Caso Emergency in Afghanistan

Domenica, con l’arresto (o sequestro?) dei tre medici italiani dell’ospedale di Emergency, qualcosa è cambiato in Afghanistan. La associazione umanitaria di Gino Strada è sempre stata “scomoda” per i politici locali perche (giustamente) non schierata e pronta a curare tutti i malati, siano essi taliban o meno.
Con tutto il rispetto per le politiche di sicurezza antiterrorismo del governo di Karzai, e dei suoi governatori locali, pensate davvero che i medici di un ospedale possano “tramare” contro le istituzioni afghane ordendo attentati?
La prudenza del nostro esecutivo appare imbarazzante, come sono vergognose le insinuazioni di Gasparri e di altri membri della maggioranza. Ed intanto quei ragazzi sono sotto arresto.
Emergency parla di “sequestro” per i tre operatori prelevati sabato scorso dall’ospedale di Lashkar Gah, in Afghanistan, mentre il governo afgano frena rispetto alle accuse lanciate ieri e un comandante dei Taliban smentisce qualsiasi legame con l’organizzazione di Gino Strada. “I tempi di un fermo legale sono scaduti. Ancora non è stata formalizzata alcuna accusa. Ecco perché più che di detenzione si può parlare di sequestro – afferma Maso Notarianni, responsabile comunicazione di Emergency – A questo punto mi sembra lecito esigere la liberazione del nostro personale e chiediamo che il governo si attivi in questo senso”































































