Elezioni Gran Bretagna, domani la verità…

Domani in Gran Bretagna si celebrano le elezioni legislative. Il Labour, al governo da 13 anni, appare spacciato. Gli ultimi sondaggi danno un vantaggio abbastanza stabile per i conservatori di Cameron, sembra quasi sfumato “l’effetto Clegg” che aveva rilanciato i LibDem come terzo incomodo.
I Tory, sicuri vincitori nei voti popolari, potrebbero anche ottenere una maggioranza assoluta in parlamento. L’”Hung Parliament” appare meno probabile.
Ma cosa potrebbe succedere realmente domani? Un articolo de IL POST ci spiega un pò come potrebbe andare:
I conservatori hanno una maggioranza relativa se stanno abbondantemente sopra il trenta per cento e il Labour rimane sotto. Il Labour ha una maggioranza relativa se arriva almeno a quota trenta, con i conservatori sotto il trentacinque e i libdem poco sopra il venti. Gli unici che possono sperare di ottenere una maggioranza assoluta sono i conservatori, ma hanno bisogno di stare abbondantemente sopra il 35 per cento e sperare che i libdem non gli tolgano alcun marginal seat, i collegi in bilico tra un partito e l’altro. Metteteci pure che il 40 per cento degli elettori pensa di poter cambiare idea subito prima di andare al seggio, e avrete un’idea di quanto incerto sia l’esito del voto.
E se non c’è una maggioranza assoluta?
Può succedere di tutto. I conservatori possono allearsi con alcuni partitini minori per ottenere la maggioranza assoluta. I conservatori possono allearsi con i libdem. Il Labour può allearsi con i libdem, e i libdem possono porre come condizione la defenestrazione di Brown. I conservatori possono formare un governo di minoranza. La regina può dare l’incarico di formare un governo al premier uscente, cioè Brown, e vedere se è in grado di formare una maggioranza. Tutto dipenderà – a quel punto sì – dai rapporti di forza su base nazionale.Ok, tutto chiaro, più o meno. Quando si vota?
Si vota domani, dalle sette del mattino alle dieci della sera. I risultati ci metteranno un po’ ad arrivare. Liveblogging sul Post.































































