Caos PD-Lazio, il dalemiano Mazzoli si dimette, mancano i numeri per eleggere il nuovo segretario regionale

Nel momento in cui il Pdl si sfascia, mi preme sottolineare come il PD non stia molto meglio. E’ di questi giorni la notizia della crisi apertasi nei Democratici del Lazio. Per capire meglio di cosa si tratta, dobbiamo però fare un passo indietro. Un anno fa il segretario PD Laziale era Morassut, veltroniano, ex assessore delle giunte Veltroni.
Dopo le dimissioni di Veltroni si procedette alle elezioni primarie non solo per il segretario nazionale ma anche per i vari coordinatori locali. Morassut venne ricandidato per la mozione Franceschini. I bersaniani avrebbero voluto convergere verso Stefano Fassina ma D’Alema si mise di mezzo imponendo il fidato Mazzoli, presidente della Provincia di Viterbo:
La candidatura del dalemiano Mazzoli al posto di Fassina, gradito a Bersani, ha scatenato le ire dei sostenitori della mozione Bersani del Lazio, che pure non si riconoscono nel leader baffuto.Ecco che nascono, allora, dalle quasi ceneri della mozione Bersani, i dissenzienti (da Montino a Foschi, da Cosentino a Miccoli, dalla Colaceci e Valeriani), che oggi Morassut cerca di portare a sé .
Anche grazie a questo colpo di forza dell’ex Premier, condito poi da scelte discutibili di Mazzoli stesso, io votai scheda bianca alle primarie del coordinatore laziale.
Mazzoli fu eletto e ne combinò di tutti i colori, ne è la prova la pessima gestione delle candidature nelle regionali del Lazio. Il PD incassò un ulteriore arretramento (dal 28 delle europee al 26 delle regionali), Bonino fu sconfitta. Una debacle totale.
Dopo alcuni mesi travagliati il 30 maggio l’assemblea regionale con 206 voti su 400 ha sfiduciato il segrerario laziale, che si è dichiarato pronto a dimettersi.
Pd nel caos. Mazzoli sfiduciato: «Vado via»
Dopo due mesi, nel silenzio dei media, si è arrivati alla votazione per l’elezione del nuovo segretario regionale. D’Alema ha continuato a farla da padrone, i bersaniani hanno candidato un suo fedelissimo, Piero Latino:
Intanto l’ala bersaniana, seppure non nella sua totalita’, si e’ mossa per raccogliere consensi intorno a Piero Latino, dalemiano doc. Anche la mozione Marino, anche qui tra molte indecisioni, ha dato l’ok al nome di Latino
E ieri, ecco la sorpresa:
Il voto dell’assemblea regionale non ha consegnato a Piero Latino la maggioranza qualificata dei voti, fissata a 201, per essere eletto nuovo segretario regionale del partito. Al termine dello spoglio delle schede i votanti sono stati 211: il risultato è 166 voti a favore di Piero Latino, 25 no, 3 schede nulle e 17 bianche. “Credo che l’abbiamo messa tutta, ma non è andata” ha detto Piero Latino al termine dello spoglio delle schede. “Il voto – ha aggiunto – dimostra che c’è qualcosa di irrisolto nel nostro partito, confermo che non intendo assumere la segreteria del partito regionale con questa maggioranza”.
Ennesimo benservito a D’Alema ed ai suoi. Benissimo. Avanti cosi, ora si andrà probabilmente ad elezioni primarie per eleggere il nuovo coordinatore-segretario del Lazio.
Tutto questo però fa capire quanto il Partito Democratico sia lacerato internamente forse piu del Pdl . Da questa parte tutti vogliono dire la loro e c’è chi, come D’Alema, da lezioni a Vendola salvo poi passare di sconfitta in sconfitta.































































