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Via libera al Processo breve: a rischio L’Aquila e Viareggio, addio a quelli per illeciti ambientali…

13 aprile, 2011

Prescrizione breve approvata, ecco la prima legge ‘ad personam’ della nuova maggioranza ‘responsabile’, quella che a breve modificherà anche la giustizia, la par condicio e la legge elettorale (e chissà cos’altro, a seconda degli interessi del Premier e dei suoi sodali). Tanti saluti a centinaia di processi:

Il Post. Il disegno di legge in questione modifica la durata della prescrizione per gli incensurati, accorciandola. In questo modo, la legge incide in modo decisivo su diversi procedimenti in corso, su tutti quello in cui il presidente del Consiglio è accusato di aver corrotto l’avvocato David Mills. Nel corso del pomeriggio la Camera ha approvato tra le altre cose l’articolo 3 del provvedimento, che implica proprio la riduzione della prescrizione per gli incensurati da un quarto a un sesto della pena edittale. La legge si applica ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado: non riguarda i reati di grave allarme sociale – terrorismo e mafia – ma inciderà su diversi provvedimenti che hanno come oggetto reati molto gravi.

Quali processi rischiano? Forse quello sul terremoto de L’Aquila, forse quello sulla strage di Viareggio,  quasi certa poi l’impunità per i reati ambientali:

PROCESSO BREVE: LEGAMBIENTE, A RISCHIO PROCESSI ILLECITI AMBIENTALI

(ASCA) – Roma, 4 apr – Il ”processo breve” tanto voluto dal Governo ”significhera’, tra le altre cose, lo stop ai processi per reati ambientali e l’impunita’ di coloro che hanno danneggiato gravemente l’ambiente e la salute delle persone che ci vivono”. Lo denuncia Legambiente Lazio che spiega come il meccanismo prescrittivo previsto ”scattera’ prima per i reati la cui pena e’ minore: illeciti ambientali in primis, dunque, i quali vengono per la maggior parte considerati contravvenzioni e non delitti e dunque sanzionati in maniera lieve. Ma non basta: la scure della prescrizione – avverte – si abbattera’ anche sui reati collegati a quelli ambientali, rendendo cosi’ impossibili le indagini, oltre che i processi. Questa miscela sara’ ancora piu’ esplosiva se non si recepira’ la direttiva europea in materia di tutela penale dell’ambiente che prevede, tra l’altro, la responsabilita’ penale delle persone giuridiche – quindi degli inquinatori – che commettono reati ambientali”.

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