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Terremoto nel Governo e nel PDL, all’orizzonte un Berlusconi V con l’Udc?

16 maggio, 2010

Il Piano B di Mister B.

Tutti voi avrete notato l’escalation giudiziaria che sta tormentando il partito di Silvio Berlusconi. Tutto parte dall’arresto di Diego Anemone. All’inizio venne fuori solo il nome del capo della Protezione Civile Bertolaso , che sembra stia per lasciare l’incarico. Dopo l’affaire Bertolaso è arrivato il primo nome eccellente del partito del Premier, Denis Verdini, numero due del PDL,  indagato per corruzione. Di qualche settimana fa le dimissioni di Scajola .

Ieri è uscito il nome del Governatore della Sardegna, Cappellacci, indagato nello stesso filone di inchiesta che coinvolge Verdini, l’Eolico in Sardegna.

Berlusconi cerca di smarcarsi dalle inchieste e tuona contro chi “si è arricchito” alle sue spalle ed a sua insaputa.

Questo il riepilogo sul “fronte giudiziario”. Negli ultimi giorni si sta aprendo anche un nuovo fronte, quello economico. La crisi dell’Euro, il rischio fallimento della Grecia, le difficoltà di Spagna e Portogallo, le nuove “rigide” regole imposte dall’Ue per i paesi membri spingono il governo a varare una manovra economica straordinaria di 25 miliardi.

Stretto tra crisi economica e terremoto giudiziario, senza trascurare la fronda interna al PDL capitanata da Fini, il Cavaliere si trova in difficoltà. Si parla quindi di un prossimo allargamento della maggioranza all’UDC.

Casini ha declinato l’invito ma Buttiglione non ha escluso un “nuovo governo Berlusconi” allargato a chi vuole entrare qualora la crisi imponga un esecutivo di salute pubblica.

Visto che  l’opposizione, come sempre, non sembra approfittare del momento, Berlusconi potrebbe cogliere la palla al balzo per “azzerare” il governo, cacciare i finiani ed i “corrotti”, accogliere i centristi, varare un nuovo programma mettendo da parte qualche legge “scomoda” mantenendo comunque i provvedimenti di suo interesse (economico e giudiziario).

Il piano B. del Signor B. non fa i conti con alcune variabili. Le priorità della Lega, oramai troppo forte al Nord per piegarsi alle volontà di Casini. Il Federalismo s’ha da fare, altre leggi “populiste filo xenofobe” potrebbero essere barattate per un appoggio centrista alla madre di tutte le proposte leghiste. D’altronde il partito di Casini nel periodo 2001-2006 ha approvato tutte le leggi vergogna e di interesse “personale” del Premier e quindi non ci sarebbero difficoltà in quel senso.

Dal ritorno dell’Udc nell’alveo del CentroDestra potrebbe beneficiarne anche il PD con qualche voto di ritorno ex margherita ed ora in quota Casini. Sicuramente subirebbe una brusca frenata il “Partito della Nazione”, nuova casa politica di tutti i centristi. Il destino dei finiani non è dato saperne.

Molte incognite, una sola certezza. Berlusconi troverà il modo di “cadere in piedi”, come sempre. Come al solito.

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