Biblioteca: Alta Fedeltà

Nell’appuntamento odierno vi parlo di “Alta Fedeltà”. Il libro di Nick Hornby, autore del celebre “Febbre a 90°”, sembra perfetto per i “trentenni” di oggi. Il protagonista , Robert Fleming, proprietario di un negozio di dischi nell’Inghilterra di metà anni novanta, è stato lasciato dalla sua ragazza, Laura. Questo avvenimento, assieme alla passione per la musica, è il filo conduttore del romanzo, nel quale Rob mette a nudo la propria vita, sentimentale e non.
In sostanza il romanzo risulta essere una analisi della generazione di “mezzo”, quella dei “non piu ragazzi” che faticano a diventare uomini. In Alta Fedeltà troverete anche molte citazioni musicali, titoli di brani e nomi di svariati artisti.
Dal libro, nel 2000, è stato tratto anche un film, interpretato da John Cusack
L’incipit del primo capitolo:
Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:
1) Alison Ashworth
2) Penny Hardwick
3) Jackie Allen
4) Charlie Nicholson
5) Sarah Kendrew
Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti tra le prime dieci, ma no c’è spazio per te tra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare.
Questo forse suona più cattivo di quanto vorrei, ma il fatto è che noi siamo troppo cresciuti per rovinarci la vita a vicenda, e questo è un bene, non un male, per cui se non sei in classifica, non prenderla sul piano personale.
Quei tempi sono passati, e che liberazione, cazzo; l’infelicità significava davvero qualcosa, allora. Adesso è solo una seccatura, un pò come avere il raffreddore o essere al verde. Se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima.
Questa la “descrizione” del negozio fatta dal protagonista:
“Il mio negozio si chiama Championship Vinyl. Vendo dischi di musica punk, blues, soul e R&B, un po’ di ska, qualcosina delle Antille, alcuni pop degli anni Sessanta – tutto per il serio collezionista di dischi, come dice la scritta, ironicamente all’antica, sulla vetrina. Stiamo in una tranquilla strada di Halloway, prudentemente piazzati in modo da attirare il minor numero possibile di curiosi di passaggio; non c’è nessuna ragione di capitare qui, a meno che uno non viva da queste parti, e la gente che vive da queste parti non sembra esageratamente interessata al mio Stiff Little Fingers etichetta bianca o alla mia unica copia di Blonde on Blonde”
































































