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Dossier: Carceri, tra suicidi e pochi fondi, un viaggio nel mondo dei penitenziari italiani

5 ottobre, 2010

Nuova Rubrica per il Blog. Periodicamente affronteremo alcuni dei problemi che affliggono il nostro Paese, da quelli di maggiore attualità a quelli meno noti, senza dimenticare le inchieste politiche e gli approfondimenti sulle emergenze nel resto del globo. Dossier, un occhio sull’Italia e sul Mondo .

Iniziamo con un tema scottante. E’ di oggi la notizia dell’ennesimo suicidio di un detenuto. La numero 52 dall’inizio dell’anno. Mentre Berlusconi prepara delle leggi per salvare la sua persona dai processi in corso, le carceri italiane scoppiano!

Nel 2006 una parte del centrosinistra assieme a Forza Italia ed Udc approvò l’Indulto, un provvedimento discutibile, discusso  e controverso che ha “liberato” 1/3 dei detenuti ma che non ha previsto alcuna riforma. I risultati? dopo quattro anni siamo d’accapo, i penitenziari sono stracolmi. Un grafico tratto da un dossier della comunità di Sant’Egidio lo dimostra:

Come potete vedere dal grafico siamo al record dei record. Piu di 65.000 detenuti ospitati in penitenziari che ne potrebbero contenere al massimo 40.000. Di seguito altre tabelle che mostrano le situazioni disperate di alcune carceri italiane ed il confronto con quelle Europee:

Non va meglio dal punto di vista economico. Non ci sono soldi. Se, come dice l’articolo 27 della nostra Carta Costituzionale, “la pena deve tendere alla rieducazione del condannato”, c’è da dire che ad oggi non ci sono i fondi per poter aspirare a “rieducare”, si fa fatica a far sopravvivere tutto il sistema carcerario ed il Governo Berlusconi ha continuato nei tagli di spesa, come ci dice il centro studio “Ristretti Orizzonti”:

Da Avvenire: «Nel 2008 la spesa per il carcere ha segnato il massimo storico, con quasi 3 miliardi di euro», spiegano ancora da Ristretti Orizzonti. Ma nel 2010, per effetto dei tagli imposti dalla Finanziaria del 2008 e del 2009 e della sottrazione di 80 milioni di euro relativi all’assistenza sanitaria diventata di competenza del ministero della salute, la spesa fa segnare il minimo storico, con 2 miliardi e 204 milioni di euro. «Così mentre il sovraffollamento ha raggiunto livelli mai visti – denuncia Ristretti Orizzonti – la spesa media giornaliera pro capite è passata dai 198 euro del 2007 ai 113 di oggi».
A fare la parte del leone (80% del budget) sono i costi relativi al personale: polizia penitenziaria, amministrativi, dirigenti, educatori etc) mentre solo il 13% del budget è destinato al mantenimento dei detenuti: vitto, corredo, istruzione e assistenza sociale)…..

Rieducare? Aiutare? Reinserire nella società? Con 11 centesimi al giorno….

«Per quanto riguarda la rieducazione, la spesa risulta a livelli irrisori – spiegano da Ristretti Orizzonti -. Nel “trattamento della personalità e assistenza psicologica” vengono investiti ben otto centesimi di euro al giorno. Appena maggiore il costo sostenuto per le “attività scolastiche, culturali, ricreative e sportive”, pari a 11 centesimi al giorno».  È con questi soldi che si dovrebbero pagare, ad esempio, gli psicologi che, nella quasi totalità, lavorano in convenzione con l’amministrazione penitenziaria e che possono giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione dei suicidi.

Un dossier della Comunità di Sant’Egidio precisa come i reati siano in netto calo negli ultimi anni, a fronte di una aumento degli arresti:

Nel periodo gennaio-agosto 2009 si è registrato un calo medio dell’8,2% di
tutti i reati commessi2: in particolare le rapine sono diminuite del 20% e quelle
negli esercizi commerciali del 25%.
Anche a Roma un netto calo nel numero dei delitti e dei reati “predatori”.
La media mensile dei delitti nel 2006 era di 18.448; nel 2007 di 18.808, nel
2008 di 15.521. Nel gennaio 2009 i delitti divengono 12.074….

….A fronte dell’evidente calo dei reati gli arresti in un anno sono saliti quasi del
5%
. In media in un giorno 440 persone entrano in carcere.

Ed ancora, tanto per far capire quanto sia farraginosa la nostra legislazione, c’è da precisare che il 50% dei detenuti rimane in carcere per MENO DI 15 GIORNI. Pensate a quanto lavoro in piu per il personale penitenziario (nonchè per la magistratura). Un problema simile potrebbe essere risolto depenalizzando alcuni reati lievi:

Il 50 % dei detenuti ha una permanenze in carcere inferiore a 11 giorni. 2/3
dei detenuti in attesa di giudizio: rimangono in carcere 48 ore in attesa della
convalida dell’arresto. Inutile aggravio di lavoro per il personale della polizia
penitenziaria.

E chi sconta tutta la pena, dopo essere uscito, è destinato a tornare:

Il portavoce ha ricordato che per chi ha scontato tutta la pena in carcere c’è un tasso di recidiva medio del 66%

E’ chiaro quali conseguenze possano esserci per detenuti e  personale carcerario. L’aumento del numero dei suicidi non è un caso. Ad oggi sono piu di 50 i prigionieri che hanno deciso di farla finita. Il Blog Metilparaben da mesi tiene il triste conto dei deceduti in carcere. Si suicidano soprattutto i giovani e le persone in attesa di giudizio:

Da Ristretti.it: In carcere ci si uccide nel primo e nel primissimo periodo di permanenza. Nel 2002 il 61% dei casi di suicidio riguarda reclusi da meno di un anno. Percentuale che nel 2003 sale al 61,9%. Nello stesso anno il 51,6% dei suicidi si verifica nei primi sei mesi di reclusione e, dato ancora più allarmante, il 17,2% nella prima settimana di reclusione.
Al contrario di quanto accade fuori dalle sbarre, in carcere a uccidersi sono soprattutto i giovani: nella fascia tra i 18 e i 24 anni i suicidi sono quasi 50 volte più numerosi che tra la popolazione non reclusa.

Perchè suicidarsi? A parte l’affollamento, la scarsa igiene, una delle cause principali è la violenza sessuale, subita da alcuni detenuti, soprattutto giovani, e che li porta alle estreme conseguenze. Di questo fenomeno si parla poco, quasi per nulla, senza peraltro porvi rimedio.

Ma non sono soli i prigionieri a togliersi la vita, il problema riguarda anche le guardie carcerarie, sottoposte ad un notevole stress a causa del sovraffollamento, della mancanza di fondi:

Da Rassegna stampa (2008) Sessantaquattro suicidi dal 1997 al 2007, quattro nei primi mesi di quest’anno. Gli ultimi due casi risalgono al 3 aprile scorso, quando, nel giro di poche ore, si sono tolti la vita un assistente capo di 46 anni, in servizio presso la casa circondariale di Biella, e un viceispettore che lavorava nell’istituto di pena di Matera.

Questi i dati. Come risolvere il problema “Carceri”? Nessuno ha la bacchetta magica ma alcune cose possono essere fatte. Innanzitutto depenalizzare alcuni reati minori convertendoli in pene pecuniarie o arresti domiciliari. Creare strutture dove possano soggiornare i malati cronici, quelli oncologici, i tossicodipendenti. Aumentare il personale medico e di guardia. Aumentare i piani di lavoro all’interno ed all’esterno del carcere, cosi da permettere un reinserimento futuro dei detenuti, applicando quindi l’articolo 27 della Costituzione. Si potrebbero utilizzare i prigionieri per lavori socialmente utili cosi da contribuire parzialmente al finanziamento del sistema. C’è sempre l’opzione della costruzione di nuove strutture carcerarie.

Una cosa è certa, la situazione odierna, mai raggiunta prima, è altamente esplosiva. Le istituzioni devono trovare una soluzione prima che il disagio interno si tramuti in violenza.

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