Il Tg1 si rinnova nella sigla, ma non nei contenuti (servili)
Nel giorno in cui il Senato approva la Legge Bavaglio sulle intercettazioni che tappa la bocca a media e giudici, il TG1 si rinnova. Cambia sigla, studio, grafica e conduttori. Voi direte.. e che c’entra. C’entra perche Minzolini ha avuto l’ardire di fare un nuovo editoriale in cui rinnega il servilismo verso Berlusconi e difende le sue scelte.
PS: intanto sono stati varati i palinsesti Rai per il prossimo anno. AnnoZero non c’è, come non c’è Parla con me. Per Santoro si parla di “programma informativo” senza specificare dove e quando. Sulla Dandini Masi insiste nel voler concedere una sola serata settimanale per dare spazio a Minoli ed all’Unità d’Italia. Confermate le serate per Saviano e Fazio, cancellata Mi manda RaiTre.

































































Le altre sigle furono queste. Su uno sfondo a riflessi bianchi e neri, appariva una telecamera
che mostrava solo il primo piano e aveva la scritta RAI Telegiornale. Successivamente veniva mostrata tutta la telecamera che aveva la scritta Telegiornale-Ci colleghiamo con Roma. La
sigla di chiusura mostrava la stessa telecamera con la scritta Fine del Telegiornale. Nella
musica venivano suonate le ultime 7 note. Nel 2008 questa sigla fu ridisegnata a colori,colorando la scritta RAI di blu sfumato, con il contorno color miele.
Nel 1954, venne cambiata la grafica della sigla, mantenendo la musica della sigla precedente. La grafica fu disegnata da Mario Sasso. Nella sigla di testa troviamo un globo terrestre con i continenti quasi invisibili. Su questo globo c’era una piccola scritta bianchiccia TELEGIORNALE. Attorno a questo globo c’era il celebre monogramma bianco con le lettere T e V che si sovrastavano e che ancora oggi è il simbolo della televisione italiana. La sigla di coda ha la stessa immagine e la stessa musica, che però era composta dalle ultime 7 note.
La sigla venne cambiata nel 1960. La musica rimane la stessa, ma suonata con il clavicembalo.
Nella sigla d’apertura c’era lo stesso globo della sigla precedente che stavolta gira su se stesso e ha i continenti visibili. Successivamente arriva, che nella sigla precedente non c’era, un monumento di trasmissione che emette onde elettromagnetiche: dalla punta del monumento,
uscivano fuori le lettere della parola TELEGIORNALE. La sigla nel 1969 fu leggermente modificata: sempre con la stessa musica di sottofondo, il monumento fu eliminato e il globo
emette le onde elettromagnetiche più velocemente. Questa sigla resistette fino al maggio del 1976.
Nel 1976 nella sigla c’erano gruppi di quadratini grigi che si trasformavano poi in quadratoni
più grandi. All’interno dei quadratoni c’era il logo del telegiornale bianco formato da una t
maiuscola, una g maiuscola un po’ più piccola e un 1. I quadratoni, man mano che diventavano
troppo grandi, uscivano dallo schermo. Al termine della sigla, rimaneva un globo terrestre
sostituito, nelle edizioni serali, da un immagine di Piazza di Spagna che veniva sorvegliata da
trinità dei Monti. La musica è suonata dagli ottoni dell’Orchestra Sinfonica della Rai.
Nella sigla successiva, rimanevano alcuni soggetti della precedente.I quadratoni sono diventati gialli e blu e anche la musica è rimasta la stessa. Il logo veniva leggermente modificato: è formato da una t minuscola, una g maiuscola e un 1 spostato in basso. Furono
eliminati il globo e l’immagine di Trinità dei Monti in tutte le edizioni serali. Il sottofondo della
sigla di coda è suonato dalle ultime sette note. In basso a sinistra, c’era un orologio digitale,
identico a quello del tg2. Questa sigla durò fino all’estate del 1986.
Nell’estate del 1986, il tg1 cambia logo e grafica. La musica è la stessa del 1976, ma registrata
di nuovo. Il logo è diventato giallo, tridimensionale e con gli angoli arrotondati. Nella sigla
grafica, su uno sfondo nero, entrava un globo terrestre azzurro chiaro. Da destra entrava,
che girava intorno al globo, una scritta TELEGIORNALE. La scritta era gialla, in stampatello
maiuscolo e in 3d: la terza dimensione era ottenuta dalla e dopo la l che era più ampia e tra la
larghezza trovava spazio. Successivamente appare il nuovo logo leggermente inclinato. La sigla finale, (che aveva la musica composta dalle ultime 7 note RE-MI-FA-SOL-LA-Si-DO) ha lo
stesso globo rotante su se stesso, il logo tg1 inclinato e, come nella sigla finale precedente, in basso a sinistra c’era un orologio digitale, identico a quello del tg2. La sigla durò fino al 1992.
Nel 1992 il tg di Rai 1 effettuò mutevoli cambiamenti: il nome della trasmissione diventò telegiornale uno, il logo durante tutta l’edizione compare in alto a destra e il conduttore è
ripreso a mezzobusto. Nella sigla grafica compare, zoomando all’indietro, un globo di
diversi colori: verde per l’edizione delle 13:30, rosa per l’edizione pomeridiana, blu per
le edizioni principali delle 20:00 e straordinarie, giallo per le edizioni serali e nero per
linea notte. Attorno al globo gira una scritta arancione TELEGIORNaLE (con la a minuscola)
che poi si ferma sul globo, mentre da sotto arriva la scritta UNO anch’essa arancione e che si
pone sotto TELEGIORNaLE. Nella sigla di chiusura c’è il logo leggermente inclinato. La musica
è suonata dalle ultime 7 note RE-MI-FA-SOL-LA-Si-DO.
Nel 1993 la trasmissione torna a chiamarsi tg1. La musica è tornata ad essere quella del 1976,
ma arrangiata elettronicamente. Nella sigla grafica, zoomando all’indietro, appare un globo
terrestre blu chiaro che gira su se stesso. Successivamente appare il nuovo logo del telegiornale con al centro una g allineata tra la t. Da sinistra verso destra attraversa la parte
alta dello schermo un sole bianco che, grazie ai suoi riflessi, lascia delle strisce orizzontali
bianche. La sigla di coda ha la parte finale di quella di testa, suonata dalle ultime 7 note. La
grafica è disegnata da Giuseppe Rogolino. Questa sigla durò fino al 5 ottobre 1998.
Questa sigla fu utilizzata dal 6 ottobre 1998 al 12 gennaio 2004. Su uno sfondo blu chiaro appare un globo terrestre azzurrino con riflessi arancioni che si tracciano su meridiani e
paralleli. Il globo (rotante su se stesso) cambia diverse inquadrature e, quando l’inquadratura
arriva all’altezza di Roma, da destra verso sinistra compare la scritta bianchiccia TELEGIORNALE. Successivamente il globo smette di ruotare ospitando il nuovo logo del tg1
al suo fianco, emettendo onde elettromagnetiche. La sigla di chiusura mostra l’inquadratura finale di quella di apertura. Per la prima volta la musica viene suonata tutta anche in chiusura.
la grafica è disegnata da Giuseppe Rogolino. Questa sigla durò fino al 12 gennaio 2004.
Infine, ecco la sigla che precede quella attuale. Su uno sfondo blu scuro, zoomando all’indietro, appare un globo terrestre che gira su se stesso velocemente. Compiuto un giro,
il globo si ferma leggermente, mentre la visuale zooma avanti, e appare il nuovo logo tg1.
La musica è suonata dagli ottoni dell’Orchestra Sinfonica della Rai sotto la tonalità in Do
maggiore. La sigla finale, zoomando anch’essa all’indietro, vede il logo del telegiornale rimpicciolirsi leggermente. Dal basso arrivano i nomi di direttore e vicedirettore, mentre
dall’altezza di Roma parte un’onda elettromagnetica. La grafica fu cambiata il 10 giugno 2010,
sempre con la stessa musica, anche se con varie modifiche.
in molte sigle comparve anche la scritta http://www.tg1.rai.it. Anche in quella attuale è presente