Clamorosa vittoria del referendum anti-minareti in Svizzera, l’inizio della fine?
È un risultato epocale, proprio perché ottenuto nel centro d’Europa e contro il parere di tutti i principali partiti della Confederazione. Secondo gli ultimi definitivi sondaggi, come riportato dal sito web della Blick Zeitung, gli svizzeri avrebbero chiuso la porta in faccia alla retorica dell’integrazione – secondo alcuni – o all’integrazione stessa secondi altri, con un imponente 59% di sì alla proposta del partito di destra Svp di vietare esplicitamente la costruzione di nuovi minareti.
L’esito è ancor più incredibile se si guarda al sondaggio pre-voto, che vedeva il 53% degli svizzeri contrari all’iniziativa, contro un 37% di sì e un 10% di astenuti. Ma non sempre i partiti hanno il polso della situazione, e a volte vengono clamorosamente sconfitti dall’opinione pubblica, che vive per strada tutti i giorni e non sempre ama farsi condizionare dal palazzo dorato dei privilegiati di stato.
Da notare che capofila del voto anti-islamico – sempre secondo i sondaggi – è stato il cattolicissimo Ticino, schieratosi compatto contro le istituzioni ecclesiastiche pro-minareti, da sempre avversate dal vulcanico leader della Lega Ticinese Giuliano Bignasca.
Da tempo, anche su questo blog, vado dicendo che l’Europa si avvia verso una nuova epoca “buia”. Le difficoltà economiche crescenti, la guerra dei poveri, l’aumento della criminalità dovuta anche agli stranieri sta pompando l’elettorato dei partiti xenofobi e di estrema destra.
In Svizzera vince il Si al divieto di costruire nuovi minareti. Un primo passo verso la fine di ogni proposta di integrazione. Gli stranieri visti come ospiti, anche sgraditi, è solo l’inizio. Poi arriveranno leggi penalizzanti, da noi già ci ha pensato la lega nord con la proposta di cassa integrazione ridotta per gli extracomunitari. Tutto questo scatenerà l’ira degli immigrati con conseguente creazione di terreno fertile per gli estremismi. E di conseguenza agli attentati terroristici interni seguiranno leggi repressive per tutti i cittadini (in stile Patriot Act) e cosi via verso la fine di ogni libertà.
Difficile scongiurare tali eventi, per noi Europei. La Storia è costituita da cicli. Nei secoli scorsi abbiamo avuto il dominio greco, poi quello romano, poi quello spagnolo ed olandese, poi quello francese e successivamente quello inglese, finendo con quello americano e quello sovietico. Ora tocca alla Cina, all’India, ai paesi mussulmani. Per noi europei è in atto un lento ma inesorabile declino.
Noi saremo invasi dai africani, mussulmani, slavi. Non c’è modo di fermare questo processo. L’Italia, l’Europa, non è solo di chi ci abita oggi, è di tutti. Davanti a noi abbiamo due strade soltanto.
1. Favorire l’integrazione cercando di fondere le diverse culture raccogliendo il meglio delle stesse per dare ai nostri figli un futuro di pace e tolleranza.
2. Rinchiuderci in noi stessi, con leggi xenofobe, aspettando che gli “altri” ci invadano, incazzati ed affamati piu che mai.
In un film a lieto fine l’opzione 1 sarebbe quella scritta dagli sceneggiatori. Sappiamo tutti però che nella vita reale difficilmente avremo un lieto fine.
































































