Dell’Utri condannato in appello, il Tg1 ribalta la notizia…..

Oggi Marcello Dell’Utri è stato condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, la sentenza assolve però il senatore del Pdl per “le condotte successive al 1992″:
La Corte ritiene invece provato che Dell’Utri intrattenne stretti rapporti con la vecchia mafia di Stefano Bontade e poi, dopo il 1980, con gli uomini di Totò Riina e Bernardo Provenzano, almeno fino alla stagione delle stragi di Falcone e Borsellino nel 1992.
Eccoli, allora, i capisaldi della condanna. Innanzitutto, l’assunzione del boss palermitano Vittorio Mangano per fare da stalliere nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi. “Attraverso la mediazione di Dell’Utri e del mafioso Gaetano Cinà – aveva ribadito il procuratore generale Nino Gatto poco prima che i giudici entrassero in camera di consiglio – Mangano assicurò protezione contro l’escalation dei sequestri a Milano”. Nell’autunno 1974, l’arrivo di Mangano sarebbe stato sancito da un incontro fra Dell’Utri, Berlusconi e i capimafia palermitani Stefano Bontade e Mimmo Teresi, nella sede della Edilnord. I giudici della corte d’appello hanno evidentemente creduto al pentito Francesco Di Carlo, che ha svelato di essere stato presente a quell’incontro.
Il tg1 però esalta l’assoluzione per i fatti dopo il 1992, come al solito l’informazione disinformata va avanti per la sua strada:
Sette anni a Dell’Utri, pena ridotta in appello. Il senatore assolto per la presunta trattativa Stato-Mafia dice “Sentenza pilatesca, confido nella cassazione”.































































