Lite Tremonti-Prestigiacomo, nel Governo volano gli stracci…

Dopo una lite del genere, in teoria, uno dei due dovrebbe dimettersi. Non è che Tremonti, subodorato la fine di Berlusconi, voglia ritagliarsi un ruolo di futuro leader e per farlo cerchi di farsi “cacciare” dal governo per avere mani libere?
Al centro del confronto le lamentele della Prestigiacomo per i tagli al suo dicastero ed in particolare sul mancato trasferimento delle risorse già approvate dal Cipe, del valore di un miliardo di euro, per la difesa del suolo, chiedendo conto del perchè queste somme non fossero ancora a disposizione del ministero. A quel punto, Tremonti avrebbe detto: te lo spiego dopo, fuori. Frase alla quale il ministro dell’Ambiente avrebbe ribattuto chiedendogli di spiegarlo in quella sede: «Non siamo scolaretti». Tremonti avrebbe risposto fornendo delle spiegazioni che non avrebbero però convinto la ministra, la quale avrebbe controreplicato con un «non dire cretinate».
Battute ironiche:
«Oggi mi sono arrivate le scuse anche dalla Prestigiacomo. Mi sono commosso». Frase pronunciata con il sorriso sulle labbra. Ma qualche ora dopo arrivava anche la replica della Prestigiacomo. «Ah sì? Ha commentato fuori dal Consiglio? Ha detto proprio che oggi ha incassato le scuse della Prestigiacomo ed è commosso? Bene, allora commento anche io: pensavo che fossero bolle di rabbia…».
Nota di Tremonti, che se la prende con Prestigiacomo:
«Nessun ritardo, nessun blocco da parte del Cipe che tra l’altro dipende da Palazzo Chigi. Considerando inoltre che la delibera Cipe risale al 6 dicembre 2009, se c’è stato un ritardo, una omissione, è stato da parte del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare. A riprova di quanto sopra, ad oggi non risulta ancora pervenuta nessuna richiesta di utilizzo dei fondi alla sede competente».
Risposta piccatissima della Prestigiacomo, che restituisce al mittente ogni accusa. Sentita ora a Tgla7:
“Le ricostruzioni del Tesoro sono assurde e fantasiose. C’è la fila di ministri davanti alla porta di Tremonti e tutti chiedono di poter spendere i fondi stanziati, ma bloccati con mille tecnicismi. Personalmente non vivo questo problema come una sfida personale, forse per altri invece è così”.































































