Vertice con Sarkozy e Missione in Libia: Berlusconi continua a fare i suoi interessi, in attesa delle amministrative
Il Governo si spacca sulla missione libica. La Lega dice NO ai bombardamenti, il PDL invece sta assecondando le direttive Nato ed americane. Tutto ciò genera tensione. Si vocifera che Berlusconi sia stufo dei ‘niet’ leghisti e che stia scatenando i suoi ‘mezzi di informazione’ contro Tremonti, accusato velatamente di fare il gioco di Bossi e soci per bramare alla Premiership in caso di caduta del Governo. La prima pagina de Il Giornale è eloquente direi:
Si dice che Tremonti sia scontento anche per i risultati del vertice Italia – Francia di due giorni fa, con Berlusconi che ha ceduto su tutta la linea, dalla missione libica alla scalata francese alla Parmalat, incassando il sostegno di Sarkozy per la candidatura di Draghi alla guida della BCE. Tremonti e Draghi non hanno mai avuto un buon rapporto.
Nessuno riesce a capire che Berlusconi, come suo solito, non fa niente che non sia riconducibile ad un suo personale interesse? Mario Draghi è stato piu volte citato come leader di un governo tecnico post-berlusconiano o anche come candidato Premier del terzo Polo di Fini e Casini. Promoveatur ut amoveatur, promuovere per rimuovere quindi. Un Draghi alla guida della BCE rappresenta un’arma in meno per chi vuol farlo fuori. Poco importa che Sarkozy torni a casa con il ‘bottino’ completo. La cosa importante è che Silvio ci guadagni qualcosa.
Per quanto riguarda la missione libica il Premier sa bene che in una possibile mozione parlamentare sul tema potrà contare sui voti di Udc e Fli e probabilmente anche del PD, il quale riuscirà a dividersi anche questa volta apparendo come il solito contenitore vuoto di contenuti e senza alcuna linea chiara. In sintesi quindi, Berlusconi va avanti, con difficoltà ma ben deciso a non cedere il comando. La Lega sbraiterà per un po’ sapendo che forse potrà incrementare i voti alle amministrative.
Il vero problema potrà nascere proprio tra due settimane. Nel caso in cui il partito di Bossi cederà consensi, la Lega si vedrà quasi costretta a ‘staccare la spina’ al governo. D’altro canto anche le opposizioni dovranno guardarsi bene dal risultato delle consultazioni. Una debacle di Fli spingerebbe molti parlamentari verso il ritorno nel PDL, un successo di Grillo a discapito del CentroSinistra potrebbe spingere Berlusconi a dare maggiore spazio alle liste 5 stelle nei media a lui vicini cosi da erodere consensi alla Sinistra. Il PD capirà quanta sia la sua forza a Torino e Bologna ed un eventuale successo di Pisapia a Milano rilancerebbe la candidatura di Vendola alle leadership del fronte progressista.
Tanti temi in ballo. Tra due settimane ne sapremo di piu.

































































