In prima fila: “La Pecora Nera”


Regia di Ascanio Celestini. Con Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis.
Trama
Il protagonista della pellicola è Nicola (Ascanio Celestini), un trentacinquenne che vive in un istituto psichiatrico. Il film , girato nel “presente”, ripercorre anche l’infanzia dell’uomo. Attraverso alcuni flashback si intuisce il profondo degrado in cui è cresciuto il piccolo Nicola. Emergono le figure della nonna, una donna umile e poco istruita che barattava buoni voti per il nipote con uova fresche; la madre del bambino, rinchiusa in un ospedale psichiatrico; il padre ed i fratelli, persone poco raccomandabili.
Il presente vede invece l’uomo impegnato in un tran tran quotidiano all’interno della vita del nosocomio in cui soggiorna. Ogni giorno infatti collabora con la suora direttrice dell’istitutito (Luisa De Santis), accompagnandola a fare la spesa. Con lui c’è sempre un suo amico, interpretato da Giorgio Tirabassi, il quale presenta chiari segni di disagio mentale. Nel supermercato Nicola ritrova Marinella (Maya Sansa), la sua fidanzatina dei tempi dell’infanzia, ora impegnata a vendere caffè ai clienti.
In realtà l’amico “speciale” di Nicola, che lo segue sempre ed ovunque, non è altro che Nicola stesso, il quale si rivela essere uno dei pazienti della struttura sanitaria, ricoverato molti anni prima perche considerato un “bambino difficile” e poi avviato all’elettroshock a causa di un malinteso.
Critica
Il bellissimo film di Ascanio Celestini è la trasposizione cinematografica di un’opera teatrale poi trasformata anche in un libro. E’ il risultato di una approfondita ricerca svolta negli ex nosocomi psichiatrici. Strutture in cui non erano ricoverati solo malati di mente ma anche disadattati, persone che presentavano caratteri difficili da trattare. Nei decenni passati i “matti” erano creati anche dalla società, che “rifiutava” certe persone spingendole ai margini, sino a farle precipitare nella malattia mentale. Da notare anche il ritratto di una parte del proletariato degli anni settanta, nato tra le speranze dettate dai “favolosi anni sessanta” e terminato nel degrado piu totale, tra ignoranza e povertà.
Ottima l’interpretazione di Celestini, un Giorgio Tirabassi in stato di grazia. Buona la performance di Maya Sansa.
Voto:
quattro stelle su cinque
*4/5*































































