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Gran Bretagna, Brown “defenestrato” per sperare in una vittoria nel 2010?

31 ottobre, 2009

Giugno 2010. Il giorno del Giudizio. Il Partito Laburista inglese, al governo dal 1997, rischia seriamente di perdere le elezioni in programma proprio in quei giorni. Dal maggio 97, anno del trionfo del New Labour di Tony Blair, sembrano passati secoli. Le elezioni del 2001, che consegnarono una maggioranza parlamentare bulgara, e quelle del 2005, che “salvarono” Blair da una non molto remota sconfitta sono oramai in archivio. La popolarità della Sinistra inglese è ai minimi termini. Se il consenso di Blair si è andato via via depauperando negli anni, principalmente a causa delle guerre “bushiste” ma anche della corruzione crescente nel partito, Gordon Brown, il cancelliere dello scacchiere (Ministro del Tesoro) che nell’estate 2007 prese il posto di Sir Tony, non è riuscito ad invertire la tendenza. Dal grafico qui sotto possiamo vedere come vi fu un picco di popolarità per i Laburisti proprio in seguito alla nascita del nuovo Gabinetto presieduto da Brown, questo perche molti inglesi speravano potesse essere il preludio per elezioni anticipate che potessero “incoronare” elettoralmente il nuovo Primo Ministro.

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il grafico di consensi dei partiti britannici dal 2005 ad oggi

 

 Ed invece Brown ha preferito “tenersi” la poltrona, rinunciando ad uno scoglimento anticipato della Camera dei Comuni. D’altronde per anni tra Blair e Brown c’era stato un contenzioso su come “spartirsi” la carica di Premier. La tv inglese ha anche prodotto uno sceneggiato in merito alla presunta “staffetta”, al patto “segreto” di spartizione fatto dai due e poi non rispettato da Blair dopo la vittoria.

Visto il declino del Blair, Brown si è trovato finalmente alla guida del Paese e non ha voluto mettere a rischio la sua carica tramite un passaggio elettorale. Un errore pagato amaramente visto che i sondaggi, come potete vedere qui di seguito, mostrano chiaramente il calo netto ed inesorabile dei Laburisti, oramai distanziati da piu di 10 punti dai Tory ed insediati anche dai LibDem.

poll2

Sondaggi elettorali ottobre 2009: tratto da http://ukpollingreport.co.uk/blog/voting-intention

 

 Brown è messo cosi male che si parla di un “complotto” interno del Labour mirato a farlo dimettere per lanciare Peter Mandelson come leader cercando di salvare il salvabile in vista delle elezioni di fine primavera del 2010. Mandelson, ora ministro dello Sviluppo nel Gabinetto Brown, è molto popolare in Gran Bretagna e potrebbe consentire un recupero finale dei laburisti.

Detto tra noi credo che al prossimo vertice del G8 o G20, in programma nell’estate 2010, sarà David Cameron, leader dei Conservatori, a rappresentare la Gran Bretagna. Chissà però che un “miracolo” possa scongiurare tale esito scontato.

Cosa accade in Gran Bretagna:

Labour: Mandelson al posto di Brown per sperare?

Lo chiamano «il principe delle tenebre», per la sua abilità nell´operare dietro le quinte, immediatamente alle spalle del leader: il ruolo che ha avuto come consigliere, primo aiutante e stratega di Tony Blair e che ha ora al fianco di Gordon Brown. Ma Peter Mandelson, uno degli inventori del New Labour, ossia del rinnovamento che ha portato al potere per dodici anni di fila il partito laburista britannico, omosessuale dichiarato, ex-commissario europeo, potrebbe emergere dalle tenebre per giocare alla luce del sole, in primo piano, la partita più importante della sua carriera-

Secondo indiscrezioni che circolano attorno al Parlamento di Westminster, riprese ieri con ampio rilievo dal quotidiano Daily Telegraph di Londra, Mandelson è la carta a sorpresa che i ribelli del Labour vorrebbero giocare per spingere Brown a dimettersi e arrivare alle elezioni del giugno 2010 con un uomo nuovo alla testa del partito e del governo.

´indizio che ha messo in moto il gossip politico è minore: la modifica di una legge che permetterà a Mandelson, attualmente membro della Camera dei Lord e ministro delle Attività produttive, di difendere le posizioni del governo nei dibattiti alla Camera dei Comuni. Finora, nel sistema britannico, un Lord non poteva intervenire ai Comuni: una vecchia divisione che risale addirittura alla Magna Charta e alla volontà di tenere separate l´aristocrazia e i rappresentanti del popolo. Ora, su proposta del governo, questa regola sarà abrogata, appositamente per Mandelson.

E con essa ne sarà abrogata anche un´altra, che impediva a un Lord di dimettersi. Perché mai qualcuno dovrebbe desiderare di uscire da questo club di gentiluomini? Perché, risponde il tam-tam di Westminister, un Lord non può diventare premier.

Se un indizio può essere una coincidenza, due costituiscono una prova, ed ecco come procede il ragionamento. Gordon Brown continua ad affondare nei sondaggi: ha scarsissime o addirittura zero possibilità di vincere le prossime elezioni. Ma anche il favorito per vincerle, il leader dei Tory David Cameron, non sta benissimo: pur essendo un volto nuovo e un nuovo tipo di conservatore, non suscita un sincero entusiasmo di massa.

Il tempo stringe, entro fine anno una nuova congiura potrebbe convincere Brown a dimettersi, magari con la scusa di ragioni di salute, e incoronare al suo posto Mandelson. Il «kingmaker», cioè il regista che aiuta a scegliere i re, afferma il Telegraph, potrebbe diventare «king».

Dice una fonte dei Tory: «È l´unico laburista che ci spaventa». Dice una fonte Labour: «È il più brillante oratore che abbiamo». Il partito, in passato insofferente al suo tono un po´ altezzoso e ai suoi scandali privati, ha imparato ad amarlo. Potrebbe amarlo anche il Paese?

fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-10502.htm

Brown venderà beni pubblici
per 17 miliardi per ripianare il debito

LONDRA – La Gran Bretagna nei prossimi due anni venderà beni pubblici per un totale di 16 miliardi di sterline (circa 17,3 miliardi di euro) per ripianare il debito, salito al 12% del Pil. Lo ha annunciato il premier britannico Gordon Brown. Tra i beni che saranno venduti ci sono il tunnel di Dartford sul Tamigi e il sistema di scommesse Tote, ha citato Brown parlando a un convegno economico alla sede di Bloomberg Londra. Secondo il primo ministro è comunque necessario continuare con il programma di stimolo all’economia fino a quando la ripresa non si sarà consolidata.

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CRITICHE – I quotidiani inglesi citano tra i beni che saranno ceduti anche la partecipazione nel capitale della società del tunnel sotto alla Manica e della ferrovia che lo percorre, la quota statale nell’azienda che arricchisce l’uranio per le centrali atomiche (Urenco) e numerose proprietà immobiliari. Il ministro del Commercio e industria, Peter Mandelson, ha riferito che le cessioni «ci aiuteranno a ridurre i disavanzi senza effettuare tagli sui servizi pubblici di base.

FONTE: corriere.it

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