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Peppino Impastato

13 settembre, 2009

Qualche giorno fa un sindaco leghista ha tolto dalla biblioteca comunale una targa intitolata a Peppino Impastato per valorizzare i personaggi “locali”.

Per noi Impastato è invece un eroe Nazionale, un eroe borghese che ha combattuto la criminalità pagando con la vita le proprie azioni e questo va oltre qualsiasi celebrazione locale. Bisogna condannare l’avvenimento, gravissimo nel suo genere.

IMPASTATO copia

Chi era Peppino Impastato:

Giuseppe Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso in un agguato nella sua Giuliettatritolo nel 1963).

Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L’idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di NUOVA SINISTRA. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.

Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.

Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.

Stampa, forse dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, del suicidio.

La canzone dei Modena City:

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  1. 27 settembre, 2009 11:16 pm

    E’ DIFFICILE COMMENTARE IL FATTO SENZA DISPREZZARE IL SINDACO LEGHISTA E I SUOI COMPARI ,COMPARI PERCHE’ DI SIMPATIZZANTI MAFIOSI SI TRATTA .POSSO DIRE SOLTANTO VERGOGNA ! ! !

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