Notizie dimenticate: Haiti, a quasi un anno dal terremoto l’isola è stata abbandonata a se stessa….
Quasi un anno fa il mondo accese i riflettori mediatici sulla tragedia di Haiti, l’isola americana sconvolta dal terremoto. Migliaia di morti e tante telecamere pronte a raccontare le piccole e grandi tragedie di un popolo già provato da una povertà decennale.
Quali sono le condizioni di Haiti oggi? Come procede la ricostruzione, a telecamere spente?
Scrive Alessandro Gatta per La Voce:
La tragedia di Haiti ha perso la sua valenza mediatica e il tutto il mondo pare essersene dimenticato. Le ultime notizie che giungono dall’isola però sono tutt’altro che buone, e anche i primi risultati positivi post terremoto sono degenerati rapidamente a causa della corruzione dilagante e dei fondi umanitari che, come sempre, tardano ad arrivare.
E’ passato quasi un anno ma, come confermato svariate fonti ufficiali, l’emergenza umanitaria non accenna a fermarsi. Anche l’agenzia di stampa vaticana Fides ha confermato lo stato critico in cui ancora versa l’isola caraibica: il nunzio apostolico Bernardito Auza ha fotografato la situazione come disperata e senza soluzione.
“La situazione umanitaria è sempre di emergenza – spiega Auza a Radio Vaticana – Oltre un milione di sfollati vivono in campi di fortuna, che in questi mesi sono aumentati, e una soluzione fino ad ora pare introvabile”. Anche il campo di transizione di Corail, a nord est della capitale, pubblicizzato dalla stampa internazionale come un successo umanitario, è stato chiuso malamente lasciando senza casa, acqua e servizi quasi ventimila persone.
…..“Costruire case definitive non è nemmeno nell’agenda di governo – conclude – e solo alcune ong cercano di costruire abitazioni permanenti”. Un incubo che sembra non finire mai, in attesa di una ricostruzione che per ora è stata solo una promessa non mantenuta.
Su Il Quotidiano possiamo leggere di un accordo tra Parigi e Washington per la ricostruzione dell’Ospedale principale della Capitale Port au Prince:
Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton è, infatti, pronta a firmare a New York con il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner un accordo che fissa i finanziamenti per la messa a nuovo del centro sanitario. Si tratta di un investimento di 50 milioni di dollari.
Da euronews apprendiamo che dalle strade del paese sono stati rimossi solo il 2% dei resti degli edifici crollati. Haiti è ancora sotto le macerie. L’Onu denuncia che meno del 20% degli aiuti finanziari internazionali promessi è sinora pervenuto. Si temono rivolte sociali a breve.
L’Italia è presente nell’isola con varie associazioni. La NPH-Fondazione Francesca Rava, ad esempio, si occupa di 2.500 bambini haitiani. Qui trovate un blog dove avere notizie su Haiti e sui progressi fatti dalla associazione.
Una situazione drammatica, una emergenza aperta e sempre piu grave che non è piu sulle prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali, impegnati a parlare delle case di Montecarlo o del gossip del momento.
Torneremo ad occuparci di Haiti, come de L’Aquila, del Pakistan, del Sudan e di tutte le altre emergenze dimenticate.
































































