Chiude RED TV
Chiude Red Tv. La tv della Sinistra, sponsorizzata da Massimo D’ALema. Nata il 4 novembre 2008 dalle ceneri di Nessuno TV, il nuovo canale progressista si compone di varie rubriche, alcune molto ben fatte. Peccato che la legge sui finanziamenti agli organi di partito stia per decretare la chiusura della rete. Il cosiddetto decreto Milleproproghe, che prevede il taglio dei fondi dell’editoria per i media non profit, di partito o di cooperative, in approvazione in questi giorni.
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Mario Adinolfi, politico Pd e volto della tv, accusa D’Alema:
La responsabilità di questa chiusura? Certamente di Giulio Tremonti e dei suoi tagli al fondo sull’editoria. Ma qualcuno mi deve ancora spiegare perche Red Tv, la tv di Massimo D’Alema, sia l’unica delle testate coinvolte dal taglio a mandare subito i suoi dipendenti in cassa integrazione. Anche qui una spiegazione tecnica c’è: gli “imprenditori” che in questi anni hanno lavorato sul meccanismo fondi pubblici-anticipazione bancarie per via del diritto soggettivo, in assenza di tale diritto non vogliono mettere a rischio dei denari loro per tenere in vita e in efficienza il canale. E allora, via alla cassa integrazione, pagata da Pantalone. A mio avviso, un errore strategico. Ma in linea con quanto accaduto negli ultimi tempi.
Da quando, cioè, poco più di un anno fa Massimo D’Alema volle far vedere a Walter Veltroni che era più bravo di lui pure sul suo terreno e così si prese Nessuno Tv, una giovane e brillante e incasinata televisione che si occupava di politica sul canale 890 di Sky. Se la prese senza cacciare un euro, ovviamente: solo garantendo “copertura politica” e inviando una serie di personaggi che lavorarono con noi gratis per qualche mese, capitanati da Lucia Annunziata. Con la promessa della “copertura politica” (finalizzata ovviamente all’ottenimento dei fondi) D’Alema si prese due membri del consiglio d’amministrazione, cambiò il nome al canale, a giugno ottenne la sostituzione del direttore: Claudio Caprara, dalemiano sì ma poco ortodosso, venne ringraziato e al suo posto arrivò Francesco Cundari. “Direttore” assolutamente osservante, imitazione vivente del Capo che venera, fratello di latte di Matteo Orfini, consigliere d’amministrazione di Red Tv oltre che membro della “segreteria dei segretari” del Pd con delega all’informazione. Cundari, per sua stessa ammissione, di tv capisce zero, non ha un curriculum particolarmente brillante: fa fatica a scuola, bocciato all’esame da giornalista, laurea manco a parlarne, ma questo è un punto d’onore per i dalemiani, il Capo non s’è laureato dunque manco loro.
QUI un video di una trasmissione di RED TV, poi chiusa, in cui si parla il clima in cui hanno lavorato i dipendenti, prossimi alla cassa integrazione.
































































