In Prima Fila: il Discorso del Re


Regia di Tom Hooper. Con Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Jennifer Ehle
Siamo in Inghilterra nel periodo che va tra la prima e la seconda guerra mondiale. Il Regno Unito è guidato da Giorgio V (Michael Gambon), anziano ed in procinto di lasciare. L’erede al trono, David (Guy Pearce), è poco incline alle usanze di corte e soprattutto è totalmente rapito dall’amore per una donna sposata, Wallis Simpson. Il secondo erede per via dinastica è il fratello minore, Albert. (Colin Firth) Bertie, cosi viene soprannominato, pur essendo maggiormente dotato di ‘senso dello stato’, soffre di una grave balbuzie e ciò non giova certo alla sua popolarità a livello nazionale.
Alla morte di Giorgio V e dopo la abdicazione di David (Edoardo VIII), il trono spetterà proprio al balbuziente Albert, incoronato Re come Giorgio VI, il quale grazie all’amore della moglie Elisabetta (Helena Bonham Carter) ed al lavoro del logopedista ‘non convenzionale’ Lionel Logue (Geoffrey Rush) vincerà le balbuzie riuscendo a pronunciare, per radio, uno dei suoi discorsi piu belli, a ridosso della Seconda Guerra Mondiale.
Il film risulta gradevole e soprattutto scorrevole. L’attenzione viene posta sul lato umano ed affettivo del secondogenito degli Windsor, la sua sensibilità e l’incapacità di ‘comunicare’ nonchè il senso di inferiorità verso David, il primogenito carismatico ma ribelle. Un aspetto importante è rivolto al mondo dei ‘media’ e per la precisione quello della radio, primo mezzo di comunicazione negli anni in cui è ambientata la pellicola.
“Siamo una azienda” afferma l’anziano sovrano Giorgio V rivolto al figlio Bertie riferendosi alla Dinastia Reale e per spronarlo a vincere il suo problema, facendo capire l’importanza dell’immagine ( e della ‘voce’) in un mondo sempre piu vicino alla ‘comunicazione di massa’.
Intensa l’interpretazione di Colin Firth, premiato con il Premio Oscar al miglior attore. Grande anche la performance di Geoffrey Rush, l’eccentrico logopedista pronto a tutto pur di ‘sbloccare’ il suo paziente. Il Discorso del Re ha ottenuto quattro statuette, vincendo anche le categorie di miglior Film, miglior Regia e migliore Sceneggiatura originale. Unica pecca, a mio avviso, la visione troppo ‘superficiale’ del rapporto tra Edoardo e Wallis Simpson.
Voto:
quattro stelle su cinque
*4/5*
































































L’ho trovato davvero un bel film e devo dire oscar meritati, così come per il Cigno nero…ottima interpretazione, storia interessante e ben costruita