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Brunetta attacca i registi italiani e Michele Placido lo denuncia!

12 settembre, 2009

Dopo l’assedio alle tv ecco che parte l’assalto al Cinema, Brunetta critica i registi italiani, colpevoli di raccontare un paese che non va e non di propagandare ciò che dice il governo. Bene bene, continuiamo cosi…

Esiste in Italia un culturame parassitario vissuto di risorse pubbliche che sputa sentenze contro il proprio Pae­se ed è quello che si vede in que­sti giorni alla Mostra del Cine­ma di Venezia».

Il consiglio: «Bene fai Sandro a chiudere quel rubinetto del Fus». Il ministro ha proseguito parlando di «registi che hanno ricevuto 30/40 milioni di euro di finanziamenti incassando in tutta la loro vita 3-4 mila euro. Questi stessi autori nobili, con l’aria sofferente, ti spiegano che questa Italia fa schifo…Solo che loro non hanno mai lavorato per avere un’Italia migliore». Applausi a scena aperta dalla platea «amica».

Che hanno portato ad un’al­tra stoccata, contro «i parassiti dei teatri lirici: i finti cantanti, scenografi che non si sono mai confrontati con il mercato, tan­to Pantalone pagava. A lavora­re…». E infine: «Questo è un pezzo di Italia molto rappresen­tata, molto ‘placida’ e questa Italia è leggermente schifosa». Dove la scelta dell’aggettivo pa­re tutt’altro che casuale dopo che Michele Placido, a Venezia con il suo film sul ’68, Il grande sogno, si è reso protagonista di una polemica che dalla casa di produzione Medusa si era este­sa a Berlusconi.

Dalla stessa sede, poco pri­ma, anche il ministro dell’Istru­zione Mariastella Gelmini aveva commentato: «Sono rimasta sorpresa nel sentire dagli attori della Mostra degli elogi sul ’68. Quella cultura dell’ugualitari­smo e del sei politico ha dan­neggiato una generazione. For­se Placido non le ha vissute e non le conosce».

Ma, come prevedibile, le rea­zioni sono state tutte per Bru­netta. Citto Maselli, al Lido con Ombre rosse, ha replicato: «Non è un caso che Brunetta usi la parola ‘culturame’ che è stata la bandiera di Mario Scel­ba negli anni delle peggiori re­pressioni nei confronti del­le culture e della vita de­mocratica del nostro Pa­ese. Il tono, l’arroganza e il semplicismo di Bru­netta parlano da soli».

Sempre da Venezia, Giuliano Montaldo, ex presidente di Rai Cine­ma, ha tuonato: «Ma di che stiamo parlan­do. Non è passata pro­prio al lido una ‘nuo­va’ attrice che si chia­ma Noemi? Non san­no cosa significhi la parola cultura».

Molte anche le reazioni politi­che. Emilia De Biasi, deputata del Pd della commissione Cultu­ra di Montecitorio: «Brunetta si commenta da solo. Sconcerta la volgarità e la gratuità delle sue affermazioni contro il mondo della cultura». L’ex ministro dei Beni Culturali Giovanna Melan­dri ha parlato di «furia iconocla­sta e distruttiva con cui Brunet­ta, Bondi e company stanno mortificando il mondo della cul­tura italiana». Giuseppe Giuliet­ti di Art.21 ha ribattuto: «Bondi non ha bisogno dei suggerimen­ti di Brunetta, ci ha pensato già lui». Ha condiviso «lo spirito» delle parole del ministro Ga­briella Carlucci (Pdl), secondo cui «i soldi pubblici devono es­sere concessi a chi li merita».

Curioso che, solo qualche ora prima rispetto all’uscita di Brunetta, uno dei volti simbolo della protesta contro i tagli al Fus, Sergio Castellitto, fosse tor­nato sulla questione. Era anche lui alla Mostra per il film di Vin­cenzo Terraciano Tris di donne & abiti nuziali, peraltro realizza­to con il contributo del Mibac, ed aveva dichiarato: «Dall’Excel­sior di Roma a quello di Vene­zia, voglio ricordare che il pro­blema dei tagli al Fus c’è ancora anche se, all’italiana, d’estate fi­nisce un po’ tutto sotto l’ombrel­lone ». Lo deve aver pensato an­che Brunetta.

Chiara Maffioletti

____________________

LA RISPOSTA DI MICHELE PLACIDO:

Michele Placido ha deciso di querelare il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, che ieri da Gubbio aveva detto che al Lido c’è “un pezzo d’Italia molto rappresentata, molto ‘placida’, e quest’Italia è leggermente schifosa”. “Sono indignato, anzi indignati siamo io e i miei familiari perché ha usato il mio nome”, dice il regista presente in concorso alla Mostra con il film Il grande sogno.

Con una lettera aperta, Placido dice al ministro Brunetta: Ha sbagliato persona per questo io la denuncio alla giustizia italiana. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il comune di Roma Teatro Tor Bellamonaca gratis da cinque anni, teatro di periferia signor Brunetta e sempre gratis con le risorse di pochi ha creato un teatro in Calabria per bambini in un posto di sangue e di ‘ndrangheta“.

Placido prosegue: “Per quanto riguarda il regista di cinema, i miei ultimi tre film, a proposito di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro più le vendite all’estero. Non voglio dilungarmi sulla mia lunga carriera come attore con premi internazionali e lavori con Monicelli, Rosi, Tornatore, Albertazzi, Strehler, Ronconi: fannulloni anche loro?

Molti film da me interpretati sono stati candidati all’Oscar, la serie La Piovra premiata e venduta nel mondo ha fatto incassare alla Rai miliardi di lire sul mercato estero. Non chiedo una percentuale, ma rispetto. Ho lavorato anche con Mediaset nel rispetto dell’azienda così come ho sempre lavorato lealmente con i funzionari dello spettacolo anche di questo governo. In Francia sarei un pezzo della cultura francese, qui invece sono un pezzo come ha detto lei leggermente schifoso. La denuncio per questo, ma forse vengo ingiuriato da lei, perchè ho dichiarato che non ho mai votato per il presidente Berlusconi?”.

“Ho sempre cercato di servire lo Stato pensando che cinema e teatro hanno una funzione civile importante, forse è questa una colpa? – conclude Placido – Ho fatto anche l’elogio degli uomini di destra quando era il caso, vedere la storia di Ambrosoli nel film Un eroe borghese. Insomma anche io credo che in Italia bisogna lavorare e fare la propria parte con onestà, come lei. Ma lei la denuncio – prosegue Placido nella lettera aperta – perché offende il mio nome, la mia dignità e non distingue come non ha distinto 40 anni di lavoro, per questo ci vedremo in tribunale”.

La lettera, per la quale Placido questa mattina si è consultato con il proprio legale, si conclude con un post scriptum. “Il mio prossimo film è prodotto dalla Fox e l’anno prossimo mi trasferisco con la famiglia in Francia per un contratto come regista già firmato con la Pathè cine, una delle maggiori società in Europa. Le voglio ricordare il titolo del film Miserere! e non è una battuta”.

 

5 commenti Lascia un →
  1. 12 settembre, 2009 6:13 pm

    non sarà che i registi italiani sono dei fannulloni?

  2. Peppard permalink
    14 settembre, 2009 7:55 am

    Questo dannato nano non perde occasione per aprire la bocca e sparare stupide sentenze. Io sono uno scrittore che ha lasciato l’Italia per realizzarmi e lavoro nel Cinema appunto all’estero. Farebbe bene a dare una strigliata agli editori italiani invece di prendersela con gli autori. Il miserabile forse nemmeno sa che gli editori italiani fanno pagare la stampa dei libri agli autori.
    Per quanto riguarda il cinema che andasse a rompere le scatole al monopolio dei distributori che stanno disintegrando il cinema italiano altro che prendersela con tutti quegli idioti che ancora ci credono e lavorano come cani. Perchè non sa nemmeno quello che ci vuole per realizzare un film e quanta gente ci lavora.
    Andasse invece a lavorare lui, ma in un circo come attrazione perchè dall’estero ogni volta che lo vedo mi si rizzano i capelli sulla testa. È possibile che dobbiamo sempre fare figuracce? Uno così per la miseria non lo si vede in nessun altro paese in ruoli del genere.

  3. peppino permalink
    14 settembre, 2009 10:35 am

    Sono un Professore d’Orchestra,ho passato la mia gioventù fra i libri e il mio strumento musicale per conseguire un titolo accademico e un master all’estero e mi scuso se puntualizzo il mio titolo visto che il caro Brunetta ci ha volgarmente definiti orchestrali parassiti,evidentemente parla di cultura ma in effetti è solo un fallito che ha tentato all’infinito di fare il docente di ruolo a Tor Vergata e grazie alla raccomandazione politica alla fine ci è riuscito ma a Teramo.
    Detto questo vorrei ricordare al tanto amato ministronzo che chiunque lavori nel mondo dell’arte e della cultura si deve confrontare ogni giorno con un pubblico,critico e spesso competente e che per fare ciò deve lavorare e studiare continuamente,alto che fannulloni.
    Non mi va di dilungarmi,anche perchè parlare di un cesso simile mi da fastidio ma la cosa che mi fa un sacco di rabbia è dover vivere in uno Stato,al quale sono enormemente legato,il cui governo mi fa vergognare d’esserne cittadino.

  4. max permalink
    16 settembre, 2009 10:28 pm

    Secondo me ha proprio ragione Michele Placido. Fa bene a attaccare Brunetta perchè lui non doveva esprimersi negativamente su di lui e verso il mondo del cinema. Placido vai avanti a testa alta con la denuncia e chiedigli di risarcirti tutti i danni possibili. Vai deciso e a sangue freddo così il sig. ministro la prossima volta si impara a rispettare di più il cittadino…

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  1. Premi e cotillon « V(ale)ntinamente

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