Gli aquilani protestano a Roma, gravi incidenti. Il tg1 colpisce ancora…
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Quello che è accaduto oggi è gravissimo. Una popolazione sconvolta dal terremoto, senza casa e senza lavoro, che vede vanificate le promesse fatte dal governo, viene a Roma per manifestare e riceve una accoglienza spaventosa.
La cronaca degli scontri:
Tensione e tafferugli. Ma il momento più teso arriva circa mezz’ora più tardi quando, tolto il primo blocco, il corteo viene costretto a fermarsi a cento metri da piazza colonna da un cordone ancora più robusto di polizia, carabinieri e guardia di finanza. “Vogliamo solo chiedere aiuto: siamo senza casa e senza lavoro, perché non ci lasciate il diritto di manifestare?”, gridano in molti. Ma i manganelli spuntano quasi inaspettati. A qualche spinta un po’ più corposa, gli agenti rispondono con gli sfollagente e ne fanno le spese due ragazzi. “Mi sono trovato davanti, inerme. Non ho detto e non ho fatto nulla, ma mi sono trovato schiacciato tra i pochi che spingevano e quelli che menavano – racconta Marco, che ha la testa fasciata e il volto dolorante e incredulo di chi non riesce a capire il perché di una reazione così forte -. Quello che mi dispiace è che da una manifestazione pacifica venga fuori questa immagine. Non siamo venuti a fare casino, ma solo a rivendicare i nostri diritti e a chiedere sostegno per la nostra città”.
Spintonato anche il sindaco Cialente. “Non meritiamo di essere trattati così, abbiamo sempre fatto manifestazioni pacifiche e il blocco da parte delle forze dell’ordine non me lo aspettavo. Non ci è bastato il terremoto abbiamo preso anche le botte”. Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, anche lui in testa al corteo e, come Lolli, vittima di qualche ‘pestonè commenta amareggiato i tafferugli. “Sono stato calpestato nei tafferugli a piazza Venezia mentre cercavo di calmare gli animi”, ha rassicurato Cialente, dopo che si era sparsa la voce che fosse stato colpito da una manganellata.
ASSEDIATO PALAZZO GRAZIOLI – I manifestanti si erano ritrovati di mattina in piazza Venezia. Dopo una trattativa (la piazza davanti al Parlamento era già occupata da un’altra manifestazione autorizzata), le forze dell’ordine hanno lasciato passare i manifestanti su via del Corso. (VIDEO) Ma il corteo non è potuto entrare in piazza del Parlamento e così, dopo aver bloccato a lungo la strada, la folla è tornata indietro verso piazza Venezia. I manifestanti sono riusciti anche a forzare il blocco di via del Plebiscito, assediando Palazzo Grazioli: «Vergogna, a voi le pensioni d’oro e a noi le macerie» ha urlato la folla in mezzo alla strada. Il premier, proprio in quel momento riunito nella sua residenza con i vertici del Pdl per fare il punto sul Ddl intercettazioni, ha preferito blindarsi dentro al palazzo: i due portoni, solitamente aperti, sono stati chiusi. Da via del Plebiscito, il corteo si è diretto verso il Senato, fermandosi in piazza Navona.

In tutto questo il Tg1 continua la sua opera di disinformazione. Nell’edizione delle 13.30, confina la notizia in coda del telegiornale. Che squallore….
ROMA – Ancora una volta il TG1 di Augusto Minzolini ha colpito, nell’edizione delle 13.30. Questa volta con un servizio sugli aquilani che sono andati a Roma a manifestare. Innanzitutto interessante la collocazione: ci sono voluti quasi 20 minuti, prima di vedere il servizio, appena prima della parentesi sportiva che, come d’abitudine, chiude il TG (tanto che, essendo il TG1 osservato speciale, su Facebook molti avevano detto che non aveva dato la notizia, perchè era passato a quelle di secondaria importanza, ndr).
Naturalmente nessuna immagine delle forze dell’ordine che picchiavano cittadini indifesi, rei solo di protestare perchè le loro case sono distrutte e non hanno più un lavoro o una attività economica da mandare avanti. Un paio di veloci interviste e poi la chicca finale: i manifestanti hanno contestato Bersani.
Nessun accenno alle contestazioni contro il governo e contro Berlusconi, nessun accenno a tutti gli altri cori scanditi durante la manifestazione. La cosa importante è che alcune decine di manifestanti, quando il segretario del Pd è arrivato, l’hanno contestato.
Ciliegina sulla torta: la dichiarazione di Giovanardi, che invita il sindaco de L’Aquila Cialente e la ex presidente della provinca Pezzopane ad “andare a lavorare”:
«Se i suddetti capipopolo … se ne stessero all’Aquila a lavorare per la ricostruzione, sicuramente non dovremmo registrare questi vergognosi, incredibili ritardi per la realizzazione di strutture che per loro responsabilit… sono ancora totalmente al palo».































































