Popolo italiano, in PIAZZA per la Democrazia!
Tutti in piazza per difendere la Democrazia, per protestare CIVILMENTE contro il decreto-vergogna.
Per chi è a Roma, ore 16.30 piazza del Pantheon.
AGGIORNAMENTO ORE 1.30 AM
“Candido” (ovvero il sottoscritto) c’era! Una bella giornata di sole ha fatto da scenario alla manifestazione in piazza del Pantheon. Piazza gremita, tanta gente, di tutti i partiti del centrosinistra. Abbiamo fatto due chiacchiere con Sassoli. Strigendogli la mano, “ho invitato” il direttore di Repubblica Ezio Mauro, a continuare cosi. Poi è passato D’Alema, tra il silenzio generale, non se lo è filato nessuno, e lui non si è filato nessuno. Comparsi anche Zingaretti, Bonelli, Esterino Montino (il presidente reggente dalla regione lazio) e naturalmente Emma Bonino.
Ed è solo l’inizio! Questi incompetenti e prepotenti devono essere rispediti al mittente. Ogni cittadino italiano deve capire cosa sono disposti a fare pur di vincere.
Ed eccoci sul tg3:
Pd: “Centrosinistra in piazza sabato 13″
Il Pd annuncia per sabato prossimo 13 marzo una manifestazione contro il decreto salva-liste di tutto il centrosinistra.
Regionali: dl, sabato 13 manifestazione nazionale del centrosinistra
ROMA – Si svolgera’ sabato prossimo,13 marzo, a Roma la manifestazione nazionale di tutto il centrosinistra contro il decreto approvato dal governo per risolvere il caos liste del Pdl. “Il decreto e’ un vero e proprio condono – si legge in una nota del Pd – un provvedimento che serve solo a occultare gli errori e le divisioni, a sanare il vero e proprio pasticcio combinato da una destra che pensa di vincere calpestando le regole”. Gia’ oggi ci saranno alcune manifestazioni: il primo appuntamento e’ per questo pomeriggio a Roma, alle 16,30 al Pantheon. A Milano, invece, l’appuntamento e’ per le 17 in via Dante.
“‘Un decreto che calpesta le regole senza vergogna. Subito in piazza e in Parlamento contro il governo e per difendere la democrazia violentata” (Franceschini, PD)
«Questo governo ha venduto la democrazia per un panino» (Slogan del Popolo Viola)
«Alla fine posso essere anche contento che abbiano riammesso le liste, ma il messaggio che passa al paese è devastante. Il messaggio è che le regole valgono solo per i deboli, mai per i forti». (Casini -UDC)
“Oggi pomeriggio manifestiamo con le penne per dire no al decreto salva liste, un provvedimento che invita a violare le regole, perché la penna è l’oggetto che i dirigenti del centrodestra avrebbero dovuto maneggiare meglio, evitando brutti pasticci”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del PD Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi. “Saremo con il popolo di Facebook alle 16 di oggi davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, in corso di Porta Vittoria, e con il PD e tutti coloro che chiedono il rispetto delle regole dalle 17 in Via Dante a Milano”.
Ezio Mauro su Repubblica:
Non c´è alcun dubbio che una competizione elettorale senza il principale partito è anomala, e il problema riguarda tutti i concorrenti (non solo gli esclusi), perché riguarda il sistema intero e il diritto dei cittadini di poter esercitare compiutamente la loro scelta, con tutte le parti in campo. Ma se il problema interpella tutti, le responsabilità di questa anomalia – che in forme diverse si è verificata a Roma e a Milano, con firme false e termini per la presentazione delle liste non rispettati – sono di qualcuno che ha un nome preciso: il Pdl. Non c´entra nulla il “comunismo”, questa volta, e nemmeno c´entrano le “toghe rosse”. È lo sfascio della destra che produce il suo disastro, perché quando la locomotiva della leadership non funziona più, e non produce politica, tutti i vagoni si arrestano, o deragliano senza guida.[....]
Soltanto lo scarico delle responsabilità sugli altri, la tentazione della piazza, la forzatura al Quirinale, l´altra notte, con il Presidente Napolitano, nel tentativo di varare un decreto che intervenisse direttamente sulla normativa elettorale, riaprendo i termini ad uso e consumo esclusivo del partito berlusconiano. Quando il Capo dello Stato si è reso indisponibile a questa ipotesi, la minaccia immediata di due Consigli dei ministri, convocati e sconvocati tra la notte di giovedì e la mattinata di ieri. Una giornata in affanno, per il Premier, anche per il fermo “no” che ogni sua ipotesi di forzatura trovava da parte dell´opposizione, da Bersani a Di Pietro a Casini. Infine, l´abuso notturno del decreto, mascherato dalla forma “interpretativa”, che va a leggere a posteriori nella mente del ministro le intenzioni di quando dettò le norme elettorali di procedura, ritagliando a piacere una soluzione su misura per gli errori commessi dalla destra a Roma e a Milano.[...]
Ma c´è, invece, qualcosa di crepuscolare e di notturno in questa leadership affannosa e affannata che usa la politica solo per derogare da norme che non sa interpretare nella regolarità istituzionale, mentre è costretta a piegarle su misura della sua necessità cogente e contingente, a misura di una miseria politica e istituzionale che forse non ha precedenti: e non può trovare complici. Le opposizioni, tutte, lo hanno capito. Molto semplicemente, un leader e uno schieramento che hanno bisogno di un abuso di potere in forma di decreto anche per poter continuare a fare politica, non possono avere un futuro. // <
































































