La cronaca nera ‘infinita’ nella stagione tv che sta per terminare

Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, le Gemelline, ed ora l’omicidio della giovane Melania in quel di Ripe di Civitelle nel Teramano. La Cronaca Nera ha caratterizzato tutto l’anno televisivo che sta per concludersi . Si inizia ad ottobre con l’assassinio della ragazzina di Avetrana e si arriva all’attualità di questi giorni, con il ritrovamento del cadavere di Melania Rea.
I delitti in ‘salsa italiana’ non sono una novità, basti ricordare Novi Ligure, Cogne, Erba, Garlasco ma una tale concentrazione di casi in cosi pochi mesi e l’accanimento mediatico delle trasmissioni ‘a tema’ non si era mai vista.
Chi l’ha visto, Quarto Grado, Porta a Porta, Matrix, Pomeriggio 5, Domenica 5, L’Arena di Domenica In, La vita in diretta e chi piu ne ha piu ne metta. Tutti i programmi di informazione si sono trasferiti prima ad Avetrana, poi a Brembate di sopra, poi in Svizzera ed infine a Somma Vesuviana per raccontare i dettagli dei delitti, per catturare il dolore dei familiari senza dimenticare un po’ di sano e cinico sciacallaggio mediatico.
I risultati, in termini di ascolti, si sono visti. Chi l’ha visto ha aumentato di quasi un milione i suoi ascoltatori. Quarto Grado, programma condotto da Salvo Sottile su Rete4, ha avuto un vero e proprio boom di ascolti. E cosi via per tutte le trasmissioni che hanno trattato gli omicidi. Peraltro è singolare che un programma come quello condotto da Federica Sciarelli si sia trasformato da ‘Chi l’ha visto’ a ‘Chi l’ha ucciso’, snaturando la sua storia fatta di ricerca di persone scomparse ed allargandola anche alle indagini sugli omicidi.
Soldi, Sesso e Sangue, si dice, siano le tre parole chiave del successo giornalistico, in ogni nazione del mondo. Sta di fatto però che in Italia la cronaca nera occupa uno spazio abnorme nel panorama informativo. Un sondaggio di Ilvio Diamanti, pubblicato su Repubblica poco dopo l’omicidio Scazzi, che si riferiva ai sei mesi precedenti e quindi PRIMA dell’esplosione mediatica della ‘nera’, parla chiaro:
Come potete vedere la sola Rai1 ha dedicato ben 431 minuti alla Cronaca nera in prima serata nei primi sei mesi del 2010, contro i 34 della tedesca Ard, i 113 della francese France2, i 159 della spagnola TVE ed i 267 della britannica BBC1.
Chissà quali saranno i dati del secondo semestre 2010 e del primo del 2011. Viste le cifre c’è ben poco da aggiungere. La morbosità tutta italiana si spiega forse con la voglia di ‘distrarre’ il pubblico dai veri problemi del Paese e questo a prescindere dalle ideologie politiche.

































































Tutto vero ed è sicuramente criticabile una televisione che allaga i palinsesti di sangue, va però detto che la tendenza al truculento, seppur in aumento, viene da molto lontano e non è una novità dell’ultimo anno. Come giornalista sto leggendo l’ottimo libro di Luca Steffenoni “Nera. Come la cronaca cambia i delitti”, che illustra con grande attenzione tutti quegli spostamenti che la cronaca nera ha registrato in un secolo di delitti e delinea con precisione l’anomalia italiana. Si comprende bene come tutto ciò che vediamo non è spinto dalla sola morbosità e dall’audience, ma è un discorso ben più complesso.