Skip to content

Storia della Costituzione: Articolo 7 (i rapporti con la Chiesa e la laicità)

30 aprile, 2011

Articolo 7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

In questo ultimo giorno di aprile ci occupiamo di un altro articolo facente parte dei principi fondamentali della nostra Carta. L’Articolo 7, che assieme all’8, si occupa dei rapporti tra Stato e Chiesa. Negli anni, sin da subito dopo l’approvazione della Costituzione, vi è stato un acceso dibattito sull’articolo, sul voto favorevole dei Comunisti, sulla non ‘chiara’ definizione dei rapporti tra la Repubblica Italiana e la Chiesa Cattolica, soprattutto sulla ‘ingerenza’ di quest’ultima nelle vicende politiche italiane:

Fonte:
Il principio di laicità, pur non essendo citato espressamente, è uno dei principi fondanti della nostra Costituzione.

l principio di laicità si ricava , dunque dalla lettura combinata di numerose disposizioni della Costituzione. Come ha precisato al Corte costituzionale con la sentenza n.203 del 1989, il principio di laicità, declinato negli articoli 2, 3, 7, 8, 19, e 22, rappresenta un principio “supremo” che non potrebbe essere eliminato neppure mediante il procedimento di revisione costituzionale. Nell’articolo 7 si stabilisce la “separazione tra ordine religioso e ordine temporale”.

Questo rappresenta il pilastro del principio di Laicità, che pretende che non ci siano intromissioni ed interferenze fra i due ordini. In Italia , purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo avuto una violazione di questo costrutto. Pochi esempi: la Chiesa cattolica che fornisce indicazioni di voto ai parlamentari o che invita all’astensione sul referendum sulla legge 40; il governo che introduce nel progetto di legge sul testamento biologico le definizioni volute dalla gerarchia ecclesiastica ( in primis: “la vita non è un bene disponibile”).

Cerchiamo quindi di analizzare le fasi di elaborazione della Carta. Piero Calamandrei, in un suo scritto del 1947 ci aiuta a capire cosa accadde durante la stesura dell’articolo:

La sottocommissione che iniziò i lavori era cosi composta:

La democrazia cristiana aveva abilmente concentrato in questa prima sotto-commissione, composta in tutto di diciotto deputati, i suoi rappresentanti più qualificati per destrezza parlamentare, come il presidente della stessa sotto-commissione avvocato Tupini, o per dottrina giuridica e fervore religioso, come i professori Dossetti, La Pira, Moro e Caristia, e gli avvocati Corsanego e Merlin.
Di fronte a questa compatta pattuglia democristiana (sette su diciotto, col vantaggio del presidente) i comunisti erano soltanto tre: Marchesi, Togliatti e la deputatessa Iotti; buoni ma pochi. Gli altri otto appartenevano a tutti gli altri partiti messi insieme: i socialisti Amadei, Basso e Mancini; il repubblicano De Vita; il demolaburista Cevolotto; i liberali Grassi e Lucifero; il qualunquista Mastroianni.

Il frazionamento del fronte ‘laicista’ favorì il fronte cattolico:

E’ facile intendere come in questo frazionamento di tendenze eterogenee, il gruppo cattolico, col suo fervente zelo e la sua raffinata abilità manovriera, fosse riuscito a ottenere fino dalla partenza un netto vantaggio sul gruppo che si può chiamare, per intenderci, «laicista»: il quale, non potendo contare sui due liberali e sul qualunquista (che, sommandosi coi democristiani, bastavano a formar la maggioranza: dieci su diciotto), si riduceva, anche se i comunisti avessero fatto blocco con esso, a otto su diciotto.

I comunisti si ‘smarcano’ quasi subito dagli altri ‘laici’:

In realtà i tre comunisti, fino dall’inizio dei lavori della sottocommissione, fecero parte a sé: e nel contrasto tra le due tendenze, quella confessionale, di cui fu relatore il deputato Dossetti, e quella laicista, di cui fu relatore il deputato Cevolotto, assunsero, specialmente per bocca di Togliatti, una posizione, si direbbe, di centro.

L’intransigenza dei cattolici

La discussione, fin da principio, mise in luce la rigida intransigenza dei cattolici e la moderazione, talora confinante colla remissività, dei loro oppositori.

Il volta faccia dei comunisti

L’episodio saliente e sorprendente di quella votazione, il vero e proprio colpo di scena della giornata, è stato l’improvviso voltafaccia dei comunisti: i quali, intervenuti anche nella discussione dinanzi all’assemblea con un loro oratore, l’on. Paietta, per confermare la loro recisa opposizione alla formula cattolica, hanno dichiarato all’ultim’ora, per bocca di Togliatti, di votare a favore di essa; e in questo modo, col peso di un centinaio di voti, ne hanno assicurata la approvazione a grande maggioranza. Se i comunisti avessero votato contro, è assai dubbio se l’articolo sarebbe stato approvato; tutt’al più sarebbe passato con una maggioranza computabile sui diti di una mano; ma non si può escludere che, se tutte le sinistre si fossero trovate compatte nel votar contro, avrebbero potuto trascinar con sé qualche voto incerto e riuscire a mettere i democristiani in minoranza.
Fino all’ultimo momento l’atteggiamento dei comunisti è stato misterioso e tutti i partiti hanno atteso ansiosamente la loro decisione
.

Una parte del discorso di Nenni durante i lavori della Costituente, in cui si ribadisce il voto contrario dei Socialisti:

Con la coscienza di fare il nostro dovere verso la Nazione e verso la Repubblica, noi voteremo contro l’articolo 7, per ragioni, ad un tempo, di principio e di coscienza.

Le ragioni di principio si richiamano alla nostra concezione dello Stato laico.

Siamo profondamente convinti che la pace religiosa è un bene altamente apprezzabile, ma per noi, la garanzia della pace religiosa è nello Stato laico, nella separazione delle responsabilità e dei poteri, per cui lo Stato esercita la sua funzione sovrana nel campo che gli è proprio, e garantisce alla Chiesa la sovranità della sua funzione nel campo che le è proprio.

….

L’onorevole De Gasperi ha detto che, sollecitandoci a votare l’articolo 7, aveva in animo il consolidamento della Repubblica. Non metto in dubbio la sincerità delle sue parole, ma penso che, per consolidare la Repubblica, bisogna fondare lo Stato e lo Stato non si fonda sul principio di una diarchia di poteri e di sovranità.

La Repubblica che abbiamo fondato avrà un senso ed un significato se continuerà, superandolo, il Risorgimento, non se tornerà indietro su quello che è stato acquisito dal Risorgimento.

Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani. Signori, umiliando lo Stato, voi umiliate la Repubblica e la Nazione, che noi vogliamo forti perché possano assolvere alla loro missione sociale e politica.

La parte finale del discorso di Togliatti, alla vigilia della approvazione finale dell’articolo 7:

I motivi per i quali, visti fallire i nostri tentativi per arrivare attraverso una modificazione delle formule presentate o attraverso la presentazione di un ordine del giorno successivo al voto dell’articolo, i motivi per i quali, visti fallire questi tentativi, il Gruppo parlamentare comunista ha deciso di votare per la formula che viene presentata, sono dunque motivi profondi, che investono tutto l’orientamento politico del nostro Partito.

La nostra lotta è lotta per la rinascita del nostro Paese, per il suo rinnovamento politico, economico e sociale. In questa lotta noi vogliamo l’unità dei lavoratori, prima di tutto, e attorno ad essa, vogliamo si realizzi l’unità politica e morale di tutta la Nazione. Disperdiamo le ombre le quali impediscono la realizzazione di questa unità! Dando il voto che diamo, noi non sacrifichiamo, dunque, nulla di noi stessi; anzi, siamo coerenti con noi stessi sino all’ultimo. Siamo oggi quello che siamo stati in tutta la lotta di liberazione e in tutto il periodo di profonda crisi e di ricostruzione, apertosi dopo la fine della guerra. Siamo oggi quel che saremo domani, nella lotta che condurremo insieme a voi, accanto a voi — se volete — o in contrasto con voi, per la ricostruzione, il rinnovamento, la rinascita d’Italia.

Siamo convinti, dando il nostro voto all’articolo che ci viene presentato, di compiere il nostro dovere verso la classe operaia e le classi lavoratrici, verso il popolo italiano, verso la democrazia e la Repubblica, verso la nostra Patria!

Si è detto piu volte che il voto favorevole del PCI fosse frutto di qualche trattativa o baratto. Calamandrei smentisce tali ricostruzioni:

No, il voto favorevole dato dai comunisti alla formula confessionale proposta dai cattolici è stato un dono senza contrattazione e talmente gratuito, che i cattolici non solo non avevano fatto nulla per procurarselo, ma avevano fatto tutto quanto era in loro per liberarsene. Essi speravano di poter riuscire a portare alla vittoria il loro articolo colle sole loro schiere, colle milizie della fede, senza ricorrere ad impure alleanze contaminatrici.
…..
Ma i comunisti (questa potrebbe essere una spiegazione) hanno capito il gioco e l’hanno sventato: votando a favore dell’art. 7 hanno spezzato in mano dei democristiani l’arma più potente che questi stavano affilando contro di loro per la prossima lotta elettorale.

Calamandrei scriveva nel 1947, alla vigilia delle elezioni politiche del 1948, che avrebbero visto il Fronte delle Sinistra (PCI e PSI) contro i Democristiani. Prevalsero i secondi, naturalmente, ed i comunisti non tornarono mai piu al governo. Il PSI invece, quello che si era battuto strenuamente contro l’articolo 7, entrò nel governo negli anni ’60 per poi restarci sino alla fine della sua storia, spazzato via da Tangentopoli ad inizio anni’90.

In definitiva, forse, sia Togliatti che Nenni scelsero di votare non secondo coscienza ma secondo ‘convenienza politica’. Nenni per difedere i principi della laicità e quindi i valori della Sinistra, Togliatti per accreditarsi come leader nazionale oltre gli steccati ideologici. Entrambi furono sconfitti nel 1948 ma il PCI divenne il piu grande partito di opposizione della storia italiana, costringendo il PSI alla marginalità e forse una piccola parte della ‘storia’ fu scritta anche dalla decisione presa nella votazione dell’articolo 7.

La storia dell’articolo 7 nella sua evoluzione tra sottocommissioni, commissioni e Costituente:

Evoluzione dell’Articolo

Il 18 dicembre 1946 la prima Sottocommissione della Commissione per la Costituzione approva il seguente articolo:

«Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Qualunque modifica di essi, bilateralmente accettata, non richiederà un procedimento di revisione costituzionale, ma sarà sottoposta a normale procedura di ratifica».

***

Il 23 gennaio 1947 la Commissione per la Costituzione in seduta plenaria approva il seguente articolo:

«Lo Stato e la Chiesa cattolica sono ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Qualunque modificazione di essi bilateralmente accettata non richiederà un procedimento di revisione costituzionale».

***

Testo definitivo del Progetto di Costituzione elaborato dalla Commissione:

Art. 5.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Qualsiasi modificazione dei Patti, bilateralmente accettata, non richiede procedimento di revisione costituzionale.

Le altre confessioni religiose hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I rapporti con lo Stato sono regolati per legge, sulla base di intese, ove siano richieste, con le rispettive rappresentanze.

***

Il 25 marzo 1947 l’Assemblea Costituente approva il seguente articolo:

«Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti lateranensi. Qualsiasi modificazione dei Patti, bilateralmente accettata, non richiede procedimento di revisione costituzionale».

***

Testo coordinato dal Comitato di redazione prima della votazione finale in Assemblea e distribuito ai Deputati il 20 dicembre 1947:

Art. 9.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

***

Il 22 dicembre 1947, nella seduta antimeridiana, l’onorevole Ruini, a nome del Comitato di coordinamento, comunica che l’articolo viene spostato ed assume quindi il numero 7.

***

Testo definitivo dell’articolo:

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Fonti: La Nascita della Costituzione, Impariamo la Costituzione, Democrazia e Legalità

Articoli precedenti:

About these ads
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Photo

usa gli occhi..

Se Telecomando

La tv fatta a pezzi

kalosf

...un tentativo di vedere il mondo attraverso la luce...

Beni Culturali 3.0

Promuovere Tutelare Valorizzare

Viaggiando con Bea

A fine WordPress.com site

my "bad" brain

fa la cosa sbagliata..

ludmill@nte

" Per sentire e sognare in pace, bisogna spegner la luce della ragione... almeno per un po'. "

Il Blog delle Ragazze

Chiacchiere in finestra: il cortile sul mondo

Giuseppe Morelli

Compagni, parliamo dei rapporti di produzione!

Pasquale Videtta

"Gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono volare solo restando abbracciati"

Dalla parte di Alice

Alice si mise a ridere. “Non serve a nulla provare”, disse: “Non si può credere alle cose impossibili”.

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

coffeeiscomingout

pensieri senza nesso tra loro

aMe's world

Welcome to aMe's world. I'll show you my illusion.

giovanni leone

blog ufficiale

elidixit

di Elisa Pilati

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 353 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: