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5 mesi senza Ministro: perche Berlusconi non “molla” la Poltrona dello Sviluppo Economico?

2 ottobre, 2010

Sono piu di cinque mesi che l’Italia non ha un Ministro dello Sviluppo Economico. Cosa significa? Leggete qui:

Da il Post di qualche mese fa:

Invece in questi grigi 90 giorni il ministero dello Sviluppo è stato prima privato della possibilità di spendere e poi si è tentato in diversi modi di spogliarlo delle sue prerogative tramite uno spezzatino delle deleghe a favore di altri dicasteri. Per poco non si è arrivati a teorizzare che un Paese industriale può andare avanti senza un ministero che si occupi di industria. Ora non sappiamo se bisognerà aspettare settembre per conoscere il nome del successore di Scajola ma i dossier che si stanno accumulando sulla scrivania richiedono una presenza incisiva. È di ieri il dato-choc sul calo delle immatricolazioni di nuove auto e altrettanto preoccupante si presenta il secondo semestre 2010 della siderurgia. Per chi lo avesse dimenticato, auto e siderurgia sono i settori in cui operano le (restanti) grandi imprese italiane.

Peraltro il New York Times qualche settimana fa ha pubblicato un articolo interessante sull’Italia di cui riporto alcuni estratti (sempre grazie al Post):

Gli economisti vedono in Italia un paese il cui settore dei servizi è dominato dalle corporazioni, che alzano i prezzi e le barriere di ingresso nelle professioni in crisi, come per esempio quella dei tassisti. E vedono una classe imprenditoriale timida. E vedono un sistema politico dedicato agli elettori più anziani che vogliono mantenere quel che hanno, anche se questo condanna la nazione ad anni di stasi…..

….Intanto i nostri partner non stavano con le mani in mano. Segnatamente la Germania, che rispetto a noi ha un vantaggio eccezionale: la sua industria è complementare ai cinesi e non diretta concorrente. Solo per fare un esempio, la Volkswagen, che ha già 9 stabilimenti in Cina, sta progettando il decimo e l’undicesimo. Dunque, applaudiamo le nostre performance nell’export ma dobbiamo sapere che c’è bisogno di qualche riflessione in più, di chiarirsi le idee sul futuro del sistema produttivo, in sintesi di darsi una strategia. Se non altro perché sono molti i Paesi che hanno scelto come via d’uscita dalla recessione proprio l’accelerazione delle vendite all’estero e quindi non ci sarà abbastanza torta per tutti. Non chiamiamola «politica industriale» perché l’espressione evoca anatemi, ma di sicuro un governo — di qualsiasi orientamento — non può apparire afasico come nel caso Marchionne-Serbia.

Un Ministro serve, è chiaro. La domanda è ..perche Berlusconi non lo ha ancora nominato? Cosa sta “facendo” nel frattempo? Il Ministero si occupa anche di telecomunicazioni, ci sono in ballo alcune frequenze televisive, il piano di ripartizione nazionale dei canali tv… non vorrei che questo fosse il vero motivo per il quale ancora non esiste un Ministro. Eppure, visto che i pdellini sono tutti aziendalisti, non serve che Berlusconi gestisca direttamente le cose, basta delegare, come fece con Gasparri…. vedremo

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