Gli ultimi giorni dell’Impero Berlusconiano? Esilarante articolo di Giannini su Repubblica

Stimo molto Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica. Questa volta però non posso sottrarmi dal criticare fortemente un suo articolo. Leggendolo non sapevo se ridere o piangere. Nel pezzo del vice di Ezio Mauro si analizza la possibile uscita di scena di Berlusconi ed i possibili ‘Bruto’ pronti ad assassinare il ‘Cesare’ di Arcore. Scrive Giannini:
“Siamo agli ultimi giorni dell’Impero…” Non è uno qualsiasi, a raccontarmi il clima che prelude a avvelena la possibile fine del berlusconismo. È un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che descrive così le convulsioni interne al Pdl, alla vigilia dei ballottaggi.
Sono anni che si parla di ‘fine dell’Impero’, di ‘tramonto del Berlusconismo’, di ‘agonia del Premier’ etc.. salvo poi ritrovarci tutti quanti a commentare l’ennesima legge vergogna fatta dal Cavaliere per salvare lui e le sue aziende. Peraltro sarebbe curioso sapere chi sia la ‘gola profonda’ di Giannini tra Letta, Santanchè,Bonaiuti, Giovanardi, Augello, Miccichè, Ravetto, Crimi, Belsito e cioè i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio.
Forse è una previsione azzardata. Ma il mio interlocutore, “informato dei fatti”, racconta di un partito ormai totalmente dilaniato e sgovernato. Diviso in fazioni, “che già si litigano le spoglie del capo”.
E’ vero che da quando è nato il PDL vi è una maggiore presenza di ‘insubordinati’ ma sta di fatto che sino ad oggi sono sempre tornati tutti all’ovile non appena il ‘capo’ ha alzato la voce. Non vedo perche dovrebbero cambiare le cose. Chi paga la campagna elettorale di tutti i ‘volti’ noti del Pdl? Se non è riuscito Fini a farlo fuori, potrà riuscire qualche mezza figura che si nasconde ancora dietro le ‘gonne’ del Premier?
Una fazione, la più forte, è qualla di Giulio Tremonti. Il ministro dell’Economia non firma nè autorizza più nulla. Blocca tutto, non spende più un euro. Si narra che stia precostituendo un “tesoretto” segreto dentro il bilancio dello Stato, con il quale lanciare e finanziare il vero “piano di sviluppo” se e quando gli sarà affidato un governo”di emergenza”, per portare il Paese fuori dalla crisi.
Fosse davvero cosi, un Ministro che ‘nasconde’ soldi per tirarli fuori come meglio crede, sarebbe da arrestare seduta stante.
Un’altra fazione è quella di Roberto Formigoni. Il governatore della Lombardia, con la rete di Comunione e Liberazione, si sta smarcando su tutto. Dalla campagna elettorale della Moratti al difficile rapporto con la Lega. E ormai non fa mistero di voler correre in prima persona, per il dopo Berlusconi. “Io ci sarò”, dice. Lui “c’è già adesso”, chiosa l’anonimo sottosegretario
Formigoni in effetti è da sempre un ‘battitore libero’ sempre all’interno dell’alveo berlusconiano però. Ha comunque la sua rete autonoma di consensi e clientele.
Una terza fazione è quella di Maurizio Sacconi. Persino il ministro del Welfare, con la sponda della Cisl di Raffaele Bonanni, sta tessendo la trama di un’area moderata, catto-socialista, da contrapporre all’ala militarista pidiellina.
Sacconi leader di una fazione? Ma per carità….
Una quarta fazione, la più attiva e articolata, è quella degli ex An che fanno capo a La Russa e Alemanno, e che punterebbero a de-berlusconizzare il partito e a rifondarlo sulle basi identitarie di una destra sarkoziana, o neo-gollista.
La Russa neogollista? Vabbeh…
Una quinta fazione – ora tuttavia fiaccata dalle nuove rivelazioni sullo scandalo Anemone – sarebbe quella di Claudio Scajola, che punterebbe a un approdo uguale e contrario: liquidare il Pdl, sciogliere il patto scellerato con il Senatur, e tornare allo spirito della prima Forza Italia, anche senza l’anima post-missina, se serve.
E dove va una Forza Italia senza finiani, post missini e fuori da un patto con la Lega? All’opposizione perenne direi, quindi Scajola punta alla minoranza a vita?…
“Se si perde a Milano, l’idea è questa: si propone cortesemente al Cavaliere un’uscita consensuale, e pilotata, e si fa subito un altro governo con un premier indicato da lui, e scelto tra uno dei capi delle fazioni in lotta. Possibilmente Tremonti. Se Silvio rifiuta, e si ostina a resistere, allora l’appuntamento è a settembre: si lasciano passare i referendum, che saranno un’altra botta, si lascia passare l’estate, e poi alla ripresa d’autunno i congiurati escono allo scoperto, e fanno fuori il vecchio Cesare”.
‘ si propone cortesemente al Cavaliere una uscita consensuale’ ? Ma di cosa stanno parlando? Silvio Berlusconi, il proprietario di un Impero economico-mediatico in cui ‘non tramonta mai il sole’, dopo aver speso un quinto della sua vita per non farsi togliere i privilegi di un monopolio televisivo degno del Sudamerica dovrebbe poi ‘farsi da parte cortesemente’? E magari ringraziando anche?
E come vorrebbero farlo fuori ‘il vecchio’Cesare? Il Premier è proprietario di 3 reti tv, ne controlla altre due di stato, ha ‘Il Giornale’, la Mondadori, l’Einaudi, Mediolanum piu altre decine e centinaia di soci, affiliati, controllati disposti a fare di tutto pur di obbedirgli, perche ‘lui’ in quel mondo è il ‘padrone’. Cosa farebbero i Tremonti, gli Scajola, i Sacconi, i Formigoni o i La Russa? Cosa potrebbero combinare se non appoggiati dall’opposizione? E soprattutto quale futuro potrebbero avere questi tanti portaborse senza il ‘comodo divano’ di Papà Silvio?
Berlusconi ha tre poteri, quello economico (dato dalle sua ricchezza), quello mediatico (dato dalle sue aziende) e quello politico (dato dal suo ‘secondo lavoro’ di Premier). Perdendo il terzo, conserverebbe ancora intatti i primi due. L’unico modo perche si realizzi davvero il tramonto dell’era Berlusconiana è quello di togliere al Cavaliere tutti e tre i poteri. E per farlo serve una azione congiunta tra tutti gli ‘attori in gioco’, di maggioranza e di opposizione. Un programma di deberlusconizzazione incentrato su nuovi paletti al mercato televisivo, su un conflitto di interessi serio che impedisca ad un magnate di entrare in politica e su leggi che servano ad evitare futuri ‘Berlusconi’ di qualsiasi parte politica.
Qualora si realizzino tali condizioni si dovrà sempre fare i conti con l’Impero, con i prezzolati di oggi e di domani, con l’avvio della ‘campagna di vendetta’ di Berlusconi, realizzata con il possibile lancio di un nuovo partito costruito su ‘cloni’ giovani e totalmente serventi, sponsorizzata dal potere economico e da quello mediatico. Cosi come fu nel 94. Magari con nuovi partner pronti ad assecondarlo. La Lega o qualcun’altro si trova sempre.
Ecco. Ora ragioniamo un attimo. Ce li vedete voi La Russa, Sacconi, Tremonti, Scajola e Formigoni a votare assieme a Pd, Idv ed Udc delle leggi contro Berlusconi in un governo di ‘salute pubblica’? … riuscite a vederli tutti uniti assieme alle opposizioni contro la ‘vendetta’ del Cavaliere, pronto ad additarli come ‘comunisti’ e ‘traditori’? appunto….
































































Sembra che si stiano gia’ preparando enormi bauli e ben 2 pullman in partenza dall’orgettina!!! Sembra che se ne stia veramente andando…. se va’ saro’ immensamente felice.
io lo spero vivamente ma il desiderio di onnipotenza di quest uomo mi lascia presagire ancora brutte cose per noi poveri italiani che non ne possiamo piu della sua permanenza in politica!questo signore ha fatto le radici come il cancro !non credo che sia tanto facile estirparlo perchè è molto furbo!poi chissa!che DIO cela mandi buona!