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In prima fila: La solitudine dei numeri primi

18 settembre, 2010

Una nuova rubrica si affaccia sul Blog. Come tutti voi anche il sottoscritto, ogni tanto, si reca al Cinema. Ed allora mi sono detto: “Perche non scrivere una breve critica di ciò che vedo?”. Detto fatto. Con “In Prima Fila, il Cinema visto da Candido“  vi “beccherete” periodicamente le mie impressioni su alcuni film in proiezione. Piu avanti probabilmente allargherò la rubrica anche ai Dvd, con un particolare interesse ai classici americani degli anni cinquanta e sessanta.

Buona lettura

Il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Paolo Giordano, che tanto successo ha riscosso negli anni scorsi. Alice e Mattia sono i protagonisti della storia, divisa in diversi flashback che aiutano a raccontare la travagliata esistenza dei due ragazzi. La loro vita da bambini, l’adolescenza ed infine la maturità.

Alice è una ragazzina tormentata dall’esigenza di un padre sempre pretenzioso oltre ogni limite. Mattia è un bambino molto intelligente “costretto”  da una madre assente ad occuparsi in prima persona della sorellina gemella, sofferente di una malattia mentale. L’inadeguatezza dei genitori segnerà per sempre i piccoli provocando danni irreparabili, dal punto di vista fisico e mentale.

Le loro storie  si intrecciano durante l’adolescenza, quando iniziano a frequentare la stessa scuola. Da quel momento, anche se con alti e bassi dovuti al loro carattere “borderline”, l’amicizia si cementerà rimanendo una costante sino alla fine della storia e rendendo i due “numeri primi” un po’ meno soli.

La regia del film è di Saverio Costanzo, figlio del piu noto Maurizio. La sceneggiatura è stata scritta a quattro mani assieme all’autore del libro Paolo Giordano. Alba Rohrwacher e Luca Marinelli interpretano Alice e Mattia da adulti, Isabella Rossellini è la madre di Mattia. Da segnare un cameo di Filippo Timi in cui l’attore si esibisce in un clown in stile “Stephen King”.

La pellicola, come anche il libro, tratta di storie intense, tragiche. Racconta  l’esistenza di adolescenti difficili, isolati dagli altri. Il ritratto finale è decisamente colpevolista nei confronti dei genitori, i quali in alcuni casi caricano i figli di responsabilità troppo grandi per la loro età in parte perche vorrebbero “plasmarli” a loro immagine e somiglianza, in parte per sfuggire alle loro di responsabilità. Il risultato di tali comportamenti spesso segna i bimbi per sempre, rendendoli dei “numeri primi” destinati alla solitudine.

Voto:

Tre stelle su cinque

*3/5*

2 commenti Lascia un →
  1. Lara permalink
    18 settembre, 2010 7:53 pm

    E’ un’ottima descrizione del film, però manca il giudizio. Si potrebbero magari dare delle stellette o comunque esprimere un voto in qualche modo.

  2. candidonews permalink*
    19 settembre, 2010 2:28 pm

    grazie, accetto il consiglio! :)

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