Venezia, vince “Somewhere” di Coppola: un bel film in cui l’Italia fa una figura pessima

Ieri sera si è chiusa la 67esima edizione del Festival del Cinema di Venezia. Il Leone d’Oro per la miglior pellicola è andato a “Somewhere” di Sofia Coppola.
Il film racconta la vita quotidiana di un attore americano, Johnny Marco. Johnny alloggia in un lussuoso albergo di Los Angeles, si trascina da una intervista all’altra, da un set promozionale all’altro cambiando donne come se fossero orpelli da portare un giorno si e l’altro no. La “classica” vita di un attore di successo.
Tutto cambia quando sua figlia adolescente si trasferisce temporanemante da lui. La vita di Johnny si riempie di quotidianità, dal gioco con la Guitar Hero allo spuntino di mezzanotte ordinando il gelato e mangiandolo nel lettone.
L’attore dalla vita apparentemente esaltante ma interiormente vuota si rianima vivendo la sua paternità salvo piombare nella depressione al momento della separazione dalla figlia.
Un film lento, che fa riflettere sui veri “valori” della vita. Non sempre il successo regala la felicità che magari si cela nello sguardo di una persona piuttosto che nel guidare un bolide di ultima produzione.
Una nota stonata rimane la rappresentazione grottesca che la Coppola fa dell’Italia, con Marco che si reca a Milano per ritirare il Telegatto. Simona Ventura, Nino Frassica e Valeria Marini mostrano il “peggio” della nostra televisione, fatta di trash e paillettes. E’ forte il rischoi che lo spettatore straniero confonda “quel tipo di televisione” con l’intero Cinema Italiano, il quale non è costituito solo da Vanzina e Neri Parenti ma anche da Virzi, Avati, Sorrentino, Salvatores, Tornatore, Ozpetec, Bellocchio e da tanti altri professionisti che con i loro film cercano di comunicare qualcosa oltre al vuoto pneumatico espresso dalla Tv di Berlusconi.
Voto:
Tre stelle su cinque
*3/5*
































































Credo sia esagerata la critica.
D’altra parte in 5 minuti non si può influenzare il
mondo.
in 5 minuti si puo fare di tutto, anche distruggere l’immagine di un paese. Coppola sarà stata in buona fede, avendo raccontato alcuni suoi ricordi di bambina, ma ha confuso il cinema con la tv. Da noi la tv è rappresentata dal trash figlio di mediaset. Nel cinema ci sono ancora alcune eccellenze, penalizzate dai pochi minuti visti in somewhere.
Abbiamo trovato il film a dir poco osceno……. oltre a costituire un insulto per le donne. Se questo è il frutto della critica di Venezia, meglio invitare Tarantino ad abbandonare…..
Non altro Massimo Cristina