Fiat lascia Federmeccanica per dire addio al contratto nazionale?

Un mese fa, in pieno referendum a Pomigliano sull’accordo Fiat-Sindacati, esprimevo i miei timori sul futuro degli operai e dei dipendenti della azienda torinese:
Personalmente credo che per “chiunque vinca stasera” gli sconfitti sono e rimarranno sempre i dipendenti. Sotto ricatto, da parte della impresa. Costretti a scegliere tra due opzioni. Triplicare gli orari di straordinario mensili vedendosi privati di alcuni diritti oppure rinuciare al lavoro. Una vera e propria” bomba” quella di Pomigliano.
Con un governo che punta a riformare l’articolo 41 dando mano libera alle imprese rispetto alla protezione sociale dei lavoratori, l’asse con la Fiat sembra perfetto. Il governo mina la pace sociale e la azienda torinese apre la “breccia” nello statuto dei lavoratori. Se, come penso, passerà il Si al referendum questo accordo diverrà l’archetipo da imitare per tutte le altre imprese. Una breccia fatta appunto per distruggere lo statuto e le norme della Carta Costituzionale che tutelano i lavoratori dai soprusi di certi imprenditori.
Ecco i risultati:
Cisl e Uil avranno ancora il coraggio di guardare negli occhi i loro tesserati? Veltroni, ed il Governo, che hanno sempre lodato Marchionne cosa diranno ora?
































































