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P4: gli ‘infedeli’ del Premier e l’immenso teatro della nostra vita quotidiana

24 giugno, 2011

Oggi su La Stampa, il direttore Mario Calabresi si sofferma sullo scandalo P4 facendo alcune riflessioni:

Da almeno un anno nella politica italiana esistono due universi paralleli: quello della realtà e quello della finzione. La realtà, così come la raccontano ministri, sottosegretari, senatori, deputati, faccendieri, lobbisti, manager delle grandi aziende e diplomatici di ogni nazionalità, è che il governo è paralizzato, il presidente del Consiglio totalmente assorbito dalle sue vicende personali e la maggioranza lacerata da rivalità, invidie e lotte di potere……

….Poi sono arrivate le intercettazioni del caso Ruby, i file di Wikileaks (con le confidenze agli americani di molti nostri politici e manager) e perfino le telefonate di Briatore nell’inchiesta sul suo pànfilo. Così abbiamo scoperto giudizi taglienti e senza appello su Berlusconi, i suoi comportamenti e sullo stato del governo, scagliati da persone che credevamo vicinissime e fedeli.

Da qualche giorno infine, con le migliaia di intercettazioni dell’inchiesta chiamata P4, il velo è completamente caduto e leggiamo attoniti delle risse, degli insulti, degli odii che lacerano il governo e circondano Berlusconi. Al di là degli aspetti penali e del malcostume di un sistema che sembra aver abolito ogni trasparenza e ogni criterio di merito, emerge uno scenario in cui i veleni hanno conquistato ogni spazio del discorso pubblico.

Scopriamo che anche i ministri o gli amici di una vita dileggiano Berlusconi (così come facevano le ragazze ospiti delle feste ad Arcore), lo considerano finito e organizzano continue guerre intestine. La reazione naturale sarebbe stata quella della resa dei conti, della cacciata degli infedeli, ma invece nulla è successo. Perché per sopravvivere c’è bisogno di tutti, si è costretti a scendere a patti con chiunque e a qualunque prezzo: l’unico problema appare quello di chiudere il rubinetto della realtà, di ripristinare in fretta la finzione.

Così vediamo una ministra, che abbiamo appena saputo ritenere il premier «poco intelligente», sedersi ai banchi del governo, o molti altri stringersi la mano e sorridersi nonostante sia stato reso noto che si detestano e tramano uno contro l’altro.

Per quanto il panorama che esce dall’inchiesta e dalle intercettazioni appaia desolante, non mi sento di drammatizzare la cosa, almeno dal punto di vista politico e sociale. Credo che anche in altri paesi vi siano esponenti dello stesso governo pronti a tramare contro questo o quel ministro, pronti ad affermare una cosa, salvo pensarla diversamente. D’altronde basta guardare alla nostra vita quotidiana. Quante volte accade tra colleghi, clienti, conoscenti e persino amici. Si dice una cosa e se ne pensa un’altra, che magari si ‘confessa’ solo ad una persona piu vicina. E’ la vita signori, ipocrisia. Chi non ha mai peccato di ipocrisia o falsità, magari per piccole cose. Suvvia, credo si debba anche essere un po’ onesti con noi stessi. 

Berlusconi è l’uomo piu potente d’Italia e quindi attira a se infiniti interessi e tantissimi cortigiani che lo idolatrano per avere le sue attenzioni, salvo lamentarsi se non presi in considerazione. Idem vale per i ministri, sono colleghi non amici ed ognuno di loro vuol prevalere per aumentare il proprio potere. Non accade spesso anche nei luoghi di lavoro, tra colleghi? O tra gestori di negozi vicini? O tra agenti e procacciatori?

Nessuno scandalo quindi, a meno che non vi siano reati. In quel caso è giusto scandalizzarsi e chiedere la pena massima. Per il resto è solo il teatrino della politica che rispecchia, è bene ricordarlo, il piu grande teatro che è la nostra vita, un palcoscenico dove ogni giorno ognuno di noi interpreta un ruolo o anche piu ruoli nello stesso momento.

 

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