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Crack dei Comuni italiani, altro che Grecia…

27 aprile, 2010

In questi giorni si parla del possibile crack della Grecia, delle difficoltà di Portogallo e Spagna, dell’ombra lunga di una nuova crisi economica cosi forte da radere al suolo l’Euro stesso.

E noi? L’Italia come sta? Se ne è occupata Report qualche settimana fa (qui la puntata) , dopo aver letto due articoli di Giornalettismo.it posso riassumere il tutto con una frase breve: “sono cazzi amari”.

Sembra infatti che molti comuni italiani, imitando la “finanza creativa” inaugurata da Tremonti nel 2002, abbiano intrapreso politiche economiche spregiudicate, ritrovandosi ora con un debito pauroso, piu di 40 miliardi di euro. (Tanto per dire, la Grecia ha un debito di 120 miliardi ed è una nazione e non un ente locale)

Leggete qui (da Giornalettismo)

Venendo al versante italiano, su cui si sofferma particolarmente il lungo articolo di Faiola, scopriamo che: “il quadro è poco edificante in Italia, dove molte città hanno fortemente investito in “scommesse complesse” – i derivati ed affini, nda – sui tassi d’interesse. Ora, si trovano in “profondo rosso“. Recanati, ad esempio è costretta a svendere il proprio parco, sbarazzarsi di un asilo pubblico, ridurre gli aiuti assistenziali agli anziani, a tagliare la manutenzione delle strade e lo stesso restauro delle antiche chiese“. Del resto, la stessa amministrazione marchigiana ammette al quotidiano d’oltreoceano: “Siamo in una situazione di emergenza finanziaria a causa del nostro debito, siamo sotto una Spada di Damocle che pende sulle nostre teste“, ha dichiarato Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati. Gli esperti di finanza non si espongono sul rischio a breve di queste esposizioni piuttosto ingenti degli enti locali italiani, specie quelli più piccoli, ma avvertono che i problemi crescenti nei comuni fortemente indebitati e nelle province sono oramai vere e proprie “bombe ad orologeria finanziarie“, che potrebbero portare al default”. L’indebitamento locale, a sua volta, potrebbe avere ripercussioni sulle stesse finanze statali. “Gli analisti - scrive WP – temono che le casse nazionali, al fine di salvare le amministrazioni locali, vengono messe ulteriormente sotto pressione. Sta già avvenendo in Portogallo, dove il governo centrale ha aiutato i suoi governi regionali a corto di liquidità. Questo intervento però ha fatto aumentare il debito Pubblico, con la conseguenza che l’agenzia Fitch, il mese scorso, ha abbassato il rating del paese“.

QUEI “CREATIVI” DI RECANATI -Qui a Recanati – scrive Faiola - una città di 22.000 abitanti, sono stati stipulati più di una dozzina di contratti “swap” tra il 2001 e il 2004. I funzionari locali hanno detto che le banche gli avevano assicurato “che non potevano perderci“. Per evitare l’impennata dei tassi di interesse, Recanati ha accettato di sottoscrivere dei particolari contratti, pari a 106 milioni dollari in debito. L’amministrazione s’impegnava a pagare alle banche un tasso d’interesse fisso annuo di circa il 5% sul totale. In cambio, le banche avrebbero pagato all’amministrazione della città un tasso variabile legato ai tassi d’interesse di un indice su chiave europea, in linea teorica su quei tassi non potevano esserci oscillazioni selvagge, quindi. I tassi europei, per definizione sono stabili. Anzi, all’inizio è stato pure un affare. “Quando i tassi d’interesse europeo sono cresciuti a metà degli anni 2000 – spiega il WP - l’accordo ha funzionato bene, consentendo a Recanati un introito pari a circa 400.000 dollari tra il 2001 e il 2008. Quando, però, i tassi d’interesse sono scesi ai minimi, a seguito della grande crisi finanziaria ed economica nel 2009, il crollo è stato drammatico. L’amministrazione della città di Leopardi è stata costretta a continuare a fare i propri pagamenti alle banche con interessi a tasso fisso del 5%, mentre i beneficiari di quei pagamenti, a seguito del calo dei tassi europei, versavano in cambio alle casse comunali un tasso inferiore all’1%. In un solo anno Recanati ha perso 420.000$ azzerando i guadagni dei precedenti otto anni. Con i tassi variabili ancora a livelli bassissimi, si calcola che Recanati sia destinata a perdere quasi 700.000 dollari nel 2010. Se la situazione persiste anche nei prossimi due anni (e ci sono serie possibilità che ciò accada) sarà un disastro per l’economia della città”…..

….

Sono molti i comuni italiani che hanno giocato con la finanza creativa ed adesso rischiano di rimetterci l’osso del collo (o meglio i loro cittadini) con il taglio di servizi e l’aumento della pressione fiscale. Come molti comuni in Italia, Recanati adesso sta cercando di rinegoziare un accordo per chiudere i contratti. “Nel frattempo - annota il Washington Post – i suoi problemi di bilancio sono così seri che gli amministratori temono di essere costretti a ridimensionare addirittura il noto Festival internazionale della città. Del resto, gli spazi verdi ai margini della città sono stati già venduti ad investitori privati e le tasse comunali sono risultate in crescita. Senza parlare della scure che si è abbattuta persino sull’assistenza agli anziani.

3 commenti Lascia un →
  1. Fabio Ghia permalink
    28 aprile, 2010 12:43 pm

    Concordo pienamente. Quanto riportato nell’articolo corrisponde a mera realtà. Le preoccupazioni sul futuro aumentano, se consideriamo che la riforma sul “Federalismo” è appena agli inizi. Entro quest’anno dovrà essere attuato in todo il decentramento economico-finanziario alle Regioni, Province, Comuni. Se si pensa a quante Regioni italiane sono attualmente in amministrazione controllata per bancarotta (spesso fraudolenta!), si puo’ ben immaginare cosa succederà nel giro di pochi anni all’Italia. L’effetto domino, giudicato ineludibile per l’Unione Europea, alla cui origine c’è il crack Grecia ed il rischio Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia, puo’ essere un esempio eclatante di che che cosa potrebbe succedere in Italia grazie ad un eccesso di Federalismo. Probabilmente il monito di Fini al PdL volgeva proprio a questo!

  2. ANTONIO permalink
    1 luglio, 2010 2:45 pm

    LAVORO DA ANNI CON UNA SOCIETA’ DI SERVIZI AGLI ENTI LOCALI. DISPONIAMO DI UN SISTEMA INFORMATIVO ECCELLENTE IN GRADO DI CONSENTIRE AGLI ENTI CHE LO UTILIZZANO ENORMI RISPARMI DI SPESA ED UNA VELOCIZZAZIONE DEGLI INCASSI. TUTTI ELEMENTI UTILI AD EVITARE AUMENTO DI PRESSIONE FISCALE E CORRETTA GESTIONE DELLA SPESA E DELLE ENTRATE. NONO STANTE LA CRISI, QUANDO INCONTRO I FUNZIONARI O POLITICI DI UN COMUNE PER PROPORRE IL SISTEMA MI SEMBRA CHE SIANO PIU SULLA LUNA CHE SULLA TERRA. TROVO SPESSO ASSOLUTA SUPERFICIALITA’, DISINTERESSE E SPESSO MANCANZA DI SENSIBILITA’ E VOLONTA’ DI RISOLVERE I PROBLEMI. SONO UNO DEL SETTORE E POSSO SOLO DIRVI CHE LA VEDO VERAMENTE NERA!!! INTANTO GUARDO CON INTERESSE LE BANCHE SVIZZERE PER PAURA DI PERDERE QUEI QUATTRO SOLDI CHE HO RISPARMIATO UNA VITA!!! I GROSSI SONO GIA SCAPPATI. SI SALVI CHI PUO’

  3. marta permalink
    1 luglio, 2010 8:39 pm

    La prima inchiesta di Report sui derivati risale al 14 ottobre 2007 , titolo “Il banco vince sempre” di Stefania Rimini, prima di allora non se ne parlava. Il ricordo che ho della puntata è che più o meno tutte le province e i comuni italiani sono esposti verso banche straniere (non solo Recanati, magari) e questi debiti dovranno essere saldati max. tra il 2012 e il 2015. Anche senza federelismo, che ha sicuramente aumentato le spese per lo Stato, ci sarà il crack .

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