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Regionali, Puglia: il suicidio del centrosinistra, due candidati per una sconfitta

28 dicembre, 2009

Mentre la Polverini già puo cominciare a pensare alla sua squadra di assessori (L’Udc la appoggerà e quindi non c’è speranza per un centrosinistra laziale ancora in cerca di un candidato) anche la Puglia sembra persa. D’Alema vuole Emiliano, che si porta appresso Udc ed Idv. Vendola non vuole ritirarsi e quindi tra i due litiganti il terzo, il centrodestra, porterà a termine la missione. Vincere.

Il centrosinistra: Armata Brancaleoni erano, armata brancaleoni sono rimasti.

dal “fatto quotidiano” di ieri:

Il candidato Emiliano ammette: “Divisi perderemo”

Nichi Vendola è candidato. Michele Emiliano, il sindaco di Bari, ieri ha sciolto tutte le riserve possibili: è in campo per la presidenza della Regione Puglia. Michele contro Nichi, la sinistra spaccata, la Primavera pugliese nel cestino.

Sindaco Emiliano, in Puglia il centrosinistra si avvia allegramente verso il suicidio?

Certo, se uno si sveglia una mattina e dice io sono candidato comunque, a prescindere dalle decisioni dei partiti che lo devono sostenere, incurante dei sondaggi che lo danno sconfitto, è chiaro che si va verso il suicidio politico.

Quell’uno è Nichi Vendola?

Chi se no? È lui che con un un atteggiamento da kamikaze dice a tutti i partiti della nuova coalizione che vogliamo costruire o mi seguite oppure c’è il baratro. Così non va, questa non è politica. Io ho deciso di prendermi le mie responsabilità proprio per fermare i kamikaze. Sia chiaro: il Pd pugliese non può consegnare il proprio futuro politico nelle mani di Vendola. Siamo determinati, bisogna smetterla di farsi ricattare.

Quindi assisteremo ad una campagna elettorale fratricida, con lei da una parte e Vendola dall’altra. Mi sembra fin troppo facile prevedere che vincerà il centrodestra.

Mi auguro che questo scenario non si verifichi, altrimenti avrà ragione lei vincerà la destra.

E a quel punto di chi sarà la colpa?

Di tutti. Ma spero che con Nichi si possa tornare a parlare di politica.

La Primavera pugliese è morta, chi è l’assassino?

Da anni ho smesso di cercare colpevoli, ora faccio politica. E la politica mi dice che la Primavera era già morta nella coscienza degli elettori. Nel 2004 vincemmo le elezioni di Bari con uno scarto di 40mila voti, risultato che spalancò le porte alla vittoria di Nichi un anno dopo, e aiutò molto la vittoria di Prodi. Quest’anno ho vinto con uno scarto di soli 6mila voti e l’Udc correva da solo. Come vede la Primavera non vince, bisogna costruire una alleanza più ampia che vada dal partito di Casini al raggruppamento di Adriana Poli-Bortone. Un’alleanza per il Sud che può aiutarci a mandare a casa Berlusconi. Noi dobbiamo evitare il ricongiungimento morale tra moderati e destra berlusconiana. Un’operazione da svolta epocale che gli elettori hanno capito, visto che i sondaggi ci danno ragione.

E allora perché non fare le primarie?

Perché sono inutili, politicamente superflue, visto che l’Udc ha dichiarato che con Vendola non c’è nessuna possibilità di accordo. E non per motivi personali, ma perché l’elettorato di quel partito non capirebbe. Per i sondaggi l’Udc è al 12%, voti indispensabili per vincere. E allora abbiamo chiesto a Nichi di indicare un altro nome, ma lui non lo ha fatto, forse perché ritiene la sua candidatura la precondizione per ogni tipo di alleanza. Mi dispiace che non abbia indicato alternative, visto che da due anni, ormai, fa un altro lavoro che gli porta via molto tempo. Sta costruendo un partito, lasciando la Regione potrebbe dedicarsi a questo lavoro full-time e riprendere il suo ruolo di grande profeta del Sud.

Ma che fa ironizza?

Su Nichi mai. Per lui provo grande stima e affetto.

Vendola il poeta della Primavera è stato sconfitto dalla realpolitik dalemiana?

No, dalle urne, dagli elettori.

Esagero se dico che la situazione che sta vivendo il Pd in Puglia è drammatica?

Affatto. E’ una situazione drammatica, ma anche piena di speranze, perché noi possiamo diventare il laboratorio politico dove si sperimenta una nuova alleanza per l’Italia intera, quella che dovrà liberare il Paese dal berlusconismo.

Sindaco, se si candida alla Regione si dovrà dimettere. C’è una legge che glielo impedisce e che quindici consiglieri regionali vendoliani non vogliono cambiare. Non ci sono i numeri.

Il Consiglio regionale è convocato per il 19 gennaio e sui numeri non sarei così sicuro.

L’intervista è finita. Da Bari non arrivano buone notizie: Vendola non arretra di un millimetro, si candida. Un assessore regionale annuncia: o si fanno le primarie o ricorreremo al giudice. La Primavera pugliese finisce nel peggiore dei modi. In Tribunale.

Da Il Fatto Quotidiano del 27 dicembre

UDC: “va dove ti porta la vittoria”

da polisblog:

PIEMONTE: dopo forti litigi e una netta chiusura di Casini sembrava che l’ipotesi dell’appoggio dell’Udc al Governatore Bresso fosse ormai archiviata. Ma la discesa in campo del leghista Cota ha rimescolato le carte e ufficiosamente si dà per molto probabile il riavvicinamento con il centrosinistra

LOMBARDIA: per affinità culturali e politiche (governano insieme da più di 10 anni) l’Udc quasi sicuramente andrà a sostenere Formigoni. Ma la Lega, irritata per la politica dell’opportunismo di Casini, spinge per farli fuori dalla coalizione

VENETO: dopo aver sperato per settimane nella candidatura solitaria di Galan (che invece farà il ministro) l’Udc quasi sicuramente svilupperà una candidatura autonoma proponendo De Poli

LIGURIA: praticamente sicuro l’appoggio dell’Udc al Governatore uscente Burlando. Ma Biasotti (candidato centrodestra) spera ancora di far cambiare idea ai centristi

EMILIA ROMAGNA-TOSCANA: in entrambe le regioni rosse l’Udc dovrebbe andare da solo anche perchè difficilmente, dopo anni di opposizione, riuscirà a convincere il centrosinistra a far fuori la sinistra estrema per prendere loro

MARCHE: simile alla situazione ligure. Anche qui l’Udc è vicino all’ufficialità del sostegno al governatore di centrosinistra Spacca

UMBRIA: poche notizie dalla regione. Potrebbe profilarsi una candidatura autonoma

LAZIO: ufficioso (ufficiale a inizio gennaio) l’appoggio del partito alla candidata del centrodestra Polverini. Il centrosinistra paga ritardi enormi nella scelta del nome, dopo il Caso Marrazzo

CAMPANIA: entrambe le coalizioni sono ancora lontani dalla scelta dei candidati. Basandosi sulle recenti amministrative è più probabile un appoggio dell’Udc al centrodestra (anche perchè è nettamente favorito)

PUGLIA: qui la situazione è confusionaria al di là della questione Udc. Il Pd proporrà Emiliano (che tra l’altro aveva giurato che non si sarebbe candidato dicendo “Sputatemi in un occhio se lo farò”) sperando nel passo indietro del governatore uscente Vendola che invece pare non abbia nessuna intenzione di farlo. Se Vendola farà retromarcia l’Udc sosterrà Emiliano (come già fatto alle comunali di Bari) ma se ci saranno due candidati a sinistra, Fitto e il Pdl pugliese aspettano solo un cenno per sancire un’alleanza che quasi sicuramente riporterebbe il centrodestra a guidare la regione

CALABRIA: quasi ufficiale l’appoggio dell’Udc al candidato Scopelliti del centrodestra

BASILICATA: quasi ufficiale la coalizione Udc-centrosinistra

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