Il leader dell’Opposizione, un uomo solo. Gianfranco Fini

E’ oramai solo Gianfranco Fini. I “big” del suo vecchio partito lo hanno da tempo abbandonato. La Russa, Gasparri ma anche Alemanno, Meloni ed altri ex aennini si guardano bene dall’appoggiare la linea politica del Presidente della Camera.
Fini, a detta dei suoi sostenitori, vorrebbe una Destra Costituzionale, Europea, Moderata e Moderna, non la destra Populista, Demagogica, pericolosamente propagandistica guidata ed incarnata dal Premier. Un PDL simile alla Cdu tedesca, al Partito Popolare Spagnolo ma anche ai Conservatori Britannici, liberale sui diritti civili e meno “papalino” sui principi etici, non reazionaria e non “razzista”, aperto al mondo che cambia e pronto a dare nuovi diritti ai migranti in arrivo regolarmente nel paese. Una destra che abbia la giustizia tra i suoi valori fondanti e non veda i magistrati come nemici da combattere. Insomma, una utopia.
La destra italiana gira attorno all’asse Berlusconi-Bossi, due persone che di destra, quella vera, non sono. Il primo intenzionato a difendere solo i suoi interessi e disposto ad assecondare tutto ciò che possa garantire impunità perenne per lui e favori infiniti per le sue aziende. Il secondo pronto ad accettare e votare qualsiasi cosa in cambio di alcune richieste come il Federalismo Fiscale o altre leggi tanto pseudoxenofobe quanto, sotto sotto, ben gradite ad alcuni italiani poco propensi a fare i conti con una società che sta inevitabilmente cambiando.
In un contesto come questo l’ipotesi di un Fini neopadre costituente non ha molto credito. Piu probabilmente il Presidente della Camera non vede, nel futuro del CentroDestra, un ruolo per se. Il Premierato sembra affare della Lega se Berlusconi salirà al Quirinale. Il Quirinale potrebbe essere terreno di un fedelissimo del Premier qualora Berlusconi decida di non farsi eleggere Capo dello Stato. Senza contare che in gioco c’è una Riforma Costituzionale che potrebbe stravolgere le Istituzioni, ridisegnandole ad immagine e somiglianza dell’attuale Presidente del Consiglio. Riforme che, qualora non ci fossero i numeri per una approvazione bipartisan, potrebbero passare per un Referendum confermativo sul quale il Premier si spenderebbe “mediaticamente”.
Fini è quindi “finito” politicamente? Non ha i soldi, i numeri ed il potere per “cambiare” il PDL. Creando i gruppi autonomi puo cercare di logorare pian piano il governo cosi come fece Casini nel periodo 2001-2006. Bene, e poi? Quale ruolo potrebbe avere alla vigilia delle prossime politiche del 2013? Di certo non potrebbe aspirare alla Premiership, ne tantomeno alla Presidenza della Camera in quanto espressione di una minoranza riottosa a cui Berlusconi opporrebbe piu di qualche veto. Forse la coglionaggine di certi dirigenti democratici potrebbe garantirgli qualche voto in piu in Parlamento per una sua candidatura al Quirinale, candidatura che sarebbe però affossata da Berlusconi stesso, che di certo non vedrebbe di buon occhio un Capo di Stato “indipendente” dal suo controllo.
Da qualunque parte lo si guardi, lo stato delle cose è questo. Per l’ex leader di An non c’è scampo. Tornare ad essere uno dei tanti oppure cercare di costruire una VERA DESTRA EUROPEA e per fare ciò quindi iniziarie a distruggere la Destra odierna, dominata da Berlusconi e da Bossi, due uomini che, come detto prima, non sono realmente di destra.
Il vero leader dell’opposizione comunque sembra essere oramai proprio lui, Fini. Il PD è totalmente annichilito. Bersani si limita a bofonchiare cose del tipo “Le elezioni ora sarebbero una pazzia”, tanto per non far trapelare il panico dei dirigenti democratici al solo pensare alle elezioni anticipate.
Un uomo solo, Fini, anche perche a Sinistra non c’è nessuno in grado di dargli una mano.
































































io sto con Fini