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Crisi politica, scontri sociali: l’Autunno nero che si prospetta per il nostro paese

8 settembre, 2010

L’aggressione a Bonanni, colpito da un petardo durante la festa del Pd di Torino  in piena contestazione attuata dai Centri sociali, non è un buon viatico per il futuro.

Un autunno Nero è in arrivo nel nostro paese. Le avvisaglie ci sono tutte. I nodi politici che vengono al pettine e quelli sociali che stanno esplodendo. Nel mondo del lavoro irrompe la corazzata Fiat pronta a mettere in mora lo statuto del lavoratori. In principio fu Pomigliano, poi è arrivata la minaccia di lasciare Federmeccanica, minaccia che ha spinto la confederazione a disdire il rinnovo del contratto nazionale fatto nel 2008, peraltro già superato da un nuovo contratto siglato nel 2009 senza la Fiom. Ed ora decine e decine di imprese sono pronte ad attuare provvedimenti simili, atti a rinegoziare i diritti fin qui goduti dai lavoratori. E’ il mondo che cambia dicono, è la globalizzazione, la Cina che avanza.

Invece di battersi perche anche in paesi come Cina e Korea vi siano diritti certi per i lavoratori, si preferisce la strada piu “comoda”, adeguare l’Occidente allo sfruttamento in atto nel Secondo e Terzo Mondo. E quindi ai lavoratori vanno negati alcuni diritti per permettere alle nostre imprese di rimanere competitive. Tutto questo accade naturalmente con la silente compiacenza del governo e la complicità di sindacati come CISL e UIL.

La contestazione di oggi a Bonanni non aiuta, anzi peggiora la situazione. Primo perche la violenza è da respingere in OGNI CASO. Secondo perche ora i contestatori della linea di CISL e UIL, appiattita su Confindustria, sono piu deboli.

Chi contrasta quei sindacati verrà accusato di “fomentare l’odio e lo scontro sociale”, senza capire che lo scontro arriva quando c’è un disagio di fondo. Disagio che certi settori sindacali non hanno ancora intuito nella sua gravità.

Sul fronte politico non siamo messi meglio. La faida interna al CentroDestra rischia di destabilizzare tutto il paese. Berlusconi e Bossi cercheranno in tutti i modi di defestrare Fini che resisterà sino all’ultimo. La Lega potrebbe spazientirsi staccando la spina al Governo, con Berlusconi che quindi non sarebbe gravato dalla responsabilità della “rottura”. Cosa accadrà poi non è dato sapere. Un Governo tecnico per cambiare la legge elettorale potrebbe vedere la discesa in campo di milioni di elettori del centrodestra, pronti a protestare contro un esecutivo a loro dire “illegittimo”.

In tutto questo contesto la Sinistra appare sempre debole, sia a livello di proposte ( e mobilitazioni) in difesa dei lavoratori sia dal punto di vista della strategia politica. Il PD non puo contrastare le scelte di Marchionne semplicemente perche al suo interno ha frange che spingono in difesa della linea Fiat, stessa cosa per altri nodi politici. Cosi facendo da il là a movimenti come quello di Grillo che rischia di erodere fette di consenso al CentroSinistra. In una situazione del genere Berlusconi avrebbe ampie possibilità di vincere eventuali elezioni anticipate. Il Leader del PDL è pronto a tutto pur di difendere i suoi interessi personali e per salvarsi dai processi.

Forza e coraggio. Ce ne vuole tanto di questi tempi.

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