Crisi e povertà: Italia a pezzi, ottimo articolo de L’Espresso

Spigolando sul sito de L’Espresso ho trovato un ottimo articolo di Piero Ignazi sull’Italia di oggi, stretta tra crisi economica e problemi sociali. Credo sia una ottima sintesi dello stato preoccupante in cui versa il nostro paese. Ed il futuro non sembra essere dei migliori:
Crisi e povertà: Italia a pezzi
Il Paese è ancora in piedi solo grazie ai vecchi risparmi delle famiglie. Ma presto finiranno. E allora la pentola esploderà. Perché Berlusconi punta solo al conflitto permanente per sopravvivere. E la Lega alla secessione.
l voto di Mirafiori porta in superficie un sottofondo di frustrazione e di rabbia di dimensioni impreviste. Il prendere o lasciare imposto dalla Fiat ha rimandato a tempi antichi, quasi pre-industriali, tempi dei racconti dolenti di Ignazio Silone e Corrado Alvaro dove i cafoni andavano col cappello in mano a genuflettersi per un tozzo di pane. Ora Marchionne, Marcegaglia, Sacconi e newco cantante fanno festa, ma l’esito del referendum crea le condizioni per una conflittualità esasperata. Il sistema delle relazioni industriali è andato in pezzi e i tanti marchionnini d’Italia si sentiranno liberi di imporre condizioni sempre più iugulatorie visto che l’esercito di riserva si ingrossa a vista d’occhio. Solo che nessuno ha il carisma e l’aura “global” dell’ad di Fiat, né ci saranno sempre sindacalisti esperti e con la testa sulle spalle a tenere a bada i più arrabbiati.
Rischia di aprirsi una stagione di conflitti aspri in cui comunque gli operai perderanno perché i rapporti di forza sono oggi terribilmente sbilanciati e, non dimentichiamolo, c’è un governo di destra al potere.
Nel mio piccolo avevo affrontato l’argomento qualche mese fa. Era l’8 settembre dello scorso anno…
Crisi politica, scontri sociali: l’Autunno nero che si prospetta per il nostro paese
Un autunno Nero è in arrivo nel nostro paese. Le avvisaglie ci sono tutte. I nodi politici che vengono al pettine e quelli sociali che stanno esplodendo. Nel mondo del lavoro irrompe la corazzata Fiat pronta a mettere in mora lo statuto del lavoratori. In principio fu Pomigliano, poi è arrivata la minaccia di lasciare Federmeccanica, minaccia che ha spinto la confederazione a disdire il rinnovo del contratto nazionale fatto nel 2008, peraltro già superato da un nuovo contratto siglato nel 2009 senza la Fiom. Ed ora decine e decine di imprese sono pronte ad attuare provvedimenti simili, atti a rinegoziare i diritti fin qui goduti dai lavoratori. E’ il mondo che cambia dicono, è la globalizzazione, la Cina che avanza.
Invece di battersi perche anche in paesi come Cina e Korea vi siano diritti certi per i lavoratori, si preferisce la strada piu “comoda”, adeguare l’Occidente allo sfruttamento in atto nel Secondo e Terzo Mondo.































































