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Israele assalta nave di aiuti per Gaza, è strage

31 maggio, 2010

senza parole

Assalto israeliano alla nave dei pacifisti
10 morti, tensione tra Tel Aviv e Turchia

La marina abborda in acque internazionali una nave turca della “Freedom Flotilla”, organizzata dalle Ong e carica di aiuti. Ankara protesta, poi ritira il proprio ambasciatore in Israele. A Istanbul in migliaia contro il consolato di Tel Aviv. Onu, convocato il Consiglio di sicurezza

GAZA – Medio Oriente in fiamme, alta tensione attorno alle ambasciate di Israele e Onu in fibrillazione dopo la morte di 10 membri della Freedom Flotilla, convoglio di Ong 1 in navigazione verso le acque territoriali di Gaza con un carico di aiuti umanitari, uccisi nella notte durante l’abbordaggio ad opera di commandos israeliani. Secondo l’emittente Al Jazeera, sei vittime sono di nazionalità turca, per Al Arabiya i turchi sono nove, mentre gli altri attivisti uccisi sono di origini arabe. Vi sarebbero anche 26 feriti, di cui uno grave, mentre l’esercito israeliano parla di quattro soldati feriti. La Farnesina conferma la presenza di italiani a bordo ma esclude che ve ne siano tra le vittime. In un primo tempo si era parlato di 19 vittime, ma il numero totale resta comunque incerto.

Anzi, forse qualche cosa si può dire. Condivido questa dichiarazione di un esponente PD:

Della Seta (Pd): “Governo Nethanyau fuori dalla legalità internazionale”

“Quello che si è consumato stanotte con l’assalto di militari israeliani in acque internazionali alla Freedom Flotilla diretta a Gaza, è un atto di puro terrorismo che colloca il governo Nethanyau fuori dalla legalità internazionale e che impone adeguate reazioni diplomatiche da parte dell’Unione europea e dello stesso governo italiano, visto che a bordo ci sono diversi nostri concittadini”. E’ quanto dichiara il senatore Pd Roberto Della Seta, membro della Commissione speciale per i Diritti Umani

Perche i pacifisti portavano aiuti a Gaza. Lo riassume la principessa Ranya di Giordania:

La regina Rania: “Piccola davanti al coraggio dei volontari”

La regina Rania ha affidato a Twitter tutta la sua indignazione per il raid israeliano contro la flottiglia umanitaria in rotta verso Gaza. “Il coraggio e il sacrificio di quelli che, nel nome della giustizia, si trovavano a bordo mi fa sentire piccola – ha scritto la regina di Giordania, di origini palestinese – ogni nave che cerca di rompere il blocco è una nave della speranza, perché il 95 per cento dell’acqua potabile a Gaza è al di sotto degli standard dell’Oms e questo mette migliaia di neonati a rischi di avvelenamento; un terzo delle scuole è stato distrutto durante l’operazione ‘piombo fuso’ e non è stato ancora ricostruito; il 95 per cento delle attività commerciali è fallito per l’assedio e l’80 per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà”

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