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Scontro Berlusconi-Fini, nuovi scenari, nuove paure…

14 settembre, 2009

Autunno caldo per la politica italiana. E tutto ruota attorno, tanto per cambiare, a Silvio Berlusconi. La cosiddetta seconda repubblica, nata dalle ceneri di tangentopoli, è sempre piu imperniata sull’uomo di Arcore. 

La vittoria del 2008 sembrava aver consegnato a Berlusconi una maggioranza totalmente servente e prona di fronte ai suoi disegni. Fini sta “rovinando” tutto, con le sue esternazioni trasformate oramai in vero e proprio scontro politico. Eppure non era impossibile preannunciare un ritorno del gelo tra il leader di An ed il Premier. Solo qualche mese prima delle elezioni vinte trionfalmente dal PDL, Fini aveva attaccato ferocemente Berlusconi. Erano i tempi in cui l’odierno Presidente della Camera, assieme a Casini, si proponeva di cambiare il centrodestra, arrivato alle “comiche finali”, tanto per citare una frase di Fini riferita a Berlusconi.

L’assist di Veltroni al Cavaliere, per la nuova legge elettorale, misero all’angolo le ambizioni degli altri due leader dell’allora Casa delle Libertà, il successivo crollo del governo Prodi fece precipitare la situazione e Silvio, dovendo sciegliere un alleato tra Pierfurby e Gianfranco scelse quest’ultimo, sbarazzandosi del primo. D’altronde Fini voleva dire An nel PDL. Cosi fu, e la guerra tra i due finì in tregua.

Oggi tutto sembra precipitare. La credibilità internazionale del paese è stata irrimediabilmente minata dagli scandali sessuali del Premier, che sono si oscurati in Italia ma che all’estero stanno destando l’interesse e lo scherno di molti. Onu ed Unione Europea criticano le leggi ”anti-immigrati” volute dalla Lega. L’Italia sembra sempre piu isolata, costretta ad inseguire improbabili alleanze con la Libia dell’inaffidabile Gheddafi.

Il susseguirsi degli eventi sta allarmando anche i “poteri forti” che forse intravvedono una difficoltà di fare affari per un paese cosi “compromesso” come quello rappresentato da un Presidente del Consiglio libertino e mentitore.

La “brutta aria” sta facendo tornare di moda la censura berlusconiana stile 2002. Anzi, ancora piu spinta. Dopo la militarizzazione di Tg e Radio Rai, dopo aver “assunto” Feltri per “dare avvertimenti” ai suoi alleati oltre che agli avversari, ci si prepara all’assalto finale. Neutralizzare Raitre, cancellando o ridimensionando trasmissioni come Report, Che tempo che fa, Parla con me, Glob, AnnoZero e tutta Rai tre, storicamente non prone al centrodestra.

I contratti dello staff di Santoro che non vengono firmati, la copertura legale in forse per la Gabanelli, la cancellazione di Ballarò in favore di Vespa  sono i primi campanelli di allarme di quello che accadrà a breve.

Berlusconi si sente accerchiato da nemici ed alleati e quindi va giu duro sull’informazione. Questo potrebbe salvarlo ma non è detto perche gli scenari che si aprono sono del tutto imprevedibili.

Lo scontro Lega-Fini, con quest’ultimo oramai estaneo al centrodestra, potrebbero portare ad una crisi di governo. Lo stesso Premier accarezzerebbe  l’idea di votare per le politiche assieme alle regionali nel marzo prossimo. Cosi da poter vincere sbarazzandosi di Fini ed avere un PDL a sua immagine e somiglianza, con un parlamento totalmente servente pronto ad eleggere (rlo) il Presidente della Repubblica nel 2013.

Il gioco comunque è tutto in mano al Centrodestra. Il PD, dilaniato da un congresso aspro e violento, appare debolissimo in queste settimane e difficilmente potrà uscire dalla crisi prima del nuovo anno, quando sarà troppo tardi. L’Italia dei valori è stranamente silente in quest’ultimo periodo, il che è preoccupante. Cosa trama Di Pietro? La Sinistra e Rifondazione stanno esalando gli ultimi respiri, spariti dal video e dalle intenzioni di voto della gente.

Gli unici, fuori dalla maggioranza, che si stan leccando i baffi sono i centristi. L’Udc potrebbe infatti essere il fulcro di una nuova aggregazione centrista che incameri anche i transfughi del PD, vedi Rutelli e soci, poco avvezzi ad una segreteria Bersani. E non è detto che i finiani, oramai ben pochi nel PDL, non saltino lo steccato rifugiandosi nella nuova formazione guidata, chissà, da Luca Cordero di Montezemolo.

Ipotesi, illazioni, supposizioni. Una sola cosa è certa, ogni qual volta si parla della fine di Berlusconi, egli risorge sempre piu forte. Molti, anche gli analisti politici, non riescono a capire che Silvio Berlusconi non si farà mai da parte, per il semplice fatto che ha un impero economico da tutelare. Mediaset, Premium digitale, Mondadori, Mediolanum, tutti asset importanti che abbisognano di leggi “amiche” come quelle varate per il digitale terrestre, per penalizzare Sky etcetc. Un governo di centrodestra non guidato dal Cavaliere potrebbe non essere cosi “amichevole” verso tali aziende. E’ per questo che Berlusconi non mollerà mai e poi mai. Sarà sempre pronto a far fuori politicamente l’alleato scomodo. Nel 2005 fu Follini, nel 2008 l’intera Udc, ora il bersaglio è Fini, fossi in lui, visto il potere mediatico del Premier, inizierei a preoccuparmi.

Ora come ora la Lega risulta essere l’alleato privilegiato. Le paure lanciate dal partito di Bossi fanno breccia nel Nord preoccupato dall’immigrazione e dalla povertà; questo fa gioco all’uomo di Arcore che è pronto a dare molto ai leghisti, in cambio delle solite leggi “amiche” verso lui e le sue aziende.

L‘unico modo per fermare Berlusconi è un governo di Unità Nazionale, una sorta di CLN, che unisca tutto l’arco parlamentare non berlusconian-leghista. Anche in caso di elezioni anticipate. Il problema è che le varie anime della opposizione, nelle quali metto anche Fini, non sono disposte a tale “alleanza”. Mentre Berlusconi è pronto a tutto, pur di vincere e conservare i suoi privilegi.

Come finirà. Forse in un fuoco di paglia, Fini tornerà a piu miti consigli, la Lega smetterà di alzare il tiro sempre piu in alto, in Rai rimarrà un briciolo di opposizione televisiva al governo. Forse invece la crisi interna alla maggioranza esploderà. In quel caso difficilmente ci salveremo da un Berlusconi novello Mussolini. Non credo al “coraggio della ragione” che spingerebbe tutto l’arco costituzionale democratico ad opporsi ad una deriva autoritaria di un uomo totalmente estraniato dalla realtà. Credo invece alla spregiudicatezza del Papi nazionale, pronto ad usare ogni mezzo per averla vinta.

Gli unici in grado di poter interrompere l’esperienza politica di Berlusconi sono i “veri padroni” del paese. Imprenditori e Vaticano. Gli uni muovono economicamente il paese, gli altri controllano “la anime”. Se i due superpoteri decideranno di abbandonare definitivamente il Cavaliere, allora l’Italia si avvierà verso una nuova fase politica. Con annesso scomponimento degli attuali schieramenti. Sperando sempre che dopo Berlusconi non venga un “napoleone” peggio di lui.

Un Commento Lascia un →
  1. 2dpicche permalink
    15 settembre, 2009 3:49 pm

    Quest’articolo è una sorta di lettera che il Senatore Gaetano Quagliariello rivolge a Gianfranco Fini, auspicando una ricostruzione dei rapporti fra il presidente della camera e il PDL.
    http://www.loccidentale.it/articolo/fini+deve+stare+attento+a+non+scambiare+il+populismo+con+la+democrazia.0078071
    Secondo voi Fini si ricongiungerà con il partito o continuerà per la sua strada?

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