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Popolo italiano, in PIAZZA per la Democrazia!

6 marzo, 2010

Tutti in piazza per difendere la Democrazia, per protestare CIVILMENTE contro il decreto-vergogna.

Per chi è a Roma, ore 16.30 piazza del Pantheon.

AGGIORNAMENTO ORE 1.30 AM

“Candido” (ovvero il sottoscritto) c’era! Una bella giornata di sole ha fatto da scenario alla manifestazione in piazza del Pantheon. Piazza gremita, tanta gente, di tutti i partiti del centrosinistra. Abbiamo fatto due chiacchiere con Sassoli. Strigendogli la mano, “ho invitato” il direttore di Repubblica Ezio Mauro, a continuare cosi. Poi è passato D’Alema, tra il silenzio generale, non se lo è filato nessuno, e lui non si è filato nessuno. Comparsi anche Zingaretti, Bonelli, Esterino Montino (il presidente reggente dalla regione lazio) e naturalmente Emma Bonino.

Ed è solo l’inizio! Questi incompetenti e prepotenti devono essere rispediti al mittente. Ogni cittadino italiano deve capire cosa sono disposti a fare pur di vincere.

Ed eccoci sul tg3: :D



Pd: “Centrosinistra in piazza sabato 13″

Il Pd annuncia per sabato prossimo 13 marzo una manifestazione contro il decreto salva-liste di tutto il centrosinistra.

Regionali: dl, sabato 13 manifestazione nazionale del centrosinistra

ROMA – Si svolgera’ sabato prossimo,13 marzo, a Roma la manifestazione nazionale di tutto il centrosinistra contro il decreto approvato dal governo per risolvere il caos liste del Pdl. “Il decreto e’ un vero e proprio condono – si legge in una nota del Pd – un provvedimento che serve solo a occultare gli errori e le divisioni, a sanare il vero e proprio pasticcio combinato da una destra che pensa di vincere calpestando le regole”. Gia’ oggi ci saranno alcune manifestazioni: il primo appuntamento e’ per questo pomeriggio a Roma, alle 16,30 al Pantheon. A Milano, invece, l’appuntamento e’ per le 17 in via Dante.

“‘Un decreto che calpesta le regole senza vergogna. Subito in piazza e in Parlamento contro il governo e per difendere la democrazia violentata” (Franceschini, PD)

«Questo governo ha venduto la democrazia per un panino» (Slogan del Popolo Viola)

«Alla fine posso essere anche contento che abbiano riammesso le liste, ma il messaggio che passa al paese è devastante. Il messaggio è che le regole valgono solo per i deboli, mai per i forti». (Casini -UDC)

11:57 Manifestazione di protesta del Pd di Milano

“Oggi pomeriggio manifestiamo con le penne per dire no al decreto salva liste, un provvedimento che invita a violare le regole, perché la penna è l’oggetto che i dirigenti del centrodestra avrebbero dovuto maneggiare meglio, evitando brutti pasticci”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del PD Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi. “Saremo con il popolo di Facebook alle 16 di oggi davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, in corso di Porta Vittoria, e con il PD e tutti coloro che chiedono il rispetto delle regole dalle 17 in Via Dante a Milano”.

Ezio Mauro su Repubblica:

Non c´è alcun dubbio che una competizione elettorale senza il principale partito è anomala, e il problema riguarda tutti i concorrenti (non solo gli esclusi), perché riguarda il sistema intero e il diritto dei cittadini di poter esercitare compiutamente la loro scelta, con tutte le parti in campo. Ma se il problema interpella tutti, le responsabilità di questa anomalia – che in forme diverse si è verificata a Roma e a Milano, con firme false e termini per la presentazione delle liste non rispettati – sono di qualcuno che ha un nome preciso: il Pdl. Non c´entra nulla il “comunismo”, questa volta, e nemmeno c´entrano le “toghe rosse”. È lo sfascio della destra che produce il suo disastro, perché quando la locomotiva della leadership non funziona più, e non produce politica, tutti i vagoni si arrestano, o deragliano senza guida.[....]

Soltanto lo scarico delle responsabilità sugli altri, la tentazione della piazza, la forzatura al Quirinale, l´altra notte, con il Presidente Napolitano, nel tentativo di varare un decreto che intervenisse direttamente sulla normativa elettorale, riaprendo i termini ad uso e consumo esclusivo del partito berlusconiano. Quando il Capo dello Stato si è reso indisponibile a questa ipotesi, la minaccia immediata di due Consigli dei ministri, convocati e sconvocati tra la notte di giovedì e la mattinata di ieri. Una giornata in affanno, per il Premier, anche per il fermo “no” che ogni sua ipotesi di forzatura trovava da parte dell´opposizione, da Bersani a Di Pietro a Casini. Infine, l´abuso notturno del decreto, mascherato dalla forma “interpretativa”, che va a leggere a posteriori nella mente del ministro le intenzioni di quando dettò le norme elettorali di procedura, ritagliando a piacere una soluzione su misura per gli errori commessi dalla destra a Roma e a Milano.[...]

Ma c´è, invece, qualcosa di crepuscolare e di notturno in questa leadership affannosa e affannata che usa la politica solo per derogare da norme che non sa interpretare nella regolarità istituzionale, mentre è costretta a piegarle su misura della sua necessità cogente e contingente, a misura di una miseria politica e istituzionale che forse non ha precedenti: e non può trovare complici. Le opposizioni, tutte, lo hanno capito. Molto semplicemente, un leader e uno schieramento che hanno bisogno di un abuso di potere in forma di decreto anche per poter continuare a fare politica, non possono avere un futuro. // <![CDATA[// // <![CDATA[// // <![CDATA[//

Rivolta sul web per il decreto salva liste

UNA protesta in tempo reale. Per dire no al decreto salva-liste varato dal Governo Berlusconi. E’ quella che dalle 22 di ieri è in corso sul web. Su Facebook più di venti pagine aperte non appena si diffonde la notizia. Da Twitter un flusso ininterrotto di commenti che non si arresta neanche nella notte. “Abuso”, “arroganza” e “sdegno” le parole più utilizzate. Si va dal Popolo Viola, che in un batter d’occhio organizza un sit-in al Quirinale fino al gruppo che lancia nella rete un appello al presidente della Repubblica. E poi proposte per una manifestazione nazionale. Tra dichiarazioni di principio – “Difendiamo la democrazia” – e dure critiche al governo: “Sembrate una banda di arroganti”Il centro nevralgico della protesta online è Facebook. Gia alle 22 e 30 di ieri i gruppi sono una decina. Che raccolgono molte adesioni durante la notte. Tra i più attivi il gruppo “Incapaci, Divisi, Arroganti per un decreto interpretativo”, quasi 500 iscritti. Si cerca di capire il fondamento giuridico della scelta del governo; ci si propone di scendere in piazza ogni giorno fino alle elezioni. E c’è chi invita a rispondere a Berlusconi “con la sola arma che ci è rimasta: il voto”. Un utente scrive: “Il popolo italiano per ora subisce. Ma saprà interpretare nei dovuti modi, nei giorni delle elezioni, questa banda di prevaricatori e arroganti”.

Due lettere, di comuni cittadini,  spedite a Napolitano e postate sul sito Termometro Politico:

Egregio Presidente della Repubblica.

le scrivo perchè come altri miei compatrioti sono indignato per quanto accaduto. Mi duole dirlo ma Lei, con la Sua firma al DL licenziato nella serata del 5 Marzo, ha promulgato un atto che non solo è palesemente incostituzionale ma anche una legge “ad personam” (o meglio, ad partitum) che apre precedenti inquietanti e dimostra come la legge non sia uguale per tutti ma che chi è un politico è più uguale degli altri, come diceva Orwell nella “Fattoria degli Animali”.

Io per iscrivermi ai bandi di concorso per i Dottorati di Ricerca ho dovuto seguire una burocrazia pedante, tempi certissimi, ogni firma e timbro al loro posto. E guai se avessi sgarrato! Mi sarei trovato fuori da ogni concorso.

Ebbene Lei oggi ha certificato con la sua firma al DL che i Partiti Politici possono fregarsene della Burocrazia che opprime noi onesti cittadini che paghiamo le tasse e fare un pò quello che gli pare, tanto poi si fa la leggina ad hoc e si risolve tutto.

Lei, in quanto supremo guardiano della Costituzione e dei principi in essa contenuti, avrebbe dovuto preservare il diritto di ogni Italiano e di ogni Italiana all’uguaglianza davanti alla legge. Io oggi invece da Italiano mi sento offeso, dato che Lei ha certificato che certi Italiani possono fare i furbi, mentre tutti gli altri devono seguire le regole.

Questa non è l’Uguaglianza predicata dalla nostra Carta Costituzionale, questo è irridere milioni di Italiani e di Italiane che ogni giorno devono pagare le tasse, le multe, le bollette, il canone RAI in tempi certi altrimenti si vedono colpiti da pesanti more e penali.

Sono ben felice che ad Ottobre mi recherò nel Regno Unito, dato che in questo Paese, la mia amata Italia, il Regno della Legge è stato sostituito dal Regno dell’Arbitrarietà. Io voglio vivere in uno Stato in cui il diritto è certo ed uguale per tutti, non uno dove chi ha il potere può fregarsene della Legge. Lei questa sera, come quando firmò il Lodo Alfano, ha ucciso nuovamente ogni speranza nello Stato di Diritto in questo Paese.

Concludo ricordandole che lei ha firmato un DL che contiene ampi elementi di Incostituzionalità: con il Suo atto ha aperto la strada ad una probabile bocciatura del DL da parte della Corte Costituzionale (cosa che è già avvenuta per il Lodo Alfano che Lei non ha minimamente ritenuto incostituzionale). Bocciatura che però arriverà, ottimisticamente, fra un anno. Quindi fra un anno ringrazieremo Lei, oltre che il Governo, per doverci far tornare alle Urne (e spendere altri soldi delle nostre tasse).

Da una persona con la Sua Storia politica mi sarei aspettato molto di più, non certo un comportamento degno di Vittorio Emanuele III.

Cordiali Saluti

Dott. M…….

Egregio Presidente
Le scrivo la presente per esprimere tutta la mia angoscia per quello che e’ successo ieri sera.

La sua firma sotto quel decreto legge e’ uno schiaffo a chi lavora onestamente dalla mattina alla sera, alle prese con inderogabili scadenze di lavoro e burocratiche.

Artigiani a cui non basta fare una passeggiata all’Agenzia delle entrate per dire di aver rispettato i termini di pagamento delle tasse, insegnanti cui non basta fare una capatina in classe per dire di aver compiuto il proprio dovere, impiegati cui non basta avere un indistinto scarabocchio sulle proprie pratiche, pena la loro inutilità, e cosi’ via.

Ma non e’ solo questo, ieri sera e’ morto anche formalmente lo stato di diritto in Italia: il diritto di competere ad armi pari per il governo del paese.

Ora infatti sappiamo che il governo ha il potere di interpretare le norme come più gli aggrada, come un bambino prepotente e stizzoso che presagisce una possibile sconfitta nel suo gioco preferito.

Finora avevo visto in lei il garante dell’Unita’ Nazionale, di tutti i cittadini, il mio garante. Da ieri sera non più

Tristemente

E…….

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