mi va di dilungarmi,anche perchè parlare di un cesso simile mi da fastidio ma la cosa che mi fa un sacco di rabbia è dover vivere in uno Stato,al quale sono enormemente legato,il cui governo mi fa vergognare d’esserne cittadino.
Secondo me ha proprio ragione Michele Placido. Fa bene a attaccare Brunetta perchè lui non doveva esprimersi negativamente su di lui e verso il mondo del cinema. Placido vai avanti a testa alta con la denuncia e chiedigli di risarcirti tutti i danni possibili. Vai deciso e a sangue freddo così il sig. ministro la prossima volta si impara a rispettare di più il cittadino…