Cota trema, il Piemonte in bilico

Cota trema, se il ricorso verrà accolto in Piemonte si tornerà a votare. Il PD potrebbe lanciare Chiamparino, oramai a fine mandato a Torino, lasciando il capoluogo piemontese a Piero Fassino.
Espresso: il 15 luglio prossimo il Tar si deve pronunciare sulla validità complessiva delle elezioni piemontesi: il partito dei Pensionati (che era appunto alleato con Cota) ha infatti ottenuto 27 mila voti, quasi il triplo di quelli che hanno separato il leghista da Mercedes Bresso, assegnando la vittoria del centrodestra.
C’è quindi il rischio che il Tar acquisisca gli atti del processo penale a Giovine e annulli l’elezione: un «golpe giudiziario» secondo il governatore Cota, che ha imparato benissimo il lessico berlusconiano e ha marciato alla testa di una fiaccolata nel centro di Torino, il 28 giugno scorso, perché «non venga sovvertito il voto popolare». Sono stati urlati slogan contro la Bresso, contro i magistrati e contro Di Pietro, anche se quest’ultimo non c’entrava granché. C’erano circa cinquemila persone: oltre a Cota, in prima fila, Enzo Ghigo (senatore e boss del Pdl piemontese, ex dirigente della Fininvest negli anni Ottanta) e l’onorevole leghista Mario Borghezio, quello che va in giro per l’Europa a flirtare con i movimenti dell’estrema destra e i naziskin. // <






























































