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Furbetti, Cricche, P3, P4: le nuove Tangentopoli di un paese delegittimato…

20 giugno, 2011

L’Italia non è mai stata esente da scandali. Tangentopoli (1992-1994) ne ha rappresentato l’apoteosi. Dopodiche non ci siamo fermati, siamo andati avanti, in tutti i sensi. Nel recente passato ebbero clamore i crack di Cirio e Parmalat, tra il 2003 ed il 2004. Poi arrivarono i ‘furbetti del quartierino’ (2005) , Calciopoli (2006), Valettopoli (2006), il ‘sistema Romeo‘(2008), i vari scandali delle Escort, la cricca di Anemone e la P3 di Carboni, Verdini e Cosentino (2010). Ed ora la P4 sino ad arrivare all’arresto del Presidente della Confcommercio di Roma, Pambianchi, erede de ‘la cricca’ .

Un paese delegittimato ogni giorno, imprenditori che lucrano, faccendieri che influenzano politici ed istituzioni, politici che si fanno corrompere o che usano il proprio potere per avere regalìe, facilitazioni, maggiore influenza. Il tutto condito da sesso, feste, partite truccate, vallette ‘usate’ e sentenze ‘aggiustate’.

Lo scandalo ‘del mese’ è quello della cosiddetta P4:

L’indagine, condotta dai pm della Procura di Napoli Francesco Curcio e Henry John Woodcock, cerca di fare luce su un sistema informativo parallelo, quella che per i magistrati potrebbe essere una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla gestione di notizie riservate, appalti e nomine, in un misto, secondo l’accusa, di dossier e ricatti, anche attraverso interferenze su organi costituzionali. Oltre alla gestione di notizie riservate, l’inchiesta intende chiarire ogni aspetto in merito, appunto, ad appalti, nomine e finanziamenti. Nelle ultime settimane sono stati ascoltati come testimoni numerosi parlamentari e vertici istituzionali, compresi quelli dei servizi segreti tra cui il generale Adriano Santini presidente dell’Aise (Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna)

Bisignani è il nuovo ‘Gelli’, qualche mese fa ‘il venerabile’ di turno era Flavio Carboni (inchiesta P3), prima ancora Diego Anemone ( la Cricca) etcetc

Tina Anselmi, quando, il 9 gennaio ’86, presenta alla Camera la monumentale conclusione del suo lavoro, 120 volumi, definisce la P2 «il più dotato arsenale di pericolosi e validi strumenti di eversione politica e morale» (il piano di Rinascita Democratica di Gelli). Nel diario aveva profeticamente scritto: «Le P2 non nascono a caso, ma occupano spazi lasciati vuoti, per insensibilità, e li occupano per creare la P3, la P4…» Profetica!

A quando la P5, la Nuova Cricca, la cricca 2.0 etcetc. Capisco che in tutti i paesi vi sono degli scandali ma noi credo si stia andando un po’ oltre. Oramai non fanno quasi piu notizia…

Tanto per dare una rinfrescata alle ‘vecchie inchieste’:

Fine 2005: I furbetti del Quartierino:

I giocatori sui due campi sono praticamente gli stessi. Fiorani chiama a raccolta su Antonveneta quel drappello di immobiliaristi (Coppola e Stefano Ricucci, soprattutto) poi ribattezzati come i «furbetti del quartierino», espressione coniata dallo stesso Ricucci in una frase intercettata dalla magistratura in riferimento proprio a quell’azione di concerto nel contrastare Abn Amro poi smascherata dalla Consob, che obbliga questa «armata nazionale» a lanciare un’Opa sull’istituto padovano.

Quando il fallimento degli olandesi al termine dell’offerta consegna a Fiorani lo scettro del vincitore in contemporanea con la vittoria di Giovanni Consorte, guida operativa di Unipol, sulla Bnl, l’azione della magistratura butta giù tutto, coinvolgendo da subito il governatore Fazio. Sono sequestrate le azioni dei “pattisti”, avviando di fatto il ritorno di Abn Amro su Antonveneta. Contestualmente, vengono pubblicati i colloqui tra Fiorani e Fazio, soprattutto quello del 12 luglio: alle 00.12, Fazio chiama l’Ad di Bpi per comunicargli l’ok a crescere ancora in Antonveneta: «Io ti ringrazio – affermava Fiorani – Tonino, io, guarda, ti darei un bacio in questo momento, sulla fronte, ma non posso farlo… So quanto hai sofferto». Il governatore finirà sul registro degli indagati della Procura di Roma dai primi di agosto per abuso d’ufficio e, nonostante le memorie difensive, la polemica politica monterà sia sul caso Antonveneta sia su quello gemello della Bnl, scoppiato subito dopo con modalità più o meno simili. Un duro “braccio di ferro” con il governo, arrivato sulle prime pagine nazionali e all’estero, durerà ancora qualche mese, ma il 19 dicembre 2005 Fazio, ultimo governatore “a vita”, getta la spugna, aprendo la strada alla riforma della Banca d’Italia e all’arrivo di Mario Draghi.

Febbraio 2010: La Cricca

Il sistema, scrive il gip Rosario Lupo, funzionava così: “Angelo Balducci e Fabio De Santis, pubblici ufficiali presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricati della gestione dei “grandi eventi” (Mondiali di nuoto di Roma 2009, G8 della Maddalena, 150° anniversario dell’Unità d’Italia) insieme a Mauro Della Giovanpaola, pubblico ufficiale della struttura di missione per il G8 della Maddalena hanno asservito la loro funzione pubblica (alquanto delicata, attesi gli enormi poteri a loro concessi e i rilevantissimi importi di denaro e risorse a carico della collettività) in modo totale e incondizionato agli interessi dell’imprenditore Diego Anemone (e non solo). Tale asservimento veniva ben retribuito con vari benefit di carattere economico e non, anche di grande rilevanza patrimoniale: utilità indirizzate o direttamente ai tre pubblici ufficiali o a loro parenti o a soggetti a loro amici (in particolare Anemone e i suoi collaboratori si mettevano a disposizione dei tre, in particolare di Balducci per risolvere loro qualsiasi tipo di esigenza, anche la più banale)”.

Luglio 2010: La P3

Nel maggio 2010, all’indomani della sua assoluzione per il delitto Calvi, Carboni viene indagato per concorso in corruzione, nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti per l’energia eolica in Sardegna, insieme ad alcuni personaggi di spicco della politica locale e nazionale tra cui il Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e il coordinatore PdL Denis Verdini. Secondo gli investigatori avrebbe influenzato decisioni riguardanti il settore delle energie rinnovabili, arrivando a indicare la nomina del presidente dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, Ignazio Farris, anch’egli indagato. Dalle indagini emersero diversi incontri tra gli indagati, alcuni dei quali, secondo lo stesso Carboni, alla presenza del senatore Marcello Dell’Utri.[20] Ulteriori sviluppi hanno in seguito portato i magistrati inquirenti a ipotizzare i reati di riciclaggio e associazione per delinquere, in relazione alla scoperta di consistenti fondi (circa cinque milioni di euro) provenienti da aziende collegate alla criminalità organizzata.[21]

L’8 luglio 2010 viene arrestato. Il gip giustifica l’ordinanza affermando che la sfera di influenza di Carboni non agiva solamente con iniziative volte a realizzare in Sardegna impianti di produzione di energia eolica, ottenendo la nomina di persone a lui gradite e in contatto con Cappellacci e Verdini. Sempre secondo il gip, infatti, Carboni avrebbe più volte, coadiuvato dall’imprenditore Arcangelo Martino e dall’ex componente di commissioni tributarie Giovanni De Donato, provato a entrare nell’attività delle istituzioni, anche per quanto riguarda le decisioni giudiziarie. Ciò a settembre 2009, tentando di pressare i giudici della Corte Costituzionale per promuovere un parere positivo sul Lodo Alfano, dunque a favore di Silvio Berlusconi, con riunioni private con Verdini, Dell’Utri, il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo e i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, a marzo 2010. Carboni avrebbe agito per sostenere la riammissione della lista del Pdl del candidato di centrodestra per le elezioni regionali del 2010 e attuale Governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni presso il TAR e, sempre per quanto riguarda le elezioni regionali italiane del 2010, tentando di supportare Nicola Cosentino come candidato Governatore, screditando allo stesso tempo l’altro possibile candidato, oggi Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, attraverso la realizzazione di dossier su frequentazioni di transessuali da parte dello stesso presidente della regione. Gli accusati sono sospettati anche di aver favorito la promozione a presidente della Corte d’appello di Milano del pm Alfonso Marra

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