Amministrative, pericolo ballottaggio per Moratti, Fassino e Merola
Il sondaggio de Il termometro Politico per La Stampa
Le elezioni amministrative si avvicinano, diamo uno sguardo alle principali città coinvolte nella tornata elettorale.
A Torino Piero Fassino è sul filo della maggioranza assoluta. In calo rispetto alle scorse settimane. I Grillini ed i Comunisti potrebbero regalare il ballottaggio al Candidato del Centrodestra Coppola. D’altronde le dichiarazioni di Fassino sul Referendum Fiat dei mesi scorsi non consentono un sereno dibattito nel centrosinistra.
A Milano è Letizia Moratti ad aver paura di un secondo turno. Con la vittoria di Pisapia nelle Primarie la strada per la riconferma della Sindachessa sembrava spianata ed invece alcuni sondaggi riservati parlano di un rischio ballottaggio anche nel capoluogo lombardo. Le possibilità di una vittoria dell’ex parlamentare di Rifondazione sono vicine allo zero ma il pericolo esiste e gia arrivare al ballottaggio per il PDL vorrebbe dire che ‘qualcosa non va’. Anche qui poi il Movimento 5 Stelle del comico genovese potrebbe danneggiare l’esponente progressista.
Anche a Bologna le cose non vanno meglio, complice la non felice scelta del CentroSinistra per quanto riguarda il candidato Sindaco, Merola. Nella ‘capitale rossa’ il centrodestra ha scelto un leghista e già si parla chiaramente di ballottaggio, anche qui grazie alle divisioni del centrosinistra che presenta due candidati piu quello grillino:
The FrontPage. Per i sondaggi è in bilico. Tra il 45 e il 51 per cento significa rischio ballottaggio e l’incubo del ’99, diserzione elettorale della sinistra e vittoria dei cattivi, si profila nuovamente all’orizzonte.
Bologna, reduce da un anno e mezzo di commissariamento (record italiano) a causa delle repentine dimissioni di Delbono dopo le accuse di Cinzia Cracchi (ora capolista di una lista civica), non è solo “la città dei rancori”, come l’ha ritratta la puntata di Report dell’illustre cittadina Milena Gabanelli, ma nel dibattito pubblico prevale quell’aria da reality un po’ sfigato che la trasmissione ha catturato impietosamente nelle interviste sempre più sconsolate (da parte del giornalista visibilmente provato) agli aspiranti primo cittadino e agli esponenti della claustrofobica classe dirigente locale. Quando a Maurizio Cevenini, record man di matrimoni celebrati, quasi-candidato sindaco e capolista del Pd alle elezioni, è stato chiesto con qualche imbarazzo (“non sono riuscito a trovarli da nessuna parte”) che programmi avesse, lui ha risposto con un sorriso disarmante, da tronista in castigo, “eh lo so, è un mio difetto”.































































