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Elezioni anticipate, l’Italia dei Valori si divide: Di Pietro favorevole, De Magistris si oppone

6 agosto, 2010

Mentre il Partito Democratico appare abbastanza deciso, in caso di crollo del governo, ad orientarsi verso un esecutivo di transizione che possa cambiare la legge elettorale ed approvare alcuni provvedimenti su economia e lavoro, l’Italia dei Valori si divide sulla opportunità di chiedere le elezioni anticipate:

Dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano” l’europarlamentare Idv Luigi De Magistris, da molti indicato come il capofila di una corrente alternativa a quella del leader Di Pietro, dichiara quanto segue:

Eppure proprio il ricorso alle urne, in via teorica il più giusto, rischia di trasformarsi in un appuntamento svuotato di democraticità. La strada della parola riconsegnata ai cittadini è la migliore se non vivessimo i mala tempora che pure currunt. L’attuale legge elettorale e la depotenziata e mai attuata legge sul conflitto di interessi finirebbero, infatti, per garantire al sire di Arcore, in occasione delle elezioni, una nuova volata verso Palazzo Chigi. Per questo più intelligente e opportuno è impegnarsi a realizzare un governo a tempo, di fedeltà costituzionale, che attui la riforma della legge elettorale per restituire il diritto di scegliere i propri rappresentanti parlamentari ai cittadini, attualmente espropriati di questo stesso diritto conferito alle segreterie dei partiti da una norma liberticida. Così come altrettanto urgente è garantire un sistema di informazione realmente pluralista, anche e soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, che vedranno i media ancora una volta esposti al tentativo di ‘occupazione’ del premier.

Dallo stesso quotidiano Di Pietro, rispondendo all’appello di Flores d’Arcais che tendeva a scongiurare le elezioni anticipate privilegiando l’ipotesi di un governo tecnico, risponde indirettanente anche a Luigi De Magistris:

Insomma e in conclusione: è inutile cercare di cambiare da dentro le regole del gioco (legge elettorale, conflitto di interessi o pluralità dell’informazione).  Non lo faranno e non ce lo faranno fare. Meglio attrezzarci da subito con una “coalizione alternativa” di nuovo conio per essere pronti ad affrontare le elezioni quando ci saranno, anche a costo di andarci con le attuali “regole capestro”, piuttosto che sognare coalizioni di “lealtà costituzionale”, come utopisticamente e genuinamente le hai chiamate tu, o di “responsabilità nazionale”, come furbescamente le ha definite Casini con il chiaro scopo di andare lui al governo al posto di Berlusconi, cosa che molti del Pd sembrano già disposti a barattare, come hanno fatto per Vietti al Csm.

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