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Barbarossa, flop finanziato dallo stato….

29 ottobre, 2009

Avete già visto il Film “Barbarossa” il tanto pubblicizzato inno alla Lega ? Dai risultati del botteghino semba che non lo abbia visto quasi nessuno. Brunetta aveva tuonato contro i finanziamenti di stato al cinema, anzi piu precisamente contro certi registi di ”sinistra” che campano con questi finanziamenti. Anche il regista di Barbarossa, Martinelli, si era schierato:

Eppure, in un’intervista che non risulta smentita, Martinelli teorizza: «Trovo che il cinema italiano debba essere affossato. Nelle condizioni in cui è, va chiuso, va tolta lo spina. Lo Stato italiano deve smettere di finanziare i film perché non è giusto, perché è immorale, perché io vorrei che qualcuno mi spiegasse la differenza tra me, cineasta, e un saggista, un musicista, uno scultore, un pittore. Il cinema non è forma d’arte. Il cinema è merce».

Ma andando a controllare si viene a scoprire che il flop colossale in salsa leghista ha ricevuto i finanziamenti di cui sopra:

un dato appare incontrovertibile: il film, alla voce “interesse culturale nazionale”, ha ricevuto dal ministero 1 milione e 600mila euro. Basta collegarsi al sito ufficiale. La delibera risale al 7 ottobre 2008: dodici i film passati in quella sessione, per cifre che vanno da un minimo di 300 mila euro (Matrimoni e altri disastri di Nina Di Majo) a un massimo di 1 milione e 900 mila (Il caso dell’infedele Klara di Roberta Faenza). Il film di Martinelli sta nella fascia alta, e leggendo la motivazione acclusa capiamo il perché: «Si preannuncia come un grande epic-movie, con spettacolari scene di battaglia, il Barbarossa, vero e proprio kolossal di appeal internazionale che nulla ha da invidiare, per mezzi e spettacolarità, alle mega-produzioni americane». Naturalmente è possibile che Barbarossa, nonostante il deludente avvio in sala, trovi acquirenti all’estero e riporti un po’ dei soldi concessi dal ministero prima che Tremonti (non Bondi) chiudesse “i rubinetti” per far sbocciare un sorriso sul viso di Brunetta. Capita infatti che per il 2009 in corso, alla voce produzione, cioè fondi di garanzia, opere prime, documentari, cortometraggi e copioni da sviluppare, la Direzione cinema ministeriale possa disporre di appena 35 milioni di euro. Il che significa tagliare ancora, selezionare con cura, ridurre al minimo il sostegno: infatti, salvo rare eccezioni (L’uomo nero di Sergio Rubini, La passione di Carlo Mazzacurati, Il gioiellino di Andrea Molaioli), il contributo statale è sceso a 500-900mila euro a film.

Ipocrita Brunetta eh?

Comunque di seguito vi propongo la recensione tratta dal sito di Jonny Palomba, mitica!

barbaroscia
“LA LIBBERTA’, CHE SI VINCA O SI PERDA,
E’ ANCHE FARE UN FIRM DEMMERDA”
chenfatti astofirm importantissimo paa storia dercinnema cestà uregazzetto antico umpo’ arabbo e mesà pure umpo’ chiacchierato che sechiama arbertino dagiussanio che vive inumposto de zozzoni anarfabbeti eallora infatti ariva uré cattivissimo che sechiama barbaroscia che ie dice a arbertino eattutti lamichi sua: un solo grido unsolo allarme milano in fiamme! milano in fiamme! allora arbertino sencazza eddice nun cepoi trattà così noi semo zozzi masemio sempre dellesseri cuasi umani noi volemio la nostra libbertà! e semio determignatissimi! io pé la mia libbertà sò disposto pure a imparà arecità! allora lamichi ie dicheno arbertì mò nunesaggeramio…
allorainfatti arbertino diventa ercapo dii nordaroli incazzosi e se prepareno alla battaiia finale effanno delle cose daveri guerieri tipo sebbeveno laccua der po’ bruceno impiazza ercanone rai se pulischeno erculo colla bandiera dellitaglia fanno icori contro inapoletani danno fòco a narulot de rom eppoi arbertino e lamichi sua combattono na battaiia incredibbile chenfatti allinizzio sò dù gatti mappoi grazzie allincredibbile arivo delleffetti diggitali come pé miracolo ariveno du miioni de guerieri eppoi alla fine arbertino dagiussanio e tutti i nordaroli incazzosi grideno: libbertà!
che poi è la stessa cosa cò gridato purìo dopo dù ore e mezza de rottura de coiioni.

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