Tangentopoli, dopo la Protezione Civile scoppia lo scandalo Di Girolamo-Fastweb
Dopo lo scandalo sulla Protezione Civile, arriva un’altra batosta per il PDL:
Pesanti accuse del pm di Roma Capaldo, nel confronti del parlamentare Pdl eletto nella circoscrizione estera Europa
I favori in cambio di coperture al traffico illecito di valuta per cui sono state arrestate cinquantasei persone
“Per la sua elezione determinante la ‘ndrangheta”
Nuova richiesta di arresto per Di Girolamo
“Mafiosi calabresi in Germania, nel collegio di Stoccarda, hanno raccolto i certificati elettorali dei nostri immigrati”
Dopo la nomina gli vennero contestate grosse irregolarità. Niente manette per la difesa dei senatori del centro-destra

Scandalo Fastweb, le intercettazioni
Ecco come il senatore del Pdl Di Girolamo e gli imprenditori arrestati facevano affari milionari. Un gigantesco sistema di riciclaggio di denaro sporco che coinvolge anche Telecom. Ed emergono rapporti con Finmeccanica
Il conto corrente i carabinieri lo hanno trovato alla Barclays Bank, Isole Seychelles, a nome della Waldorf Investment. Dietro quella società, secondo gli investigatori, ci sono due dei pezzi grossi finiti nella rete dei pm di Roma: il senatore Nicola Di Girolamo e Marco Toseroni, entrambi indagati, insieme al altre 54 persone, nella mega operazione su riciclaggio di denaro sporco del Ros e della Guardia di Finanza. Il conto corrente è di quelli pesanti: in pochi mesi ci finiscono dentro 36 milioni di euro. Tutti illeciti profitti guadagnati dalla banda capeggiata da Gennaro Mokbel, che dal 2003 al 2007 grazie alla falsa compravendita di schede prepagate e alla fittizia compravendita di traffico telefonico mai effettuato, ha generato operazioni per 2,2 miliardi di euro. Un riciclaggio spaventoso pari al debito dell’Alitalia, un’affare in cui sono coinvolti tutti: imprenditori, mafiosi, piccole aziende, rappresentanti delle forze dell’ordine, aziende come Telecom, Sparckle, Fastweb (è stato spiccato un mandato di arresto per l’ex aministratore Silvio Scaglia, l’attuale amministratore Parisi è indagato), politici di spicco.
Il senatore Di Girolamo – di cui oggi la procura ha chiesto l’arresto – è uno dei perni dell’inchiesta: dalle intercettazioni e dalle indagini economiche sembra che il suo ruolo sia più che rilevante. La ‘ndrangheta avrebbe messo il nome del senatore Di Girolamo sulle schede bianche usate per i seggi destinati agli italiani all’estero per farlo eleggere. Ma il suo nome spunta dappertutto, soprattutto nelle intercettazioni che raccontano come il sodalizio criminale tenta di far rientrare i capitali dall’estero e di investire i guadagni illeciti.
































































