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Il Declino di un uomo e di un Paese. L’Italia di Berlusconi: Niente soldi ne reputazione….

2 novembre, 2010

Dunque, lasciamo da parte un attimo i problemi del Premier e concentriamoci sul Paese. Mentre i mezzi di informazione, noi compresi, si riempiono di notizie relative “alla chiamata in Questura”, l’Italia si trova in una situazione drammatica.

Le parole chiave sono “NON CI SONO SOLDI”.

Non ci sono soldi per la scuola, salta la Riforma Gelmini:

Slitta la riforma Gelmini sull’Università alla Camera: non ci sono fondi per assunzioni e concorsi

Manca la copertura finanziaria e l’approvazione alla Camera del ddl di riforma dell’università slitta di un mese

Non ci sono soldi per le forze di polizia, manca addirittura la benzina per le volanti:

La denuncia dei sindacati di polizia: finiti i soldi per la benzina. ll Viminale: le auto non si fermeranno

Volanti a secco. «Sono finiti i fondi per l’acquisto del carburante e per le ricariche delle fuel-card che sono state ritirate, stiamo dando fondo alle riserve strategiche, terminate anche quelle andremo a piedi veramente». Lo spiega al Sole24ore.com Felice Romano, segretario generale del Siulp, il Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia. «Ora si va avanti con i buoni benzina – spiega Romano – previa autorizzazione di almeno cinque giorni prima. Questi sono i risultati dei tagli, che hanno colpito i capitoli di finanziamento per il funzionamento del sistema sicurezza». Secondo i dati a disposizione di Felice Romano, «il rischio è di restare a piedi».

Lo stesso Parlamento deve “chiudere” perche non ha piu finanziamenti per alcuna legge:

Camere paralizzate, in un anno 10 leggi

Dal 1° gennaio l’Aula di Montecitorio si è riunita 126 volte, il Senato 92. L’attività è ridotta al minimo. Le cause? Pochi soldi, priorità e tempi dettati dal governo

L’Italia risulta essere al penultimo posto AL MONDO, per crescita. Ci segue solo la povera e derelitta Haiti:

Crescita economica: l’Italia arranca, penultima nel mondo

Siamo davanti solo ad Haiti. Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto una crescita tra le più basse. L’Italia si è piazzata al 179° posto su 180: dati del Fondo monetario internazionale ed elaborati dal quotidiano spagnolo El Pais.

Il governo trova i soldi, ed il tempo, solo per il Federalismo tanto caro a Bossi. Una riforma che potrebbe causare SALASSI per tanti cittadini, con AUMENTI IRPEF SINO AL 300%:

Federalismo, la verità: dal 2013 possibili aumenti fino al 300%

A parlarne è il Sole 24 Ore. + 300% – Dopo il 2013 le regioni potranno infrangere il limite attuale dell’addizionale Irpef, che oggi si attesta all’1,4% (1,7% in Lazio, Molise, Campania e Calabria, dove c’è da recuperare l’extradeficit della Sanità); nel 2014 si potrà arrivare al 2%, e dal 2015 al 3%. L’aumento di addizionale Irpef, insomma può perfino aumentare del 300%. Tradotto in cifre – spiega il giornale della Confindustria - “l’aumento potenziale massimo triplica il conto rispetto ai territori che oggi pagano lo 0,9%. Un reddito da 60mila euro, per esempio, oggi paga tra i 540 e gli 840 euro all’anno, arriva a 1.020 euro nelle regioni colpite dall’extradeficit ma potrà vedersene chiedere 1.800 dal 2015. Per una dichiarazione da 45mila euro, si potrà passare da 405 a 1.350 euro all’anno

Con tutti questi problemi che abbiamo, si aggiunge  anche l’imbarazzo di paesi come la Germania, i quali fanno di tutto per non incontrare il nostro Premier. E questo non aiuta di certo l’economia. Dalla Repubblica:

Anche la Confindustria e la Chiesa criticano la politica del Governo ed il comportamento del Premier.

Quando il Paese affonda, l’Europa ci evita e persino i Superpoteri forti (Confindustria e Chiesa) attaccano … è arrivato forse il momento di dire basta. Di “staccare la spina” come si usa dire negli ultimi tempi in riguardo alla sopravvivenza del governo. Prima che sia troppo tardi, prima che l’Italia diventi una nuova Grecia.

Il problema però è quel che ci sarà dopo. Se a Berlusconi dovrà seguire un breve governo tecnico “lacrime e sangue” che non riesca neanche a modificare la legge elettorale e che consegni poi il Paese ad una nuova maggioranza berlusconiana… beh, direi “no, grazie”. Preferisco che crolli tutto, con Berlusconi al timone, cosi che venga cacciato definitivamente e con ingnominia. Altrimenti il problema non sarà risolto, ma solo rimandato. Se siamo arrivati alla Battaglia Finale, che battaglia finale sia. Definitivamente

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