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Affaire Scajola, lo scandalo si allarga, coinvolti altri ministri?

1 maggio, 2010

LaStampa.it

Tirato in ballo anche Lunardi
che smentisce ogni rapporto

PAOLO FESTUCCIA

INVIATO A PERUGIA
Il ministro Claudio Scajola lo ha detto e ribadito, «sono innocente, ho la coscienza pulita». Certo è, però, che le sorelle Papa, Beatrice e Barbara, venditrici dell’appartamento a Roma in via Fagutale 2, con vista sul Colosseo, nella loro ricostruzione dei fatti agli inquirenti non hanno omesso di ricordare con puntuali ricostruzioni che «quegli ottanta assegni circolari per un importo di 900 mila euro furono consegnati loro dal ministro in persona, all’atto della vendita nel 2004». Una vendita per un importo di 1 milione 700 mila euro, registrata però con atto notarile per un importo pari a 600 mila euro. Spiegazioni accompagnate, dalle medesime sorelle Papa, con carte consegnate nelle mani dei pm perugini (lo scorso 25 marzo), Sandro Sottani e Alessia Tavarnesi con ricevute e documentazioni bancarie. Resoconti certificati, dunque, che troverebbero riscontri anche nelle ammissioni dell’architetto Angelo Zampolini, indagato per riciclaggio, e fidatissimo collaboratore dell’imprenditore Anemone finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui “Grandi eventi”. E proprio l’architetto Zampolini, dal canto suo, sembrerebbe di averne raccontate tante altre di cose agli inquirenti, fornendo ulteriori elementi, nomi, numeri di conti correnti. Insomma, un vero fiume di denaro, stando alle ricostruzioni perugine, che ora i pm vogliono ricostruire per filo e per segno con l’obiettivo di certificare il presunto scambio di favori negli appalti pilotati alla base delle considerevoli regalie non in contanti o in denaro ma in immobili, appartamenti di pregio, in taluni casi anche ristrutturati dallo stesso Anemone.

Diversamente, infatti, nelle ipotesi di lavoro dell’accusa non si spiegherebbero gli innumerevoli movimenti bancari effettuati su circa 240 conti correnti dallo stesso Zampolini per circa 2 milioni 878 mila euro.

…..

Ma è chiaro che, ieri, nel silenzio della Procura di Perugia ma anche nei palazzi della politica umbra il nome più gettonato per commenti e riflessioni era quello del ministro Claudio Scajola. Sarà indagato?, si presenterà spontaneamente in Procura a Perugia, sarà sentito come persona informata sui fatti? Chissà. Ma soprattutto, cosa avrà raccontato Zampolini ai magistrati e quali nomi avrà fatto? Altri ministri coinvolti? (Il Fatto, ieri, ha riportato una battuta dell’ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi che sosteneva che «Zampolini si occupò solo del suo passo carrabile»), mentre i lavori della sua villa di Parma fatti da Anemone sarebbero in regola: «Ho le fatture per 100 mila euro e sono pronto a portarle ai magistrati». L’ultimo giallo di questa intrigata matassa sono le richieste da parte del ministero dello Sviluppo economico risalenti a un mese fa circa le indagini in corso a Perugia e relative a due società: la Stube srl e la Fidear, entrambe vicine alla galassia-Anemone.

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