Elezioni in Cile ed Ucraina

Vigilia di elezioni in Cile ed Ucraina. Nel paese sudamericano il centrodestra si appresta a tornare al potere, dopo la fine del regime di Pinochet. Pinera, un “berlusconi cileno”, proprietario di Tv e Squadre di calcio, è in netto vantaggio su Frei, ex presidente ricandidato per il centrosinistra. In Ucraina Yanukovic, comunista filorusso, appare davanti alla Timoshenko, candidata della lista arancione, filo europea.
Un articolo di Internazionale.it
Domenica si vota in Cile e Ucraina
Il 17 gennaio si tengono in Cile e in Ucraina le elezioni presidenziali. Entrambe molto importanti, quelle nel paese latinoamericano potrebbero portare un grande stravolgimento politico.
Cile.
A più di vent’anni dal referendum che nel 1988 ha messo fine alla dittatura di Augusto Pinochet e dopo la lunga stagione di governo della coalizione di sinistra Concertación, la destra cilena potrebbe tornare al potere. Il suo candidato è l’imprenditore Sebastián Piñera, che secondo molti sondaggi nel ballottaggio avrà la meglio su Eduardo Frei, candidato per la Concertación e presidente del paese tra il 1994 e il 2000.Secondo molti analisti, le possibilità di vittoria di Frei dipendono dall’appoggio dei sostenitori di Marco Enríquez-Ominami, il candidato della sinistra indipendente arrivato terzo al primo turno e che raccoglie i voti di molti elettori delusi della Concertación. La stampa cilena si concentra sulla figura di Sebastián Piñera. Secondo il conservatore El Mercurio, Piñera ha “creato una destra più moderna, che ha preso le distanze da Pinochet, non rinnega lo stato sociale, non si oppone alle unioni omesessuali e attrae gli elettori più giovani”. Secondo La Nación, invece, se diventerà presidente, “Piñera dovrà risolvere il suo conflitto d’interesse, vendendo l’emittente Chilevisión, la squadra di calcio del Colo Colo e le altre sue aziende”.
Ucraina.
In Ucraina, invece, nel primo turno delle presidenziali il grande favorito è l’ex primo ministro Victor Janukovich. Il suo principale sfidante è l’attuale primo ministro Julija Timoshenko. Secondo molti analisti europei, questo voto potrebbe segnare la fine del movimento nato dalla rivoluzione arancione, l’esperienza riformista cominciata in Ucraina nel 2004.“L’euforia per il trionfo della rivoluzione arancione, che nel dicembre del 2004 ha portato alla presidenza Viktor Jushenko, è svanita presto”, scrive il quotidiano della Repubblica Ceca Hospodarske Noviny. “Si è capito subito che il nuovo governo non aveva la forza e i numeri necessari per cambiare la politica ucraina”. Secondo il quotidiano polacco Dziennik Gazeta Prawna, “indipendentemente da chi vincerà domenica, il nuovo governo dovrà impegnarsi per stabilizzare il sistema politico ucraino, le cui divisioni hanno impedito finora al paese di progredire”.
Secondo l’Economist, “più che alle sue capacità politiche e culturali, Janukovich deve il suo alto livello di popolarità agli errori del governo arancione, che non è riuscito a ridurre la corruzione e il potere delle oligarchie né a portare benessere socioeconomico”.































































