Berlusconi, Tremonti, Calderoli, Romani.. tutti all’attacco di una “certa” Rai

Il Governo si appresta a varare una manovra che l’opinione pubblica percepisce come punitiva per lavoratori dipendenti e pensionati senza equità versò i ceti piu ricchi. Una manovra impopolare che potrebbe scalfire il consenso del Cavaliere.
Cosa fare allora per distogliere l’attenzione da tale situazione e per “assicurarsi” un futuro piu sereno senza “rompiscatole” pronti a criticare il Governo? “Usare” la crisi per zittire i media ostili.
Ieri ha iniziato le danze Tremonti, ospite di Ballarò, che ha polemizzato con il conduttore Floris in relazione alla sua retribuzione.
Ha proseguito oggi il leghista Calderoli lamentandosi degli alti stipendi dei dipendenti Rai. Ha continuato poi il responsabile delle Comunicazioni, Paolo Romani, attaccando Dandini, Tg3 e RaiNews, tessendo invece le lodi di Minzolini.
Nel frattempo il Premier è andato giù duro in diretta ieri sera, sempre su RaiTre.
Polemiche, soldi pubblici “sprecati”, tutto fa brodo pur di attaccare la Rai, anzi una “certa Rai”, quella non asservita agli interessi del Presidente del Consiglio e che in futuro, vista la crisi economica, potrebbe dare voce agli scontenti facendo riflettere sul vero valore del Governo e del suo operato.
Prevedibili certo ma pur sempre inquietanti.
Si preannuncia una estate molto calda per tutti gli avversari mediatici del Premier che lavorano per la azienda di Viale Mazzini.
In chiusura mi permetto solo una riflessione. Gli stipendi di Santoro, Floris e di altri “big” della tv pubblica mi sembrano sicuramente proporzionali al successo delle loro trasmissioni, le quali garantiscono introiti notevoli dal punto di vista pubblicitario. Sempre nella tv pubblica invece vi sono altrettanti personaggi, strapagati, che al contrario non offrono produzioni vincenti pur rimanendo ancora lì…. si cominci da loro no?































































