Macchina del fango, questa volta tocca a Pisapia
Continua la macchina del fango. Pisapia, assolto in via definitiva per un reato viene invece calunniato dalla Moratti che cita la condanna in primo grado, dimenticando invece il responso finale, cioè assoluzione per non aver commesso il fatto.
Ennesima vergogna del Centrodestra berlusconiano, sempre impegnato nel distruggere mediaticamente gli avversari.
Il POST. È evidente che Letizia Moratti è disperata. Fidandosi di qualche manina sporca che fabbrica dossier ad arte è incappata in un clamoroso errore. Ha diffamato Giuliano Pisapia alla fine della registrazione del confronto su Sky TG24, pensando di approfittare come in un agguato del diritto di parlare per ultima.
Letizia Moratti ha accusato Giuliano Pisapia di essere responsabile di un furto, citando una sentenza della Corte d’Assise, che dichiarava il reato estinto per amnistia. Nonostante l’amnistia, Giuliano Pisapia presentò appello, accolto. La III Corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta dal dott. Luigi Maria Guicciardi nel procedimento n.76 del 1985 ha assolto Giuliano Pisapia per non aver commesso il fatto. La sentenza recita alle pagine 1562 e 1563: “In conclusione non vi è prova – né vi sono apprezzabili indizi – di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l’imputazione di furto, dalla quale l’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto”.
Tale sentenza di assoluzione con formula piena è passata in giudicato ed è quindi definitiva.
































































